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martedì 28 luglio 2026

Profonda, solitaria, immensa notte di Giosuè Carducci


Profonda, solitaria, immensa notte

Profonda, solitaria, immensa notte;

Visibil sonno del divin creato

Su le montagne già dal fulmin rotte,

Su le terre che l’uomo ha seminato;

Alte da i casti lumi ombre interrotte;

Cielo vasto, pacifico, stellato;

Lucide forme belle, al vostro fato,

Equabilmente, arcanamente, addotte;

Luna, e tu che i sereni e freddi argenti

Antica peregrina a i petti mesti

Ed a’ lieti dispensi indifferenti;

Che misteri, che orror, dite, son questi?

Che siam, povera razza de i viventi?...

Ma tu, bruta quïete, immobil resti.

Giosuè Carducci 


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