menù

lunedì 24 agosto 2026

Tra scienza e memoria: la Story Map INGV a 10 anni dal terremoto del Centro Italia



Articolo da Blog INGVterremoti

In una notte di fine estate, alle 03:36 del 24 agosto 2016, un terremoto di magnitudo Mw 6.0 colpì Accumoli, Amatrice e diverse altre località al confine tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo. Il terremoto causò 299 vittime, di cui 238 nella sola città di Amatrice (RI). A partire da quel primo drammatico evento iniziò una lunga sequenza sismica caratterizzata da altri forti terremoti, tra cui quello del 30 ottobre 2016 di magnitudo Mw 6.5 nei pressi di Norcia (PG), il più forte in Italia dopo l’evento in Irpinia e Basilicata del 1980. A oltre un anno di distanza da quel 24 agosto, venivano registrati ancora un centinaio di terremoti al giorno in tutta  l’area coinvolta.  

Questa sequenza rappresentò un momento di intensa attività per le infrastrutture di emergenza dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e per tutto il personale impegnato: il contributo di tutto il personale dell’Ente fu davvero considerevole.   

Nell’ambito delle iniziative promosse per il decimo anniversario della sequenza sismica in Italia centrale, il Dipartimento Terremoti dell’INGV presenta una serie di prodotti di approfondimento scientifico e informazione dedicati ai risultati della ricerca e alla memoria collettiva, disponibili in una sezione speciale del blog-magazine INGVterremoti.com

Tra i prodotti realizzati troviamo anche la nuova story map di INGVterremoti dedicata proprio al racconto della lunga sequenza sismica e soprattutto alla risposta dell’INGV durante l’emergenza. 

La story map “I forti terremoti in Italia centrale nel 2016-2017” approfondisce le varie fasi dell’evoluzione della sequenza iniziata con il terremoto del 24 agosto raccontando per ogni fase le caratteristiche e l’impatto delle forti scosse e tutte le diverse attività svolte in emergenza dal personale INGV organizzato nei vari Gruppi Operativi e Gruppi di Lavoro. Inoltre vengono affrontate alcune questioni relative alla pericolosità sismica e alla sismicità storica di questo settore dell’Appennino centrale e al diverso danneggiamento subìto da Amatrice e Norcia, e anche tematiche più vicine alla disinformazione e alle fake news circolate in quel periodo sui media.    

Strutturata in sei capitoli, la story map guida il lettore alla scoperta di questi diversi aspetti connessi ai forti terremoti del 2016-17 attraverso mappe interattive, approfondimenti scientifici, fotografie, video, grafici, animazioni e simulazioni.

“C’era una volta Amatrice. C’erano una volta i paesini. Ed era bello. Sogni di allegra e solare dimensione che all’improvviso s’erano trasformati in un incubo di porte schiavardate, tegole come proiettili, solai divelti come fossero di cartapesta, tubature esplose, librerie che catapultavano i volumi per ogni dove, voragini nei luoghi più intimi, antiche pietre di fiume che rotolavano su corpi inerti. Una fitta al cuore.”

Così scriveva Elena Polidori nel suo libro del 2018 “Amatrice non c’è più. Ma c’è ancora” ricordando i primi terribili momenti vissuti dopo la scossa del 24 agosto 2016. 

Nel primo capitolo la story map ricostruisce quella notte di piena estate, quando alle 03:36 il terremoto colpì un’area in cui la presenza di visitatori e residenti stagionali aveva triplicato la popolazione abituale. I primi flash di agenzia e i radiogiornali ruppero il silenzio di quella notte, seguiti da un drammatico collegamento su Sky TG24 in cui il sindaco di Amatrice pronunciò la dolorosa frase: “Amatrice non c’è più“. 

La risposta dell’INGV fu immediata, con il personale che si mobilitò fin dalle prime ore in Sala Operativa e poi sul campo. Come successe nelle precedenti emergenze del 2009 e del 2012 fu allestito il Centro Operativo Emergenza Sismica (COES), presso la Direzione di Comando e Controllo (Di.Coma.C.) insediata nella città di Rieti dal Dipartimento della Protezione Civile. Tutte le attività in emergenza dei vari team INGV vengono documentate nella story map attraverso foto, video e dati tratti dai report scientifici.

Quando, tra settembre e ottobre, la sismicità sembrava in diminuzione, la sequenza subì una riattivazione estendendosi verso nord con i due terremoti del 26 ottobre (Mw 5.4 delle 19:10 e Mw 5.9 delle 21:18), registrati a distanza di poche ore uno dell’altro. Gli epicentri dei due eventi vennero localizzati in provincia di Macerata tra i comuni di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera, diffondendo il panico tra la popolazione, ma fortunatamente senza causare vittime.

Qualche giorno dopo, la mattina del 30 ottobre alle ore 07:40, venne registrato il terremoto più forte in Italia dall’evento in Irpinia e Basilicata del 1980: una scossa di magnitudo Mw 6.5 localizzata nei pressi di Norcia. L’impatto fu devastante sul patrimonio architettonico, culminando con il crollo della Basilica di San Benedetto a Norcia e la distruzione della frazione di Castelluccio. Questo evento fu risentito in tutta Italia, da Bolzano a Napoli, e fu particolarmente avvertito a Roma. Questa seconda fase della sequenza negli ultimi giorni di ottobre viene raccontata nel secondo capitolo della story map con la nuova attivazione di tutti i Gruppi Operativi e i Gruppi di Lavoro dell’INGV che dovettero ricominciare quasi da capo le loro attività e le loro analisi.

Continua la lettura su Blog INGVterremoti


Autore: 
Maurizio Pignone e Anna Nardi (INGV – Osservatorio Nazionale Terremoti) con la collaborazione di Andrea Coppotelli 

Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Articolo tratto interamente da Blog INGVterremoti



Nessun commento:

Posta un commento

I commenti sono in moderazione e sono pubblicati prima possibile. Si prega di non inserire collegamenti attivi, altrimenti saranno eliminati. L'opinione dei lettori è l'anima dei blog e ringrazio tutti per la partecipazione. Vi ricordo, prima di lasciare qualche commento, di leggere attentamente la privacy policy. Ricordatevi che lasciando un commento nel modulo, il vostro username resterà inserito nella pagina web e sarà cliccabile, inoltre potrà portare al vostro profilo a seconda della impostazione che si è scelta.