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venerdì 6 marzo 2026

Manifestare diventa reato: condannato il coordinatore USB


Comunicato da USB

Il GIP di Brescia ha condannato ad una pesante ammenda Dario Filippini, coordinatore provinciale dell’USB. 

All’origine della condanna c’è la manifestazione del 30 dicembre scorso tenutasi in Piazza Paolo VI, in cui centinaia di bresciani participarono ad una pubblica assemblea per protestare contro l’arresto di Mohammad Hannoun e di altri dirigenti palestinesi,  accusati ingiustamente di terrorismo.

La partecipata assemblea si era svolta pacificamente e senza alcun incidente, ma ciò nonostante il nostro dirigente sindacale è stato denunciato e poi condannato. 

Il motivo ha dell’incredibile: Dario Filippini, pur avendo preavvisato alla Questura la manifestazione, non avrebbe rispettato le tempistiche previste. Così, sulla base dell’art. 18 TULPS,  la Questura di Brescia, da tempo impegnata in una costante e diffusa iniziativa di rappresaglia repressiva verso i movimenti e le lotte, ha denunciato il sindacalista.

È un fatto gravissimo, che fa il paio con il nuovo Decreto Sicurezza che prevede la comminazione di decine di migliaia di euro di multa ai manifestanti da parte del Prefetto unicamente sulla base di semplici procedure amministrative, limitando di fatto ogni garanzia difensiva.

Non solo. Il Questore di Brescia ha ritenuto al contempo che Dario, in quanto promotore di assemblee e manifestazioni pubbliche in qualità di dirigente sindacale di USB, fosse un soggetto pericoloso e ha emesso nei suoi confronti l’avviso orale ex art. 3 d.lgs n°159/2011, intimandogli di tenere comportamenti adeguati.

Un atto gravissimo che cerca di intimidire e delegittimare la lotta sindacale di USB, reputando socialmente pericoloso il ruolo di un dirigente del sindacalismo di base.

Continua la lettura su USB

Immagine generata con intelligenza artificiale


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