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domenica 8 marzo 2026

Il giorno in cui le donne sfidarono l’inverno e lo zar



Articolo da ComeDonChisciotte

In Russia le operaie della Krasnaja Nit scendono in piazza l'8 marzo 1917 e nel 1921 a Mosca si decide l'istituzione della giornata internazionale per i diritti delle donne.

“Krasnaja Nit”, ovvero “Filo Rosso”, questo il nome della fabbrica tessile di Pietrogrado le cui operaie, il 23 febbraio 1917, disertando il turno dell’alba scendono in sciopero; a loro si uniscono i metalmeccanici delle Officine Putilov e, successivamente, gli studenti. I cosacchi non caricano i manifestanti, anzi, e più tardi si uniranno alla protesta assieme ai militari e ai soldati .

I ponti vengono alzati ma la Neva è ghiacciata e operaie, operai, giovani, sventolando bandiere rosse, vi scendono e a passo deciso e, rivendicando pane e pace, avanzano verso i palazzi del potere; lo zar fugge, è l’inizio della Rivoluzione di Febbraio.

Un anno dopo, proprio nel mese di febbraio, con decreto di Vladimir Lenin il calendario viene modificato; si passa così dal 1° al 13 febbraio 1918. Il 23 febbraio, in ricordo degli avvenimenti dell’anno precedente, si celebra il primo reclutamento di massa dell’Armata Rossa; quel giorno diventerà la festa dell’Esercito e della Marina sovietici. Con Vladimir Putin, nella Russia di oggi, è il Giorno dei Difensori della Patria. Il 23 febbraio, però, è il nuovo 8 marzo, così come il 25 ottobre è il nuovo 7 novembre, giorno della Rivoluzione d’Ottobre del 1917.

Le donne russe decidono allora, assieme ad Aleksandra Michajlovna Kollontaj, di trasformare l’8 marzo in una giornata di rivendicazioni per i diritti delle donne, in ricordo delle operaie della “Krasnaja Nit”. Alexandra era diventata, prima donna della storia dell’umanità, ministro (commissario) per l’Assistenza Sociale la notte stessa della Rivoluzione d’Ottobre quando, nel pietrogradese Istituto Smolnyj, l’Assemblea Pan-russa dei Soviet aveva dichiarato la nascita dello stato degli operai e dei contadini.

Non sarà una festività ufficiale, piuttosto una giornata di sensibilizzazione per l’ottenimento di assistenza nelle pratiche domestiche che porterà alla nascita delle lavanderie e delle stirerie pubbliche, alla totale assistenza per l’infanzia e la maternità, all’uguaglianza salariale, allo sviluppo dell’industria leggera agro-alimentare – potentemente incentivata da Anastas Mikojan, Commissario del Popolo per il Commercio Estero e Interno – così come del sistema delle mense sui posti di lavoro, tutte iniziative che sgraveranno di molto le donne, favorendone una concreta emancipazione. Il voto le donne sovietiche lo avevano già ottenuto, anche in questo caso la notte stessa del 7 novembre 1917.

Nel giugno 1921 la Seconda Conferenza Internazionale delle Donne Comuniste, tenutasi a Mosca una settimana prima dell’apertura del III Congresso dell’Internazionale Comunista, riconosce nell’8 marzo la “Giornata internazionale delle donne e delle lavoratrici”, proposta che verrà pienamente accolta e ratificata da tutte e tutti i congressisti dell’Internazionale.

Possiamo dunque affermare che le operaie della “Krasnaja Nit”, che avevano dato vita alla Rivoluzione di Febbraio, hanno trovato nelle donne comuniste russe e di tutto il mondo la volontà di universalizzare il ricordo della loro lotta. Così, sin dal 1922, la giornata dell’8 marzo è diventata, in ogni angolo del pianeta, un momento di rivendicazione per i diritti e la partecipazione femminile. In Italia, il 12 marzo 1922, una domenica, con il Partito Comunista impegnato in tutta la penisola a promuovere momenti di sensibilizzazione, Camilla Ravera, infaticabile rivoluzionaria e al tempo direttrice della rivista “La Compagna”, è una delle relatrici. Nell’ottobre del ’22 l’avvento del fascismo renderà quella l’unica mobilitazione in Italia tra le due guerre.

Certo, già dalla fine dell’Ottocento nel movimento marxista erano state proposte e celebrate giornate di lotta per i diritti delle donne e le date di marzo si fondavano sul richiamo alle giornate della Comune di Parigi e alla Rivoluzione tedesca del 1848, in questo caso per volontà di Clara Zetkin e Rosa Luxemburg. Solo casualmente, nel 1914, tale data fu l’8 marzo, una domenica scelta per una mobilitazione in più nazioni, a partire da Germania e Francia. Fino al 1921 invece, era stato il 18 marzo, primo giorno della Comune di Parigi del 1871, la data più frequentemente utilizzata, come successivamente le domeniche più prossime al 18 marzo.

È Aleksandra Kollontaj, assieme alle donne bolsceviche, a organizzare il 17 febbraio 1913, la prima celebrazione russa, una “Mattinata scientifica sulla questione femminile”. Non essendo permesse iniziative pubbliche il raduno, seppure tenuto al chiuso presso la ex Borsa dei Cereali Kalašnikov di San Pietroburgo, con un biglietto d’ingresso di 5 copechi, si concluderà comunque con numerosi arresti. L’anno successivo saranno previste celebrazioni per domenica 8 marzo (23 febbraio del calendario giuliano) 1914, in contemporanea con le donne tedesche e francesi; tuttavia, tanto nella capitale baltica quanto a Mosca, tutte le organizzatrici saranno preventivamente arrestate dalla polizia zarista. A Mosca in ogni caso si tengono dei presidi all’aperto, molto partecipati in particolare dalle operaie tessili; a San Pietroburgo sono previsti nella mattinata dieci incontri, tutti annullati ma, alle sette di sera, quando il buio già avvolge la città e la neve cade turbinosa, nella sala Fedorova in Ulitza Malaja Grebetskaja 3 si tiene un’affollata assemblea. Nella lontana Samara la polizia non riesce invece a contrastare la conferenza pubblica dal titolo: “La donna lavoratrice e la sua partecipazione alle cooperative” e si racconta anche che a Rostov sul Don la giornata sia stata celebrata con grande entusiasmo e diverse conferenze nei circoli proletari e intellettuali.

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Fonte: ComeDonChisciotte 

Autore: 
Davide Rossi

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Articolo tratto interamente da ComeDonChisciotte  


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