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giovedì 9 aprile 2026

9 aprile 1948 - Massacro di Deir Yassin: su ordine del futuro primo ministro israeliano Menachem Begin, l'organizzazione paramilitare Irgun, attacca il villaggio arabo di Deir Yassin uccidendo 250 persone


Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera

Il massacro di Deir Yassin ebbe luogo il 9 aprile 1948, quando circa 120 combattenti ebrei sionisti appartenenti all'Irgun e alla Lehi (comunemente nota come "Banda Stern") attaccarono il villaggio palestinese di Deir Yassin (Dayr Yāsīn, in arabo traslitterato), vicino a Gerusalemme, che contava allora circa 600 abitanti.

L'assalto, concepito come parte dell'operazione Nahshon, aveva lo scopo di alleviare il blocco di Gerusalemme operato da forze arabo-palestinesi durante la guerra civile del 1947-48, che precedette la fine del mandato britannico della Palestina. Gli abitanti resistettero all'attacco, che si risolse in una lotta casa per casa e nell'uccisione di circa un centinaio di civili,[1] tra cui donne e bambini, e nell'espulsione dei superstiti.[2]

In una lettera al New York Times pubblicata il 4 dicembre 1948 Albert Einstein, Hannah Arendt ed altri eminenti esponenti della comunità ebraica statunitense condannarono aspramente il massacro di Deir Yassin e definirono "fascisti", "nazisti" e "terroristi" nell'ideologia, nell'organizzazione e nei metodi sia Menachem Begin (comandante dell'Irgun, che aveva perpetrato la strage) sia il partito Tnuat Haherut (il Partito della Libertà), di cui lo stesso Begin era leader:[3][4][5]

«[...] L’accaduto di Deir Yassin esemplifica il carattere e le azioni del Partito della Libertà. All’interno della comunità ebraica hanno predicato un misto di ultranazionalismo, misticismo religioso e superiorità razziale. [...] Fra i fenomeni più preoccupanti dei nostri tempi emerge quello relativo alla fondazione, nel nuovo stato di Israele, del Partito della Libertà (Tnuat Haherut), un partito politico che nell’organizzazione, nei metodi, nella filosofia politica e nell’azione sociale appare strettamente affine ai partiti nazista e fascista. È stato fondato fuori dall’assemblea e come evoluzione del precedente Irgun Zvai Leumi, un’organizzazione terroristica, sciovinista, di destra della Palestina.[...] Le confessioni pubbliche del sig. Begin non sono utili per capire il suo vero carattere. Oggi parla di libertà, democrazia e antimperialismo, mentre fino ad ora ha apertamente predicato la dottrina dello stato fascista. È nelle sue azioni che il partito terrorista tradisce il suo reale carattere, dalle sue azioni passate noi possiamo giudicare ciò che farà nel futuro.[6]»

La presa di distanza di Einstein dalla deriva politica di Israele fu tale che lo scienziato rifiutò la proposta di David Ben Gurion di diventare presidente dello Stato di Israele.[5]

Il massacro fu duramente condannato dalla leadership dell'Haganah e da esponenti religiosi ebraici, ma non fu preso alcun provvedimento verso i responsabili.

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