Il colore viola (The Color Purple) è un film drammatico del 1985 diretto da Steven Spielberg.
Attenzione: il seguente articolo contiene spoiler del film!
Trama
Sud degli Stati Uniti, 1909. Celie Harris è una ragazzina nera di quattordici anni che, a seguito delle violenze subite dal padre, dà alla luce un bambino e una bambina che le vengono brutalmente strappati e dati in adozione subito dopo la nascita. Successivamente, il padre la costringe a sposare Albert Johnson (detto "Mister"), vedovo e padre di tre figli, che inizialmente voleva accasarsi con la sorella di Celie, Nettie. Egli accetta tuttavia il matrimonio con Celie, che maltratta picchiandola e umiliandola. Poco tempo dopo Nettie decide di scappare di casa per via delle molestie sessuali riservatele dal padre e chiede ospitalità alla sorella. Nettie è l'unica persona al mondo da cui Celie si senta amata e che ama profondamente a sua volta: la ragazza insegna a Celie a leggere e a scrivere ma, ben presto, si rende conto che il cognato le rivolge attenzioni morbose. Un giorno Albert tenta di prendere Nettie con la forza, ma quest'ultima reagisce e viene cacciata via: il dolore delle due sorelle nel doversi separare è immenso. Andandosene, Nettie promette più volte alla sorella che le scriverà e che solo la morte potrà impedirglielo.
1916. Celie, ormai divenuta adulta, non ha più avuto notizie da Nettie. Nel frattempo Harpo, figlio maggiore di Albert, ha intenzione di sposare Sofia, una ragazza fiera e risoluta, da sempre in lotta per affermare la sua uguaglianza come donna di colore. Nonostante il dissenso del futuro suocero, Sofia riesce a sposare Harpo e i due vanno a vivere in una casupola vicina a quella di Albert. Nella loro convivenza, a dominare è il sesso femminile, quindi Albert consiglia a Harpo di picchiare Sofia per ristabilire la sua autorità; il figlio, non convinto, chiede consiglio a Celie la quale, abituata alle continue prepotenze del marito, finisce per dargli lo stesso consiglio. Quindi egli si dirige da Sofia intenzionato a farsi valere in quel modo; questa, capite in anticipo le intenzioni del marito, gli fa un occhio nero.
Sofia litiga con Celie e questa non riesce proprio a capirne il motivo: lei ha continuamente subito abusi e maltrattamenti e non ha alcuna idea di cosa siano l'amore, l'affetto e l'amicizia. Ciononostante, Harpo e sua moglie si riappacificano temporaneamente, poiché, tra un litigio e l'altro, mettono al mondo un figlio; la famiglia si ingrandisce poi in fretta, finché Sofia non decide di andarsene portandosi via i quattro bambini e lasciando Harpo da solo. Nel frattempo nella contea arriva Shug Avery, cantante e ballerina nonché ex amante di Albert; questi la ospita senza alcun dissenso da parte della moglie, poiché Celie è molto ingenua e non ha idea di cosa sia in realtà un matrimonio. Shug è la figlia del pastore della contea ma non parla con suo padre da tanti anni: egli l'ha infatti diseredata considerandola una peccatrice libertina con figli sparsi ovunque.
1922. Harpo costruisce un "blues bar" sulle rive di un laghetto e fa esibire Shug Avery durante l'inaugurazione, riscuotendo molto successo. Sono presenti anche Albert e Celie: Shug cerca di farla sorridere dedicandole una canzone (Miss Celie's Blues). Ad un certo punto compare anche Sofia, che presenta il suo fidanzato, e non appena Harpo la vede, pur avendo anche lui un'amante, fa una scenata di gelosia che culmina in una rissa. Dopo un inizio burrascoso, tra Celie e Shug nasce una certa complicità, tanto che Celie le confessa di essere felice della sua presenza, anche e soprattutto perché quando Albert la ospita, per fare bella figura, non la picchia. Infatti, Celie dice a Shug che la picchia perché non è lei; arriva però il giorno in cui Shug decide di tornare a girovagare nelle sue azzardate tournée e seppur Celie, ormai fortemente legata a lei, voglia partire con lei per Memphis, non trova il coraggio di chiederglielo a causa dello sguardo severo di suo marito. È settembre e Celie rimane infine nuovamente sola.
Un giorno, mentre stanno facendo la spesa, Sofia e i suoi bambini incontrano il sindaco e sua moglie Miss Millie, una donna altezzosa e vuota, che le chiede prepotentemente di diventare la sua cameriera. Forte del suo orgoglio, Sofia rifiuta in modo colorito: la donna rimane di sasso, tanto da far avanzare nuovamente la sua proposta dal marito che però riceve la stessa identica risposta. Ricevuto uno schiaffo dal sindaco, la bellicosa Sofia risponde rifilandogli un pugno. Il risultato è la reclusione della donna in carcere per otto anni, ove viene picchiata e maltrattata.
1930. Sofia esce di galera per entrarne in una più atroce: viene costretta ad essere la nuova cameriera di Miss Millie. La detenzione in più ha annichilito Sofia: ingrigita, zoppa e con un occhio storto, ha perduto tutta la propria forza combattiva. Il giorno di Natale viene portata a casa sua per rivedere i suoi figli e la sua famiglia, ma, con la scusa di non sentirsi sicura nel tornare da sola in macchina, Miss Millie la strappa all'abbraccio dei suoi cari e la riporta con sé. Harpo, che negli anni si è preso cura dei figli, si sente in colpa per averla lasciata andare.
1936. Nella contea fa ritorno Shug, che nel frattempo si è sposata ed è benestante, che soggiorna col nuovo marito a casa di Albert dove ritrova la stessa Celie, maltrattata e sola. Un giorno Shug va a prendere la posta: tra le tante lettere ne trova una di Nettie e, approfittando dell'ubriachezza degli uomini al tavolo, la consegna a Celie: leggendola, la donna scopre che sua sorella è viva e sta bene, che risiede in Africa con Adam e Olivia (i figli nati dai rapporti con colui che credeva suo padre, ma che in realtà è il loro patrigno) e che insegna ai poveri bambini africani a leggere e scrivere. Approfittando della lontananza dei rispettivi mariti, Shug e Celie vanno alla ricerca delle lettere di Nettie e sotto un'asse di legno nella camera del marito ne trovano a decine.
Di nascosto dal marito, Celie passa settimane intere a leggere le lettere di Nettie, che la informa del mondo esterno e della vita in Africa. La lettura delle lettere della sorella fa crescere in Celie la rabbia nei confronti di Albert e il desiderio di vendicarsi dei maltrattamenti subiti: così un giorno decide di ucciderlo con il rasoio mentre gli fa la barba (cosa che provò a fare anche da ragazzina), ma Shug riesce a fermarla giusto in tempo. Qualche giorno più tardi, nella tenuta si tiene una cena in cui sono presenti Albert e i suoi figli, Celie, Shug e suo marito, Harpo e la sua amante Squeak, Sofia e i suoi figli ed il padre di Albert, durante la quale Shug rivela ad Albert la sua intenzione di partire e di portare con sé a Memphis anche Celie. Di fronte all'ennesimo tentativo di trattenerla, Celie maledice il marito: tutto quello che le ha fatto ricadrà su di lui e tutto ciò che pensa si tramuterà in polvere. Il discorso risveglia l'animo ribelle di Squeak (il cui vero nome è in realtà Mary Agnes) che decide di partire a sua volta per tentare una carriera di cantante. Sofia si ridesta in quel momento dall'abulia di cui era preda, prende le redini della famiglia e ritorna a casa insieme ad Harpo.
1937. Il patrigno di Celie è morto: in tale occasione la donna scopre di aver ereditato dal suo vero padre il terreno, il negozio di sartoria e la casa dove abitava. Diventata proprietaria delle attività, Celie si mette in proprio e diventa finalmente una donna indipendente, mentre Shug, dopo tanti anni, riesce finalmente a riappacificarsi col padre, reverendo della contea dove hanno vissuto tutta la vita. Albert nel frattempo è rimasto solo: la casa ed egli stesso vanno in rovina, e così inizia a maturare in lui il pentimento per la cattiveria e la vera e propria disumanità nei confronti di Celie. L'occasione per redimersi giunge quando — trovata tra la posta una lettera dell'ufficio immigrazione statunitense in cui si chiede il rientro negli Stati Uniti di Nettie, Adam ed Olivia — mette segretamente a disposizione il proprio denaro per fare ricongiungere Celie alla sua famiglia. Con Albert che guarda da lontano la scena, le due sorelle si ricongiungono e Adam e Olivia finalmente incontrano la loro vera madre.
Curiosità sul film
Alice Walker scrisse una bozza iniziale della sceneggiatura, ma fu successivamente sostituita dallo scrittore olandese Menno Meyjes, a condizione che gli venisse data dall'autrice l'approvazione finale della sceneggiatura.[5] Walker lavorò come sceneggiatrice non accreditata e istruì gli attori su come parlare il dialetto inglese afroamericano del sud.
La colonna sonora de Il colore viola è stata composta da Quincy Jones,[8] e mescola elementi del jazz tipico degli anni '30, blues e gospel, includendo anche diverse canzoni popolari anni '20 e '30. Alla colonna sonora, accanto a Quincy, hanno lavorato Chris Boardman, Andraé Crouch, Jeremy Lubbock, Fred Steiner, Rod Temperton, Joel Rosenbaum e Caiphus Semenya.[9]
La canzone principale del film, ovvero Miss Celie's Blues (Sister), scritta da Jones[10] e dal grande Lionel Richie, è eseguita da Margaret Avery (nel ruolo di Shug), ed è stata candidata all'Oscar alla miglior canzone originale.[11]
La mia opinione
Il colore viola è un film che non lascia indifferenti: un racconto di dolore e rinascita che continua a emozionare e a far riflettere, anche a distanza di decenni.







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