menù

sabato 10 ottobre 2026

10 ottobre 1944 – Viene costituita la Repubblica partigiana di Alba



Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera

«Alba la presero in duemila il 10 ottobre

e la persero in duecento il 2 novembre
dell'anno 1944»

La Repubblica Partigiana di Alba fu un'entità politicamente autonoma che ebbe esistenza breve (dal 10 ottobre al 2 novembre 1944) ad Alba, in Piemonte, e che si inserisce nelle cosiddette repubbliche partigiane.

La Repubblica fu chiamata così per ricordare quella istituita da Napoleone dal 1796 al 1801.

L'occupazione di Alba

Il 10 ottobre 1944 circa 2000 partigiani, appartenenti soprattutto alla IIª Divisione Langhe del 1º Gruppo Divisioni Alpine comandato da Enrico Martini ("Mauri"), occupò la città in pratica senza combattere, dato che i reparti fascisti (300 alpini del battaglione "Cadore" al comando del tenente colonnello Ippolito Radaelli, che il 3 ottobre avevano sostituito il 2° "Cacciatori degli Appennini" comandato dal colonnello Aurelio Languasco, trasferito a Ceva) abbandonarono la città in seguito a trattative con i partigiani della IIa Divisione Langhe, mediate dalla curia vescovile. Nelle settimane precedenti la città era stata fatta oggetto in continuazione, quasi ogni notte, di piccoli ma logoranti attacchi partigiani, soprattutto in periferia verso i posti di blocco e verso le caserme più esposte, tanto da convincere le autorità del presidio della necessità di abbandonare la città. Questo va letto anche alla luce della situazione fluttuante del fronte e della scarsa collaborazione dei vertici fascisti piemontesi[1].

La guarnigione fascista lasciò Alba il 10 ottobre in colonna pressoché ordinata, in direzione nord, e senza lasciare le armi, inseguita solo da alcuni radi colpi di mortaio. I reparti Garibaldi - VIª Divisione, tra cui la 48ª Brigata Garibaldi "Dante di Nanni" - non erano state avvertite dell'azione delle formazioni autonome ed erano anche fermamente contrarie, per ragioni tattiche e di opportunità, ritenendo il passo prematuro "data la scarsa possibilità di difendere Alba nel caso di un ritorno offensivo del nemico in forze" e ritenendo un grave errore aver consentito ai fascisti di lasciare il presidio "con tutte le armi ed il materiale, mentre vi era la possibilità di prendere prigionieri 300 alpini ed un armamento importante"[2]. La conquista di Alba, sostanzialmente, aveva dunque per gli Autonomi una valenza soprattutto politica e di prestigio, perché i comandanti militari partigiani erano consci di non avere la possibilità di tenere a lungo la città.

Continua la lettura su Wikipedia, l'enciclopedia libera

Questo articolo è pubblicato nei termini della licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Esso utilizza materiale tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera
.


Nessun commento:

Posta un commento

I commenti sono in moderazione e sono pubblicati prima possibile. Si prega di non inserire collegamenti attivi, altrimenti saranno eliminati. L'opinione dei lettori è l'anima dei blog e ringrazio tutti per la partecipazione. Vi ricordo, prima di lasciare qualche commento, di leggere attentamente la privacy policy. Ricordatevi che lasciando un commento nel modulo, il vostro username resterà inserito nella pagina web e sarà cliccabile, inoltre potrà portare al vostro profilo a seconda della impostazione che si è scelta.