venerdì 10 aprile 2015

Amnesty denuncia la situazione umanitaria a Yarmouk

Jafra-PFLP-Office-Yarmouk Camp

Articolo da Pressenza

Secondo Amnesty International, almeno 18 civili tra cui una bambina di 12 anni e un operatore umanitario sono stati uccisi a Yarmouk da quando il gruppo armato che si è denominato Stato islamico ha attaccato e conquistato gran parte del campo per rifugiati palestinesi.

Altre migliaia di persone sono a rischio poiché, in risposta all’occupazione del campo da parte dello Stato islamico, le forze governative siriane hanno intensificato i cannoneggiamenti e gli attacchi aerei, ricorrendo anche ai barili bomba. I civili sono anche finiti sotto il fuoco dei cecchini e in mezzo agli scontri tra lo Stato islamico e un altro gruppo armato, composto prevalentemente da palestinesi, denominato Aknaf Beit al-Maqdis.

“Per i civili intrappolati a Yarmouk, ogni giorno è una straziante lotta per la sopravvivenza. Dopo aver sofferto un crudele assedio governativo durato due anni, ora sono bloccati dal fuoco dei cecchini e dall’intensificarsi dei cannoneggiamenti e degli attacchi aerei” – ha dichiarato Hassiba Hadj Sahraoui, vicedirettrice del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

Nonostante l’escalation dei combattimenti, sia le forze siriane che lo Stato islamico impediscono l’accesso agli aiuti medici e umanitari, privando così decine di feriti delle cure mediche e dell’assistenza necessarie per salvare le loro vite. Una delle due strutture mediche ancora funzionanti a Yarmouk, l’Ospedale Palestina, è stato colpito il 1° aprile da un missile che ha ferito sei volontari.

“Le principali ferite sono causate dalle bombe e dai cecchini. Le peggiori patologie riguardano il cuore e i polmoni, cui vanno aggiunte la diarrea e le infezioni, il tutto acuito dalla malnutrizione. C’è grave scarsità di medicine e di attrezzature mediche, abbiamo bisogno urgente di liquidi per la reidratazione, sacche di sangue e antibiotici” – ha riferito un operatore sanitario ad Amnesty International.

A Yarmouk non vi sono più organizzazioni di soccorso.

“C’è un disperato bisogno che le agenzie umanitarie indipendenti entrino immediatamente e senza ostacoli a Yarmouk, per cercare di alleviare questa sofferenza senza fine” – ha sottolineato Sahraoui.

Secondo attivisti locali, la 12enne Zeinab Daghestani è stata uccisa da un cecchino il 7 aprile mentre cercava di spostarsi verso la zona meridionale di Yarmouk, più tranquilla. Tra gli altri civili uccisi c’è Majed al-Omari, operatore umanitario della Fondazione Jafra, un’organizzazione di soccorso, ucciso dal fuoco incrociato il 3 aprile. Jamal Khalefe, 27 anni, media-attivista, è stato ucciso lo stesso giorno durante un pesante bombardamento. Un altro giovane rifugiato palestinese, Hussein Taha, è stato ucciso il 6 aprile quando la sua abitazione è stata centrata da un barile bomba.

Gli abitanti di Yarmouk hanno riferito ad Amnesty International che nell’ultima settimana sono stati sganciati circa 25 barili bomba, per lo più di notte.

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Fonte: Pressenza

Autore: Amnesty International
  
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Articolo tratto interamente da Pressenza

Photo credit Tobbe (Own work) [Public domain], via Wikimedia Commons

2 commenti:

  1. Caro Vincenzo queste notizie sono molto preoccupanti...
    Si espande come macchie d'olio questi spietati terroristi.
    Buona giornata caro amico.
    Tomaso

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