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giovedì 3 settembre 2026

Istat 2050: l'Italia invecchia, chi assisterà gli anziani del futuro?



Articolo da Nurse24

Le previsioni Istat diffuse il 31 agosto 2026 fissano al 34,5% la quota di over 65 nel 2050 e a 6,6 milioni gli anziani che vivranno soli. La FNOPI affianca quei numeri agli 80mila pensionamenti infermieristici attesi entro il 2035 e chiede un piano sul personale.

I numeri delle previsioni Istat

L'Istat ha pubblicato il 31 agosto le previsioni della popolazione residente, delle famiglie e delle forze di lavoro con base 1° gennaio 2025. I residenti sono oggi 58,9 milioni, scendono a 55 milioni nel 2050 e a 45,8 milioni nel 2080.

Il calo svuota la fascia centrale. Chi ha tra 15 e 64 anni passa dal 63,4% al 55,3% entro il 2050, mentre gli over 65 salgono dal 24,7% al 34,5%, più di 18 milioni di persone. Gli ultraottantacinquenni, la fascia che assorbe il carico assistenziale maggiore, vanno dal 4,1% del 2025 al 7% del 2050 e all'8,4% nel 2080. L'età media supera i 51 anni a metà secolo, dai 46,9 anni di oggi.

Si assottigliano anche le forze di lavoro: 3,4 milioni di occupati in meno entro il 2050, da 24,8 a 21,4 milioni, nonostante un tasso di attività in crescita dal 66,7% al 71%.

Sei milioni e mezzo di anziani soli

Il dato che tocca più da vicino chi assiste riguarda le famiglie. Le persone che vivono sole passano da 10 a 11,6 milioni e arrivano a formare il 42% dei nuclei. Fra loro gli over 65 salgono da 4,6 a 6,6 milioni: nel 2050 saranno il 57% di chi vive solo. Fra le donne sole la quota di over 65 tocca il 71%.

La FNOPI ricorda che 2,7 milioni di ultrasettantacinquenni vivono già senza nessuno in casa e che in quella fascia più di una donna su due è sola. Sono le persone che l'infermiere di famiglia e di comunità incontra al domicilio, spesso con più patologie croniche e senza un caregiver stabile accanto.

Si vive più a lungo, non in salute

Gli anni guadagnati non sono anni in buona salute. Il Libro bianco sulla cronicità e la non autosufficienza di Peripato e Fondazione Anthem colloca la speranza di vita alla nascita intorno agli 84 anni e quella in buona salute intorno ai 58: oltre venticinque anni di convivenza con cronicità, disabilità e perdita di autonomia.

La cronicità assorbe già il 70% della spesa del Servizio sanitario nazionale e regge su 1,1 milioni di caregiver informali, segnala la FNOPI. Il Rapporto Gimbe conta 4,48 milioni di persone che hanno rinunciato a visite o esami nel 2023, di cui quasi 2,5 milioni per motivi economici, 600mila in più rispetto all'anno precedente.

La forbice con la professione infermieristica

Mentre la domanda di assistenza cresce, l'offerta professionale si restringe. L'Italia resta sotto la media europea di infermieri per mille abitanti e la FNOPI stima una carenza di almeno 65mila professionisti.

La curva dei pensionamenti fa il resto: 80mila uscite fra il 2026 e il 2035 secondo la Federazione, con un picco nel 2038 di oltre 17.600 pensionamenti in un solo anno. Nello stesso periodo le iscrizioni ai corsi di laurea in infermieristica hanno registrato un calo nell'anno accademico 2025/2026. Il Rapporto Gimbe misura 16,4 laureati ogni 100mila abitanti contro una media Ocse di 44,9. Chi si laurea, però, lavora: il tasso di occupazione a un anno dal titolo si attesta all'89,1%.

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Fonte: Nurse24 

Autore: 
Redazione

Licenza: Licenza Creative Commons
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Articolo tratto interamente da
Nurse24

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