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giovedì 27 luglio 2023

Tassare i ricchi e i grandi patrimoni



Articolo da Égalité Onlus

Era il 2021 quando Alexandria Ocasio-Cortez, la deputata statunitense “star” dei democratici, si presentava al Met Gala indossando un abito bianco con la scritta rosso sangue “Tax the Rich”. “Tassare i ricchi” è richiesta che viene da più campagne della società civile di fronte alle crescenti disuguaglianze, denunciate a cadenza regolare e sempre più tangibili nella diffusione della povertà e nel gap che sempre più separa ricchi e poveri. E ora in Europa arriva un’iniziativa dei cittadini europei (ICE) che chiede il contributo delle grandi fortune per un fisco più equo – e con esso, una società più giusta.

Tax the Rich, l’iniziativa dei cittadini europei

L’11 luglio 2023 la Commissione europea ha infatti registrato l’iniziativa “Tassare i grandi patrimoni per finanziare la transizione ecologica e sociale” che chiede a Bruxelles di istituire un’imposta europea sui grandi patrimoni e le grandi fortune (1).

L’iniziativa dei cittadini europei chiede dunque alla Commissione di introdurre un’imposta europea sulle grandi fortune (2). Una tassa sui grandi patrimoni che rappresenti una “risorsa propria dell’Unione”, il cui gettito verrebbe destinato a sostenere le politiche europee di transizione ambientale e di cooperazione allo sviluppo, e che contribuirebbe sia alla lotta contro la crisi climatica sia a quella contro le crescenti disuguaglianze.

Nel comitato promotore ci sono fra gli altri l’economista francese Thomas Piketty; il segretario generale di Oxfam Danimarca; rappresentanti dell’associazione Tax me Now: ereditieri che chiedono una maggiore tassazione del capitale in nome della giustizia fiscale, attivi in Germania, Austria e Svizzera.

Le crisi europee e il fallimento delle politiche attuate

La proposta parte dal riconoscimento delle molteplici crisi che l’Europa sta attraversando da un decennio a questa parte. Crisi economiche, sanitarie, ambientali, sociali, politiche.

Queste crisi sono sintomatiche del fallimento delle politiche economiche, fiscali e sociali attuate dai governi nazionali e dall’Unione Europea, che hanno minato i sistemi sanitari, i servizi pubblici, la tutela dell’ambiente, la lotta alla povertà e all’esclusione sociale” (3).

Fra gli obiettivi della Ue ci sono la promozione del benessere dei cittadini, la lotta all’esclusione, la garanzia di giustizia e protezione sociale. Le istituzioni europee si sono impegnate a garantire uguaglianza ed equità fiscale. Eppure “le disuguaglianze sono costantemente cresciute, al punto che oggi l’1% più ricco della popolazione mondiale possiede quasi la metà della ricchezza globale e quello stesso 1% emette anche più CO2 della metà più povera del pianeta”.

Per affrontare queste sfide è essenziale riorientare radicalmente l’Unione europea verso una transizione climatica giusta e democratica”.

Si tratta allora di “consolidare le politiche per la transizione ecologica e sociale”, sulla scia di diverse iniziative che già vanno in questa direzione (come il Green Deal) attraverso “l’istituzione, su iniziativa della Commissione europea, di un’imposta sui grandi patrimoni”.

Tax the Rich

La patrimoniale sulle grandi fortune disegnata dai promotori dell’iniziativa risponderebbe alle richieste di società civile, scienziati, politici, un movimento che evidenzia la necessità di una tassazione più equa e giusta – Tax the Rich, appunto.

Secondo la proposta, servono tre interventi legislativi:

1 – La Commissione europea dovrebbe prima di tutto elaborare una proposta di direttiva per istituire un’imposta europea sui grandi patrimoni sulla base dell’articolo 115, TFUE.

2 – Serve poi un’azione legislativa che faccia in modo che l’imposta sui grandi patrimoni contribuisca al sistema delle risorse proprie dell’Unione europea.

3 – Terzo e ultimo passaggio, “la nuova risorsa propria derivante dall’imposta sui grandi patrimoni dovrebbe essere collegata ad una transizione ecologica e sociale equa, attraverso le relative politiche dell’Unione e degli Stati membri. Invitiamo pertanto la Commissione europea a presentare proposte di regolamento volte a rafforzare il Dispositivo per la ripresa e la resilienza, i fondi collegati al Green Deal e alla politica di coesione”.

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Fonte: 
Égalité Onlus


Articolo tratto interamente da Égalité Onlus


Le rose della resistenza...

Marielle Franco em agosto de 2016

 "Le rose della resistenza nascono dall’asfalto, siamo quelle che ricevono rose, ma siamo anche quelle che con il pugno chiuso parlano dei nostri luoghi di vita e resistenza contro gli ordini e soprusi che subiamo."

Marielle Franco

Photo credit Mídia NINJA, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons


Momenti di Puglia

Moments of Puglia from Oliver Astrologo on Vimeo.

Photo e video credit Oliver Astrologo caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons


Palermo

Palermo v2 from Barry K on Vimeo.


Photo e video credit Barry K caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons 




La forza interiore



"Ciascuno ha in sé una grande forza. La chiave di tutto è solo dentro di noi. Ciascuno è il migliore e il più grande amico di se stesso. Sono certa che se tendiamo l’orecchio ad ascoltare la voce del nostro istinto, ritroveremo noi stessi.
E una volta che si sarà verificato questo incontro, ognuno di noi con la sua grande forza illuminerà la vita di ogni giorno e chi gli sta vicino."

Banana Yoshimoto


Dipinto del giorno


 Una giornata ventilata di Charles Courtney Curran



All'aurora di Giosuè Carducci


All'aurora

Tu sali e baci, o dea, co 'l roseo fiato le nubi,
baci de' marmorei templi le fosche cime.
Ti sente e con gelido fremito destasi il bosco,
spiccasi il falco a volo su con rapace gioia;

mentre ne l'umida foglia pispigliano garruli i nidi,
e grigio urla il gabbiano su 'l vïolaceo mare.
Primi nel pian faticoso di te s'allegrano i fiumi
tremuli luccicando tra 'l mormorar de' pioppi:

corre da i paschi baldo vèr' l'alte fluenti il poledro
sauro, dritto il chiomante capo, nitrendo a' venti:
vigile da i tuguri risponde la forza de i cani
e di gagliardi mugghi tutta la valle suona.

Ma l'uom che tu svegli a oprar consumando la vita,
te giovinetta antica, te giovinetta eterna
ancor pensoso ammira, come già t'adoravan su 'l monte
ritti fra i bianchi armenti i nobili Aria padri.

Ancor sovra l'ali del fresco mattino rivola
l'inno che a te su l'aste disser poggiati i padri.
Pastorella del cielo, tu, frante a la suora gelosa
le stalle, riadduci le rosse vacche in cielo.

Guidi le rosse vacche, guidi tu il candido armento
e le bionde cavalle care a i fratelli Asvini.
Come giovine donna che va da i lavacri a lo sposo
riflettendo ne gli occhi il desïato amore,

tu sorridendo lasci caderti i veli leggiadri
e le virginee forme scuopri serena a i cieli.
Affocata le guance, ansante dal candido petto,
corri al sovran de i mondi, al bel fiammante Suria,

e il giungi, e in arco distendi le rosee braccia al gagliardo
collo; ma tosto fuggi di quel tremendo i rai.
Allora gli Asvini gemelli, cavalieri del cielo,
rosea tremante accolgon te nel bel carro d'oro;

e volgi verso dove, misurato il cammino di gloria,
stanco ti cerchi il nume ne i mister de la sera.
Deh propizia trasvola - così t'invocavano i padri -
nel rosseggiante carro sopra le nostre case.

Arriva da le plaghe d'orïente con la fortuna,
con le fiorenti biade, con lo spumante latte;
ed in mezzo a' vitelli danzando con floride chiome
molta prole t'adori, pastorella del cielo.


Così cantavano gli Aria. Ma piacqueti meglio l'Imetto
fresco di venti rivi, che al ciel di timi odora:
piacquerti su l'Imetto i lesti cacciatori mortali
prementi le rugiade co 'l coturnato piede.

Inchinaronsi i cieli, un dolce chiarore vermiglio
ombrò la selva e il colle, quando scendesti, o dea.
Non tu scendesti, o dea: ma Cefalo attratto al tuo bacio
salia per l'aure lieve, bello come un bel dio.

Su gli amorosi venti salia, tra soavi fragranze,
tra le nozze de i fiori, tra gl'imenei de' rivi.
La chioma d'oro lenta irriga il collo, a l'omero bianco
con un cinto vermiglio sta la faretra d'oro.

Cadde l'arco su l'erbe; e Lèlapo immobil con erto
il fido arguto muso mira salire il sire.
Oh baci d'una dea fragranti tra la rugiada!
oh ambrosia de l'amore nel giovinetto mondo!

Ami tu anche, o dea? Ma il nostro genere è stanco;
mesto il tuo viso, o bella, su le cittadi appare.
Languon fiocchi i fanali; rincase, e né meno ti guarda,
una pallida torma che si credé gioire.

Sbatte l'operaio rabbioso le stridule imposte,
e maledice al giorno che rimena il servaggio.
Solo un amante forse che placida al sonno commise
la dolce donna, caldo de' baci suoi le vene,

alacre affronta e lieto l'aure tue gelide e il viso:
"Portami", dice, " Aurora, su 'l tuo corsier di fiamma!
Ne i campi de le stelle mi porta, ond'io vegga la terra
tutta risorridente nel roseo lume tuo,

e vegga la mia donna davanti al sole che leva
sparsa le nere trecce giù pe 'l rorido seno".


Giosuè Carducci