Oggi Peppino Impastato avrebbe compiuto 78 anni e visto che la sua memoria non morirà mai, voglio ricordarlo con questo post. Lui sacrificò la sua vita perché non temeva il cambiamento e voleva ribellarsi a quel sistema visto da tutti; ma sempre immerso in quel muro di omertà. Il suo può essere un monito anche per tutti noi, sempre pronti a lamentarsi della situazione del Paese; ma timorosi di prendere una posizione e indifferenti nei confronti dei reali problemi della nostra società. Troppo comodo dire sono tutti uguali, ma cosa facciamo noi per cambiare questo sistema marcio: sicuramente niente. La mattina ci svegliamo è ci lamentiamo dei vari aumenti; ma alla fine siamo aggrappati al nostro stile di vita consumistico, fatto di tanto finto benessere. Pensare al domani non è facile; ma soprattutto con i se e con i ma non si va avanti.
In ricordo di Peppino Impastato voglio lasciare una citazione molto significativa:
« Mio padre, la mia famiglia, il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente! »
Citazione tratta dal film I cento passi








Purtroppo, intrappolati nel nostro individualismo italico, non faremo mai molto... Altrove scendono in piazza, fanno scioperi senza aspettare la disponibilità dei sindacati.
RispondiEliminaIn Spagna è stato introdotto il "reato di genere", qua stiamo a fare il teatrino del consenso... perché? Forse perché tra la politicaglia abbiamo qualcuno cui sta bene così... Beh, questa è una forma di MAFIA, ben più subdola di quella combattuta da Peppino Impastato, e mi stupisco che il nostro Presidente Mattarella, con un fratello vittima di mafia, continui a restare a guardare e faccia discorsi retorici quanto insipidi.
In Italia si è persa la voglia di lottare, tanti diritti sono stati tolti nell'indifferenza generale.
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