Poco dopo la mezzanotte di oggi, 10 marzo 2026, la terra (e il mare) hanno tremato al largo di Capri. Un sisma di magnitudo 5.9 che ha fatto sobbalzare molti, ma che fortunatamente non ha causato danni.
Il terremoto è avvenuto a una profondità enorme: circa 414 km. A questa distanza dalla superficie, le onde sismiche arrivano molto attenuate.
C’è un dettaglio che non dobbiamo sottovalutare: la profondità ci ha salvati. Se una scossa di magnitudo 5.9 fosse avvenuta a profondità ridotta (sotto i 20-30 km), lo spostamento verticale del fondale marino avrebbe potuto innescare uno tsunami.
L'Italia ha una memoria lunga e dolorosa di questi eventi. Dobbiamo ricordare che il Mediterraneo non è un mare "tranquillo":
1908 (Messina e Reggio Calabria): Il terremoto più devastante del Novecento fu seguito da un'onda di maremoto alta fino a 13 metri che diede il colpo di grazia alle città già rase al suolo.
1631 (Golfo di Napoli): Un forte terremoto sottomarino legato all'attività del Vesuvio causò un importante ritiro delle acque a Ischia e Napoli.
2002 (Stromboli): Una frana sottomarina causò un'onda che colpì le Eolie, ricordandoci che lo tsunami può nascere anche da smottamenti, non solo da faglie.
Oggi è andata bene, ma la prevenzione e la conoscenza della nostra geologia sono le uniche vere difese che abbiamo.







Nessun commento:
Posta un commento
I commenti sono in moderazione e sono pubblicati prima possibile. Si prega di non inserire collegamenti attivi, altrimenti saranno eliminati. L'opinione dei lettori è l'anima dei blog e ringrazio tutti per la partecipazione. Vi ricordo, prima di lasciare qualche commento, di leggere attentamente la privacy policy. Ricordatevi che lasciando un commento nel modulo, il vostro username resterà inserito nella pagina web e sarà cliccabile, inoltre potrà portare al vostro profilo a seconda della impostazione che si è scelta.