lunedì 27 marzo 2017

La parità è ancora un miraggio



C'è un proverbio che dice "passato il santo, passata la festa" cioè quando il giorno festivo è trascorso, i festeggiamenti sono inutili. Dopo le abbuffate di retorica per la ricorrenza dell’8 marzo; tutte le donne si ritrovano con i problemi di tutti i giorni, non c'è da rallegrarsi se le italiane sono ultime in Europa per accesso al mercato del lavoro, continuano ad avere impieghi scarsamente qualificati, guadagnano meno dei colleghi maschi, sono costrette ad accettare il part-time e dedicano il triplo del tempo degli uomini alle attività familiari.

Le donne subiscono in modo più forte non soltanto i processi di precarizzazione del lavoro; ma anche gli effetti delle politiche di austerità. Con la scusa di aumentare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro; senza mai cambiare le politiche di welfare, è stata supportata l'idea di contratti sempre più flessibili, più precari, atipici, part-time involontari e sfruttamento dei voucher e purtroppo in alcuni casi non vi è neanche il diritto alla malattia o maternità retribuita (spesso neppure le ferie), per non parlare delle contribuzioni previdenziali future, sempre più basse.

Bisogna dire però, che qualche passo avanti, rispetto al passato c'è stato; pensiamo che un tempo, le donne non avevano nessun diritto neanche sulla gestione dei propri guadagni e tutto doveva avere l'autorizzazione "maritale" cioè del marito e le lavoratrici per esempio, non potevano contrarre mutui, cedere e riscuotere capitali, ipotecare o alienare beni immobili. Il lavoro femminile difficilmente era identificato come tale: quasi tutte le donne occupate nell'agricoltura non erano riconosciute come lavoratrici; insomma la condizione femminile è migliorata, ma nell'ambito lavorativo c'è ancora tanto da fare e non si può parlarne soltanto per un giorno all'anno.

Autore: Mariangela B.

Coautore: Cavaliere oscuro del web
 



8 commenti:

  1. Si sono guadagnati diritti, è vero, ma si sono persi anche tanti piccoli privilegi dovuti al fatto d'essere considerato il sesso debole. Oggi le donne non li hanno più e debbono fare un doppio lavoro: come dipendente e come donna di casa. Secondo me è in atto una preoccupante regressione.

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    1. I diritti non bastano mai e la strada è ancora molto lunga.

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  2. Caro Vincenzo, questo è la realtà che si ripete ogni anno!!!
    Ciao e buona serata caro amico con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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  3. Riflessioni giuste ... io, dopo la trasmissione tv sulla rai, maschilista e stupida, sulle "donne russe meglio di tutte", ho pensato: che falsi, pochi giorni prima belle parole e ora? ... considerazione politica, poi: le conquiste non sono per sempre, la lotta deve essere continua.

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    1. I media tradizionali sono un continuo controsenso.

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  4. Ciao Vincenzo, passo a lasciarti un saluto dopo un lungo periodo di malattia.
    A presto e buona giornata.
    Antonella

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    1. Bentornata e spero che il peggio sia passato.

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