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sabato 3 ottobre 2026

Francia: la rivolta degli studenti non si ferma



Articolo da Rivoluzione

di Vincent J. e Gabriel V., da Parigi

L’ondata di occupazioni, partita dalla mobilitazione di studenti e lavoratori del liceo Saint-Exupéry di Créteil, il 17 settembre, è cresciuta notevolmente negli ultimi giorni. Lunedì 27 settembre, 180 istituti in tutta la Francia sono stati coinvolti; martedì e mercoledì il numero è salito a oltre 300. Ad oggi, più di 400 scuole sono state occupate.
Gli studenti delle scuole superiori protestano contro condizioni di studio inaccettabili: carenza di insegnanti, classi sovraffollate, edifici fatiscenti e insalubri, mancanza di personale sanitario e assistenti sociali, chiusura di sale e mense per gli studenti; l’elenco è lungo.

I licei situati nei quartieri più poveri sono i più colpiti da questa situazione, ma il problema è diffuso: il 65% delle scuole superiori del paese soffre di carenza di personale. Per quanto riguarda gli edifici, l’86% necessita di interventi di efficientamento energetico e il 43% delle aule è privo di sistemi di raffrescamento per proteggere gli studenti durante le ondate di calore.

Queste mobilitazioni riflettono anche l’ansia dei giovani per il proprio futuro. Gli studenti contestano Parcoursup – il principale portale per l’iscrizione all’istruzione superiore – e il suo iniquo processo di selezione, descritto come una forma di selezione sociale che favorisce gli studenti provenienti da scuole d’élite e da aree benestanti. Lottano inoltre contro l’austerità e il carovita, proprio mentre il governo annuncia tagli per oltre 50 miliardi di euro nella legge di bilancio 2027.

Repressione e calunnie

Lo Stato ha risposto a questo movimento con una repressione brutale: gas lacrimogeni, manganellate, colpi sparati a distanza ravvicinata. Si contano già oltre mille arresti e circa cento feriti. A Saint-Ouen-l’Aumône, un quattordicenne ha perso tutti i denti dopo essere stato colpito in pieno volto a distanza ravvicinata da un agente con un lanciagranate. Un altro studente ha perso l’uso di un occhio dopo essere stato colpito da un proiettile di gomma a Tours. I politici borghesi e i media della classe dominante hanno scatenato una raffica di propaganda fatta di insulti e menzogne ​​contro il movimento, nel tentativo di screditarlo e distogliere l’attenzione dalle sue cause. Gli studenti delle scuole superiori vengono accusati di “irresponsabilità” e “violenza” proprio da coloro che stanno mettendo in discussione le loro opportunità di istruzione e inviando le forze dell’ordine a reprimerli! I canali di informazione h24 lanciano l’allarme per ogni singolo cassonetto in fiamme, mentre la polizia sfoga la propria furia sugli adolescenti.

Con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali, la destra attacca il suo solito capro espiatorio: gli studenti sarebbero “manipolati” da La France Insoumise (LFI). L’ex ministro dell’Interno Bruno Retailleau chiede apertamente la messa al bando di LFI, accusandola di “organizzare un’insurrezione” per aver sostenuto la lotta degli studenti.

Il ruolo del movimento operaio

Di fronte a questi attacchi, le organizzazioni dei lavoratori devono mobilitare tutte le loro forze per offrire un sostegno concreto alle proteste: dobbiamo difendere il diritto degli studenti a lottare per il proprio futuro. L’appello di Mélenchon a “opporsi alla brutalità della polizia” va nella giusta direzione e deve essere pienamente accolto. È quanto stanno già facendo insegnanti e personale scolastico in diversi istituti, in segno di solidarietà con i propri studenti.

I sindacati – e in particolare la CGT – hanno un ruolo decisivo da svolgere. Oltre a condannare a parole la violenza della polizia, devono incoraggiare i propri attivisti a partecipare ai blocchi.

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Autore: 
Vincent J. e Gabriel V


Articolo tratto interamente da
Rivoluzione.red

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