Articolo da Transform! Italia
Ci sono referendum che hanno segnato la vita del Paese e nostra. Certo quello su Monarchia o Repubblica che significò veramente, e finalmente, la fine dell’ancien régime. Poi quello sul divorzio, con il Paese reale, le sue donne prima di tutto, che si liberava dal cappio clericofascista e patriarcale.
Questo sulla giustizia ha una valenza forse più grande di quello che si percepisce. Diciamolo subito, ci stiamo difendendo. Capitò anche col divorzio quando il NO era il progresso che difendeva una conquista dalla reazione. Ma i tempi erano quelli di una crescita democratica e sociale importante. Ed anche politica. Ora il NO è l’esigenza di difendere una parte importante della Costituzione. Una parte che concerne l’equilibrio tra i poteri, che è elemento fondamentale per la tutela di cittadine e cittadini.È purtroppo chiaro da molti anni che la Costituzione nata dalla Resistenza è sotto attacco. Molti poteri forti l’hanno dichiarata incompatibile con l’epoca contemporanea, troppo socialista. Pensavano allo strapotere che mercato e imprese stavano affermando nel capitalismo globalizzato. Pensavano al WTO, al FMI, a Maastricht. E si è operato per stravolgere gli equilibri tra esecutivo e legislativo, ma anche coartare il pluralismo politico.
La seconda Repubblica è quella del maggioritario e del bipolarismo imposti che hanno indebolito a dismisura la partecipazione democratica e perpetua o uno stato permanente di stravolgimenti di leggi elettorali ma non solo. Naturalmente è stata da tempo la guerra a stravolgere il mandato al suo ripudio che arriva dalla Carta. Ed ora più che mai. L’ordine internazionale è fatto a pezzi. La guerra è appannaggio dei dominanti, i Kings come li appella il nuovo movimento che li vuole combattere. Ma, purtroppo, si raccoglie il frutto avvelenato di una stagione lunga e sciagurata. Quella delle guerre “umanitarie”, “preventive”, “permanenti”. Fino a questa, “mondiale a pezzi”.
Se il momento è quello dei dominanti è evidente che l’equilibrio dei poteri deve saltare. I dominanti, politici ed economici, devono avere mano libera su tutto, buttare la loro spada sulla bilancia della giustizia. Indicare che va perseguito il conflitto, come fanno le sedicenti leggi sulla sicurezza ma anche quella che in realtà rischia di non combattere l’antisemitismo ma piuttosto di “tutelare” i dominanti. Che deve trionfare il profitto e vanno “tutelati” i ricchi. Che i migranti vanno respinti. Se sono I dominanti ad indicare le priorità alla giustizia e a prevalere sulla autonomia di un potere costituzionale la strada si fa oscura. Ormai è evidente che con i genocidi, le guerre, le esecuzioni mirate di poveri cristi ma anche quelle volte a decapitare il nemico, gli habeas corpus svaniscono.
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Fonte: Transform! Italia
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Autore: Roberto Musacchio
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