Articolo da Radio Onda d’Urto
Il processo di Budapest si è concluso oggi con una condanna a 8 anni di carcere (la forma più dura di reclusione) per Maja T. Anna M. ha ricevuto una condanna a 2 anni con sospensione condizionale della pena e Gabriele Marchesi a 7 anni.
“Queste decisioni sono state prese al termine di una lunga giornata di processo, dopo soli 30 minuti di discussione. A quanto pare, la difesa è stata ascoltata solo per formalità e l’esito era già stato stabilito. Le sentenze sono molto inferiori rispetto alle richieste dell’accusa, ma del tutto irricevibili per l’entità dei fatti e la scarsità di prove. A partire da oggi sono previste giornate di solidarietà e lotta in Europa e in Italia segui Free All Antifas – Italy per aggiornamenti” ha scritto Free All Antifa in un comunicato.
Wolfram Jarosch, il padre di Maja, afferma: “Purtroppo, i miei timori sono stati confermati. Si è trattato di un processo farsa politico. È diventato chiaro cosa significhi autocrazia in Ungheria: il Primo Ministro Orbán la accusa personalmente di terrorismo e chiede una condanna severa. Il pubblico ministero, i periti medici e il giudice József Sós stanno lavorando fianco a fianco per emettere un verdetto adeguatamente severo. Questo è il triste culmine dell’ingiustizia contro mia figlia”.
Sei mesi fa, il Ministro degli Esteri Johann Wadephul ha sottolineato che la Corte Costituzionale Federale aveva dichiarato l’estradizione illegale e che Maja doveva quindi tornare in Germania.
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Autore: redazione Radio Onda d’Urto
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Articolo tratto interamente da Radio Onda d’Urto







Ecco la radio da cui parlava Vik. Ho riconosciuto il gatto nero. Allora esiste ancora. Grazie
RispondiEliminaUna voce libera.
EliminaMi sono salvata il link. Ciao buona giornata a te 💚👋
RispondiEliminaHai fatto bene e sereno giorno anche a te.
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