menù

giovedì 8 dicembre 2011

Cartoline autunnali


Postals de tardor - (Autumn's postcards) from J_Girona on Vimeo.

Manca poco all'inizio dell'inverno e oggi voglio proporvi uno splendido video con i classici colori autunnali, per ricordare la stagione che sta finendo. Vi consiglio come sempre la visione a schermo intero e in HD.


Photo e video credit J_Girona caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons


Proverbio del giorno

La rana non si ingozza mai di tutta l'acqua dello stagno in cui vive.

Proverbio dei nativi americani



Il treno di Giosuè Carducci


Il treno

Un bello e orribile
mostro si sferra,
corre gli oceani,
corre la terra:
corusco e fùmido
come i vulcani,
i monti supera,
divora i piani;
sorvola i baratri;
poi si nasconde

per antri incogniti,
per vie profonde;
ed esce; e indomito
di lido in lido
come di turbine
manda il suo grido

Giosuè Carducci



mercoledì 7 dicembre 2011

La Chiesa predica bene e razzola male



Articolo da Il FattoQuotidiano.it

La Chiesa si autoesenta, sacrifici mai. Resta attaccata ai suoi privilegi, ma è prodiga di consigli sull’equità della manovra. È da agosto che l’opinione pubblica aspetta dalla Cei un segnale di disponibilità ad aiutare lo Stato a ripianare il suo debito colossale. In tempi passati i vescovi fondevano l’oro dei sacri calici per sostenere la difesa di un regno invaso. Ora che il nemico finanziario è molto più subdolo e spietato, non succede nulla. Dalla gerarchia non è giunto il più piccolo segnale di “rinuncia”. Solo la dichiarazione del Segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone, che ha affermato: “Il problema dell’Ici è un problema particolare, da studiare e approfondire”. Eppure quello che pensano gli italiani è chiarissimo. Sono contrari all’esenzione dell’Ici, sono contrari a spolpare le casse dello Stato ai danni della scuola pubblica, perché credono al principio costituzionale che chi fonda una scuola privata la paga con i propri soldi. Soprattutto gli italiani sono convinti a grande maggioranza che la Chiesa predica bene e razzola male. Vedere per credere l’indagine del professor Garelli sulla “Religione all’italiana”.
Quando si parla di soldi, la gerarchia ecclesiastica si rifugia subito nel vittimismo, accusa complotti da parte dei nemici della Chiesa, si attacca a errori di conteggio sbagliati per qualche dettaglio o di chi mette sullo stesso piano la Cei (organismo nazionale) e il Vaticano, realtà internazionale. Nessuno trascura l’aiuto sistematico che è venuto in questi anni alle fasce più povere da parrocchie, episcopato e organizzazioni come la Caritas o Sant’Egidio. Ma ora è il momento di gesti straordinari e di uno sfoltimento di privilegi come avviene in tutto il Paese. Ci sono fatti molto precisi su cui la gerarchia non ha mai dato risposta e che costituiscono privilegi inaccettabili specialmente nella drammatica situazione economica attraversata dal Paese. Ne elenchiamo alcuni, che indignano egualmente credenti e diversamente credenti.


Continua la lettura su IlFattoQuotidiano.it



Autore: Marco Politi
Licenza: Licenza Creative Commons
This opera is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 Italia License.

Articolo tratto interamente da IlFattoQuotidiano.it


La nostra più grande paura



La nostra più grande paura non è quella di essere inadeguati, la nostra più grande paura è quella di essere potenti al di là di ogni misura, è la nostra luce non la nostra oscurità che più ci spaventa. Agire da piccolo uomo non aiuta il mondo non c'è nulla di illuminante nel rinchiudersi in sé stessi così che le persone intorno a noi si sentiranno insicure. Noi siamo nati per rendere manifesta la gloria che c'è dentro di noi, non è solo in alcuno di noi è in tutti noi se noi lasciamo la nostra luce splendere inconsciamente diamo alle altre persone il permesso di fare lo stesso, appena ci liberiamo dalla nostra paura, la nostra presenza automaticamente libera gli altri.

Tratto dal film Coach Carter  (Timo Cruz)


martedì 6 dicembre 2011

Noi non dimentichiamo




Sono trascorsi quattro anni da quando, nella notte del 6 dicembre, alcuni operai furono investiti da un rogo infernale divampato alla linea cinque della ThyssenKrupp di Torino. In quella maledetta notte sette vite sono scomparse e sette famiglie distrutte; ricordiamo i loro nomi:

Antonio Schiavone, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rocco Marzo, Antonio Santino, Rosario Rodinò, Giuseppe Demasi.

Il lavoro uccide ancora e soprattutto non esiste ancora la sicurezza suoi luoghi di lavoro; quante vittime dobbiamo ancora piangere?

Video credit  caricato su YouTube


Citazione del giorno

“Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi. Se questi elementi non ci sono, l’operazione non può riuscire”.

Enrico Berlinguer