Articolo da Cesp & Cobas Scuola del Veneto
Con il voto definitivo del Senato, il ddl Valditara sulla scuola diventa legge dello Stato.
È una scelta politica gravissima, che introduce un principio inedito nella scuola pubblica: l’idea che alcuni temi — affettività, sessualità, relazioni, consenso — non appartengano alla missione educativa della scuola.
Una visione che contraddice il mandato costituzionale
della scuola pubblica, chiamata a rimuovere le disuguaglianze,
promuovere la piena partecipazione alla vita democratica e formare
giovani persone libere, uguali e consapevoli.
Temi che vengono così trasformati in oggetto di sospetto, controllo e censura preventiva.
La legge viene approvata in aperta contraddizione con le
raccomandazioni internazionali e con le evidenze educative promosse da
OMS e UNESCO, che indicano da anni nell’educazione sessuo-affettiva uno
degli strumenti fondamentali per prevenire la violenza di genere,
promuovere il consenso, contrastare discriminazioni e costruire
relazioni più libere.
Per questo governo, la risposta ai femminicidi, alle
violenze di genere, ai bullismi, alla violenza digitale, alla solitudine
e alle domande di ragazze e ragazzi non passa dalla scuola. Passa dal
silenzio, dalla sessuofobia, dal sospetto.
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Autore: Cesp Veneto
Licenza: This work is licensed under Creative Commons Attribution 4.0 International








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