giovedì 28 agosto 2014

The Help: recensione del film


 
The Help è un film del 2011 diretto da Tate Taylor.

Trama

Jackson, Mississippi, prima metà degli anni sessanta.

Eugenia Phelan, detta Skeeter, è una giovane ragazza bianca che, dopo aver conseguito la laurea, torna a casa dai suoi genitori, facoltosi proprietari terrieri. Diversamente dalle sue coetanee, ormai sposate e dedite completamente alla famiglia, Skeeter ha come primo obiettivo la sua realizzazione lavorativa. Per questo si concentra sul piccolo lavoro che ottiene presso un quotidiano della città, cercando intanto di intraprendere un progetto editoriale con un'importante casa editrice di New York, nella quale l'influente Miss Stein è disposta a darle un'opportunità.

Skeeter si guarda attorno e trova sempre più anacronistica la situazione dello stato del Mississippi, profondamente caratterizzato da segregazione e razzismo. A Jackson molte donne afroamericane lavorano come domestiche presso le famiglie bianche benestanti e sono costrette a subire umiliazioni e trattamenti discriminatori, come quello di mangiare utilizzando stoviglie proprie e stando ben lontane dal tavolo dove tutta la famiglia si serve. Aibileen Clark è una donna afro-americana che ha passato la maggior parte della sua vita a crescere i figli dei bianchi e che da poco tempo ha perso il suo unico figlio a causa di un incidente sul lavoro senza che nessuno soccorresse il giovane. Ora lavora presso l'immatura Elizabeth ed il suo compito principale è quello di badare alla sua bambina, della quale ormai è praticamente la vera mamma. Minny Jackson è anche lei una domestica, dal carattere particolarmente spinoso, sposata ad un uomo violento e madre di cinque figli.

Skeeter, per il suo progetto editoriale, pensa che possa essere originale e interessante raccontare la condizione di queste domestiche di colore, proprio dal loro punto di vista. Aibileen, nonostante sia percorsa da dubbi e timori, accetta di aiutare Skeeter, finendo per coinvolgere anche Minny, convinta anche dal crescente disagio nell'ambiente lavorativo. Minny infatti è stata licenziata da Hilly Holbrook perché ha utilizzato il bagno domestico, anziché andare fuori, come suo dovere. Il gesto, in realtà causato da una tempesta di vento e pioggia che impediva di uscire di casa, polemizzava con la recente decisione delle famiglie bianche della città di assegnare bagni separati alle persone di colore in servizio presso le loro case.

Miss Stein, incuriosita dall'idea avuta dalla giovane giornalista, dopo i primi manoscritti, le chiede un racconto più robusto, arricchito da testimonianze di più persone, per far sì che si possa pubblicare. Minny, nel frattempo, trova lavoro presso Celia Foote, fragile e ingenua, molto poco pratica di faccende domestiche, ma anche generosa e soprattutto immune dall'atteggiamento razzista dell'élite bianca locale, che per altro la snobba ed emargina. Purtroppo per Skeeter, stanti i continui atti di violenza e intimidazione contro gli afroamericani, nessun'altra domestica ha il coraggio di farsi avanti ad aiutarla, neppure in forma anonima. Questo fin quando, a seguito del brutale assassinio di Medgar Evers, attivista per i diritti degli afroamericani, ed incoraggiate dalle imponenti manifestazioni del Movimento per i diritti civili guidato da Martin Luther King, numerose domestiche afroamericane decidono finalmente di collaborare con la ragazza, assicurando al libro la pubblicazione ed il successo.

Skeeter divide i propri proventi con le donne che l'hanno aiutata, viene lasciata dal fidanzato che non è pronto a staccarsi dal conformismo nel quale è cresciuto, e ristabilisce il rapporto con la mamma malata che in sua assenza aveva cacciato l'amatissima vecchia domestica Constantine per futili motivi. Ora la ragazza può lasciare Jackson e raggiungere New York per seguire il sogno della sua vita.

Intanto per le protagoniste del libro, intitolato The Help, a parte la grande soddisfazione e la gratificazione economica, si pone il problema di affrontare la realtà quotidiana. Nonostante il libro presentasse nomi ed ambientazione diversi dagli originali, il gioco è presto svelato e le corrispondenze con le persone reali espongono le donne alla ritorsione dei loro datori di lavoro pesantemente bersagliati. Ad essere infuriata è soprattutto Hilly, che si riconosce nella descrizione di un episodio esilarante ed estremamente imbarazzante relativo alla vendetta che Minny si prese dopo il suo licenziamento. Non sapendo più come colpire Minny, Hilly istiga l'amica Elizabeth a licenziare Aibileen, universalmente riconosciuta come l'artefice dell'ormai popolarissimo libro, con la falsa accusa di aver rubato alcune posate d'argento. Tra le lacrime della bambina e la totale passività della sua mamma, la donna, dopo aver esecrato l'odio che rende Hilly una vittima di se stessa, esce dalla casa con fiera dignità per vivere una nuova vita grazie a The Help.
 
Curiosità sul film

Il soggetto del film è tratto dal romanzo L'aiuto (2009) di Kathryn Stockett, amica d'infanzia del regista e sceneggiatore Tate Taylor.

Il film ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra i quali spicca il Premio Oscar ad Octavia Spencer come miglior attrice non protagonista.

Questo articolo è pubblicato nei termini della GNU Free Documentation License. Esso utilizza materiale tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

2 commenti:

  1. Mi rimane il ricordo di un film non facile da dimenticare caro Cavaliere.
    Tomaso

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