Comunicato da USB
Lunedì 24 protesta della Federazione del Sociale USB insieme alle organizzazioni giovanili OSA e Cambiare Rotta al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, per denunciare l'insostenibilità di un sistema lavorativo e sociale che due notti fa ha ammazzato Francesco Di Fazio di 36 anni e Gabriele Tullio di 15 anni, morti all’interno di un gazebo allestito come punto vendita in occasione del Pallio dei somari di Allumiere (Roma).
Non si tratta dell'ennesimo incidente, mentre il problema è strutturale: in un Paese in cui si taglia sulla sicurezza sul lavoro per aumentare i profitti, dove trovare un lavoro con un contratto ed un salario dignitoso sembra un lusso, i risultati producono morte - con più di 3 uccisi sul lavoro ogni giorno - sfruttamento e precarietà.
Ma la vergogna oggi è doppia, perché se è inaccettabile morire sul posto di lavoro, è ancora più inaccettabile che a morire sia un ragazzo di 15 anni che in quel posto di lavoro non ci dovrebbe nemmeno stare.
Alla ministra del Lavoro Calderone, che nelle sue dichiarazioni parla di un sistema perfettamente funzionante e dei giovani che emigrano per lavorare come di in cerca di esperienze, per togliersi uno sfizio, rispondiamo con la nostra realtà quotidiana: i giovani che oggi emigrano lo fanno per necessità, non per hobby. Mentre il Governo sta destinando i giovani ad un futuro di guerra, ci fa morire di lavoro cercando di convincerci che sia la normalità fin dalla scuola.
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Immagine generata con intelligenza artificiale







Io già sono schifato dall'esistenza di un palio che schiavizza degli asinelli, esseri sensibili e senzienti, preziosi tra l'altro nelle terapie con bambini autistici, per fare spettacolo e divertire umani senza sentimento! Spero che gli organizzatori del palio becchino l'ergastolo per omicidio! Senza palio quel gazebo non ci sarebbe stato!
RispondiEliminaVediamo cosa succede.
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