La primiera dell’uomo inobbedienza
E della pianta proïbita il frutto,
Frutto al gusto letal, che sulla terra
La morte e tutti nostri mali addusse,
Oltre l’Eden perduto; infin che piacque
Ristorarne di nuovo ad Uom più grande
E racquistar la fortunata sede,
Canta, o musa del ciel! Tu che sui gioghi
Solitarii del Sina e dell’Orebbe
Inspirasti il pastor al seme eletto
Primamente insegnò come dal grembo
Nacquero del caosse e cielo e terra;
O se più di Siòn t’è caro il clivo,
Caro il veloce Siloè che lambe
L’oracolo di Dio, colà t’invoco
All’animoso mio canto sostegno.
Chè su timide penne io non intendo
Spiccarmi a volo dall’aonia cima,
Ma cose rivelar che mai nè verso,
Nè parole disciolte ancor tentaro.
John Milton








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