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martedì 4 luglio 2017

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Citazione del giorno


"Il sole è un grande maestro di vita: quando tramonta porta la pace, quando rinasce regala speranza."

Giorgia Stella


lunedì 3 luglio 2017

Fantozzi: recensione del film

Paolo Villaggio Fantozzi 1

Fantozzi è un film del 1975 diretto da Luciano Salce.

Trama 

Il ragionier Ugo Fantozzi è un umile e sfortunato impiegato della Megaditta, servile nei confronti dei suoi superiori e ignorato dai propri colleghi, tanto da essere rimasto murato per sbaglio nei vecchi gabinetti dell'azienda per diciotto giorni senza che nessuno se ne accorgesse. Anche a casa sua le cose non vanno meglio: sposato con la sfiorita Pina e padre della mostruosa Mariangela, ogni mattina deve far fronte a difficoltà e imprevisti per riuscire a timbrare il cartellino d'entrata.

Durante le sue giornate al lavoro, Fantozzi corteggia da anni una sua collega, la signorina Silvani, e coglie l'occasione al termine del funerale della madre di un dirigente, invitandola a colazione. Lei accetta, e questa insperata risposta fa distrarre Fantozzi al volante, che taglia la strada alla vettura di tre energumeni con cui la Silvani inizia un diverbio. Durante la rissa che ne segue, in cui i tre pestano brutalmente Fantozzi, il ragioniere incolpa la Silvani, la quale se ne va annullando l'appuntamento. Al lavoro Fantozzi deve vedersela anche con il ragionier Filini, organizzatore di manifestazioni ricreative. Una di queste è la tradizionale partita di calcio tra scapoli e ammogliati, che si svolge in un campetto di periferia. La "vittima" preferita di Filini è proprio Fantozzi, con il quale ha anche condiviso una tragica gita al lago di Bracciano.

A Natale, i dirigenti della Megaditta si scambiano doni faraonici e regalano ai figli dei dipendenti un panettone e una bottiglia di spumante, a patto che i pargoli recitino una poesia di fronte a loro. Ma Mariangela Fantozzi, figlia di Ugo, non riceve i regali e viene anzi pesantemente derisa, a causa della sua bruttezza. Fantozzi deluso entra nella stanza e porta via la bambina.

A Capodanno, la famiglia Fantozzi festeggia con i suoi colleghi ad un veglione organizzato da Filini, che si tiene in un freddo e squallido scantinato. La cena di Fantozzi viene funestata da continui problemi con un maldestro cameriere, ed alle 22.30 il direttore d'orchestra, impegnato in un altro veglione, imbroglia annunciando che mancano tre minuti alla mezzanotte, anticipando così i festeggiamenti. Usciti sotto i botti della mezzanotte reale, gli impiegati si accorgono dell'imbroglio, come se non bastasse da un balcone viene scagliata una vecchia cucina che cade proprio sulla sua Bianchina, distruggendola completamente.

Il nuovo direttore dell'ufficio di Fantozzi, l'Onorevole Cavaliere Conte Diego Catellani, è appassionato di biliardo e promuove gli impiegati che perdono contro di lui. Su suggerimento della moglie, Fantozzi decide di apprendere i fondamentali dello sport per migliorare la propria carriera, ma trova un insegnante che lo costringe a diventare un campione. Catellani ha fatto posizionare una statua di sua madre Teresa nell'atrio dell'azienda ed ogni impiegato deve inchinarsi di fronte ad essa; Fantozzi ci picchia la testa e finisce per insultare la statua davanti al direttore, che lo sfida a biliardo. La partita ha luogo a casa di Catellani alla presenza di tutti i dipendenti della megaditta, dove Fantozzi, continuamente insultato, compie volutamente un errore dietro l'altro, ma alla vista della moglie in lacrime Fantozzi reagisce, riuscendo a ribaltare il risultato. La reazione del direttore è violenta, ma Fantozzi sequestra la madre di Catellani e ne chiede un riscatto, la quale però finisce per innamorarsi del suo rapitore e viene abbandonata.

Notando il suo pessimo profilo fisico, Fantozzi decide di dimagrire, ma dopo una maldestra partita a tennis con Filini in una fredda e nebbiosa mattinata, abbandona l'idea dello sport. Acquista invece un vestito che lo snellisce e invita la signorina Silvani a cena in un ristorante giapponese, dove però incappa in un equivoco e fa cucinare per errore Pier Ugo, l'amato pechinese della collega.

Per farsi perdonare dalla Silvani, Fantozzi va e in vacanza con lei e il geometra Calboni a Courmayeur. A causa del freddo e delle bugie del collega, Fantozzi afferma di essere stato un campione della Nazionale di sci. Conoscente di vista della figlia della contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare, Fantozzi prende parte con gli altri a un ricevimento, dove incontra di nuovo il cameriere pasticcione di Capodanno che lo fa cadere in un pentolone pieno di polenta. Il giorno successivo tutti vanno a sciare, arrivando a valle con distacchi minimi, Fantozzi invece, male attrezzato ed equipaggiato, raggiunge il gruppo a tarda sera, dopo aver perso diversi denti e dita della mano. Risvegliatosi più tardi nella topaia affittata per dormire, è costretto ad origliare l'amoreggiamento della Silvani con Calboni.

In seguito alla delusione d'amore, Fantozzi chiede e ottiene di farsi trasferire in un altro ufficio, finendo in quello del giovane comunista Folagra, che convince il ragioniere a ribellarsi contro il padrone: si presenta al lavoro lanciando un sasso contro una vetrata dell'azienda. Viene costretto ad un incontro dal Mega Direttore Galattico, temendo addirittura di essere crocifisso in sala mensa come punizione. Invece i due conversano tranquillamente di politica, e al termine della discussione Fantozzi viene perdonato e premiato con l'ingresso nell'acquario degli impiegati, in cui nuotano gli impiegati più servizievoli, nel ruolo della triglia.

Curiosità sul film

È il capostipite della saga con protagonista il ragionier Ugo Fantozzi, ideato e interpretato da Paolo Villaggio. L'opera adatta alcuni dei racconti inclusi nei due best seller scritti da Villaggio, l'omonimo Fantozzi e Il secondo tragico libro di Fantozzi.

Uscito nei cinema con grande successo il 27 marzo 1975, nel 2008 Fantozzi fu selezionato tra i 100 film italiani da salvare. Per la sua interpretazione nel film, Anna Mazzamauro fu candidata per il Nastro d'argento alla migliore attrice non protagonista ai Nastri d'argento 1976.

Le riprese iniziarono a Roma a metà ottobre del 1974. Come location degli esterni furono usati in gran parte vari luoghi dell'allora provincia di Roma in cui le scene si svolgono, con alcune eccezioni. Per la Megaditta fu usato il palazzo della Regione Lazio, alla Garbatella, oscurandone le insegne. Gli esterni del condominio di Fantozzi furono in realtà girati presso due diversi edifici: uno in viale Castrense, dove inizia la Tangenziale Est, e uno situato nel Gianicolense. Gli interni della villa di Catellani furono girati nella Villa dell'Olgiata, mentre il ristorante giapponese è un set costruito nella Villa Monte Mario in via Trionfale. A gennaio le riprese si spostarono a Courmayeur per le scene che si svolgono nella località valdostana.

La mia opinione

Paolo Villaggio ha fatto tanti film, ma sicuramente Fantozzi resterà per sempre nella storia del cinema. Evergreen!

Voto: 8

Questo articolo è pubblicato nei termini della GNU Free Documentation License. Esso utilizza materiale tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Photo credit Luciano Salce / Erico Menczer [Public domain or Public domain], via Wikimedia Commons


Addio a Paolo Villaggio

Paolo Villaggio

Articolo da Fanpage.it

E' scomparso a Roma l'attore Paolo Villaggio. Aveva 84 anni. Da alcuni giorni era ricoverato al Policlinico Gemelli. Nato a Genova il 30 dicembre del 1932, aveva creato uno dei personaggi più famosi della commedia all'italiana: Ugo Fantozzi, sfortunato prototipo dell'italiano medio, esasperandone le caratteristiche più sgradevoli, il tutto con una comicità surreale, cinica e poco accomodante della nostra società. Prima ancora di uscire nelle sale cinematografiche, Fantozzi nel 1971 era stato il romanzo che aveva fatto conoscere al mondo per la prima volta il buffo e disgraziato personaggio del ragionier Ugo.

Oltre al personaggio di Fantozzi, ma  anche quello del professor Kranz e il timidissimo Giandomenico Fracchia, Villaggio ha recitato in parti anche più drammatiche, partecipando a film di registi come Federico Fellini, Marco Ferreri, Lina Wertmüller, Ermanno Olmi e Mario Monicelli. Tra le sue soddisfazioni, il Leone d'oro alla carriera nel 1992, in occasione della 49esima Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, e il Nastro d’argento per Il segreto del bosco vecchio al Pardo d'onore a Locarno (2000).

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Fonte: Fanpage.it


Autore: 
Biagio Chiariello

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Articolo tratto interamente da Fanpage.it 



Photo credit Elena Torre (Flickr.com) [CC BY-SA 2.0], attraverso Wikimedia Commons


sabato 1 luglio 2017

Casale Monferrato: la città bianca dell’amianto


Articolo da Ambientebio

A Casale Monferrato sorgeva il più grande stabilimento Eternit d’Europa. Una speranza per tanti operai. Una speranza che poi si è trasformata in incubo. Migliaia i morti, senza che sia stata fatta giustizia…

Nel 1907, a Casale Monferrato, la multinazionale Eternit apre il suo più grande stabilimento d’Europa. Nella fabbrica producono il fibrocemento, una mistura di cemento e amianto. Nel 1907 ancora non è così diffusa la conoscenza sui danni delle fibre d’amianto. E così il posto di lavoro di operaio all’Eternit diventa molto ambito nel paese piemontese.

Oggi sono centinaia i casi di morte nel comune alessandrino che sarebbero stati causati dagli effetti nocivi della lavorazione. Almeno è questo l’accusa. Non ancora confermata, però: malgrado siano passati tanti anni, non è ancora arrivata una sentenza definitiva. Un documentario racconta il dramma della “città bianca”.

Voci e testimonianze da Casale Monferrato


Sono nato di fronte allo stabilimento Eternit, non ho mai visto un albero verde lì intorno. Era completamente, completamente grigio. Un grigiore dappertutto. Era l’amianto che sbuffava da tutte le parti. Per le strade, dappertutto. Come se nevicasse. Anche le campagne, verso l’interno: tutto di quel colore”. Una voce da Casale Monferrato, in provincia di Alessandria. Una voce che racconta della “città bianca”.

Quando durante la Seconda Guerra Mondiale l’aviazione alleata sorvolava il nord Italia vedeva una grossa macchia bianca lungo il Po. Capivano così di trovarsi sopra Casale MonferratoThe White Town, la città bianca: così l’avevano ribattezzata. Sui tetti delle case infatti l’amianto depositato forma una serie indistinta di chiazze bianche. E ancora oggi il panorama è spettrale.

In un reportage per Internazionale, Tommaso Ausili ha raccolto le voci degli abitanti. Le immagini della “città bianca” sono agghiaccianti. 

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Fonte: Ambientebio

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Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 Italia.


Articolo tratto interamente da Ambientebio

Bali in 4K

Bali Cinematic 4K Video from Alden on Vimeo.

Photo e video credit Alden caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons 


Incantevole Islanda

Enchanting Iceland | 4k Cinematic Travel Short Film from Attilio Ruffo on Vimeo.

Photo e video credit Attilio Ruffo caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons