menù

martedì 27 ottobre 2026

La storica rimonta di Lula argina l'ondata reazionaria in America Latina



Articolo da World Politics Blog

Con il 51,78% dei voti, Lula ribalta il risultato del primo turno e conquista uno storico quarto mandato. La vittoria respinge il ritorno della dinastia Bolsonaro, limita l’influenza di Washington e interrompe l’avanzata delle destre filostatunitensi in America Latina.

Luiz Inácio Lula da Silva ha scritto un’altra pagina senza precedenti della storia politica brasiliana. Dopo avere concluso il primo turno del 4 ottobre alle spalle di Flávio Bolsonaro, il presidente uscente ha ribaltato il risultato nel ballottaggio del 25 ottobre, ottenendo il 51,78% dei voti validi contro il 48,22% del candidato della destra radicale. È la prima volta, dalla reintroduzione delle elezioni presidenziali dirette nel 1989, che il candidato arrivato secondo al primo turno riesce a conquistare la presidenza al ballottaggio.

Lula diventa inoltre il primo presidente brasiliano eletto democraticamente per quattro volte: dopo le vittorie del 2002 e del 2006 e il ritorno al Planalto nel 2022, l’ex operaio metalmeccanico guiderà dunque il Paese fino al 2030. Una traiettoria politica già eccezionale assume così una nuova dimensione, tanto più considerando le condizioni nelle quali si è prodotta questa vittoria: un Congresso spostato verso destra, un blocco bolsonarista consolidato, una situazione internazionale sfavorevole alle forze progressiste latinoamericane e pressioni provenienti direttamente dagli Stati Uniti.

La rimonta appare ancora più significativa osservando i dati del primo turno. Flávio Bolsonaro, candidato del Partito Liberale (Partido Liberal, PL), aveva ottenuto il 47,03%, pari a oltre 56,1 milioni di voti. Lula, candidato del Partito dei Lavoratori (Partido dos Trabalhadores, PT), si era fermato al 45,16%, circa 53,9 milioni. Più di 2,2 milioni di voti separavano i due candidati e tutte le precedenti esperienze della democrazia brasiliana suggerivano che il vantaggio iniziale sarebbe stato confermato.

Lula, tuttavia, ha smentito questa serie storica costruendo la rimonta attraverso una maggiore mobilitazione popolare e un netto aumento della partecipazione. L’astensione, che al primo turno aveva raggiunto il 21,08%, è scesa al 19,21%, il livello più basso registrato in un ballottaggio presidenziale dal 2006. Alle urne sono tornati circa tre milioni di elettori in più rispetto al 4 ottobre, mentre sono diminuiti anche i voti bianchi e nulli.

Il dato conferma quanto il PT aveva compreso dopo il primo turno: il problema non consisteva necessariamente nel convincere un numero elevato di elettori bolsonaristi a cambiare posizione, ma nel riportare alle urne quella parte delle classi popolari che, pur potenzialmente vicina al governo, non aveva partecipato alla prima votazione. La riduzione dell’astensione è stata particolarmente significativa in Bahia e Pernambuco, due delle principali roccaforti luliste, ma anche São Paulo ha registrato un aumento della partecipazione.

Il Nordeste ha ancora una volta svolto un ruolo fondamentale, ma sarebbe riduttivo descrivere il risultato esclusivamente come una vittoria regionale. Lula ha migliorato il proprio rendimento anche nel Sudest e soprattutto in Minas Gerais, Stato che storicamente rappresenta uno degli indicatori più affidabili degli equilibri elettorali nazionali. La mobilitazione nelle periferie urbane, tra le donne e nelle fasce popolari ha permesso al presidente di compensare l’ampia prevalenza bolsonarista in buona parte del Sud, del Centro-Ovest e dell’interno di Stato di São Paulo.

La campagna del secondo turno ha dunque corretto alcuni degli errori compiuti nelle settimane precedenti. Lula ha ridotto l’enfasi su una comunicazione prevalentemente istituzionale e ha riportato al centro salari, diritti del lavoro, programmi sociali, indebitamento delle famiglie e costo della vita. La proposta di superamento della scala lavorativa 6×1, insieme alla difesa del Bolsa Família, di Minha Casa Minha Vida, del salario minimo e degli investimenti pubblici, ha ricostruito una polarizzazione sociale più favorevole alla sinistra.

Continua la lettura su World Politics Blog

Licenza: Copyleft 

Articolo tratto interamente da World Politics Blog



Nessun commento:

Posta un commento

I commenti sono in moderazione e sono pubblicati prima possibile. Si prega di non inserire collegamenti attivi, altrimenti saranno eliminati. L'opinione dei lettori è l'anima dei blog e ringrazio tutti per la partecipazione. Vi ricordo, prima di lasciare qualche commento, di leggere attentamente la privacy policy. Ricordatevi che lasciando un commento nel modulo, il vostro username resterà inserito nella pagina web e sarà cliccabile, inoltre potrà portare al vostro profilo a seconda della impostazione che si è scelta.