lunedì 19 ottobre 2015

Le prime parole di Erri De Luca dopo la sentenza

Erri De Luca 2

Articolo da Nuovasocietà 

Si legge la soddisfazione negli occhi di Erri De Luca dopo la sentenza che ha stabilito la sua assoluzione dell’accusa di istigazione al sabotaggio della Tav per alcune frasi rilasciate nel corso di un’intervista.
«Mi sono trovato in una lunga sala d’attesa, adesso è finita. Questo tribunale era un avamposto affacciato sul presente prossimo del nostro Paese. L’assoluzione mi ribadisce il vigore dell’articolo 21 della Costituzione, che garantisce la più ampia libertà di espressione ai cittadini» ha affermato lo scrittore ringraziando anche per la solidarietà ricevuta da molti.
«Ora mi sento tornato un cittadino qualunque. Ma la Valle di Susa resta una questione che mi riguarda. Di questo processo mi rimane la grande solidarietà delle persone che mi hanno sostenuto, in Italia e in Francia».
De Luca non esita a definire “politico” il processo che lo ha coinvolto: «Di politico c’era la volontà di repressione della parola. Improvvisamente mi è sembrato che la parola acquisisse di nuovo importanza. E questo, alla fine, può anche essere un elemento positivo. Quello che oggi saboterei è la passività degli italiani: ci siamo abituati che la corruzione è un dato di fatto, che i giornali disinformano. Servono atti di resistenza, come quello che può fare uno scrittore a sostegno di popolazioni minacciate».

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Fonte: Nuovasocietà


Autore: Giulia Zanotti


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Articolo tratto interamente da Nuovasocietà

Photo credit Errider (Opera propria) [CC BY 3.0], attraverso Wikimedia Commons

2 commenti:

  1. Una bella notizia che mi fa pensare che non tutto è perduto in questa nostra amata ma malandata Italia.

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  2. Alla passività degli italiani, denunciata da De Luca, aggiungerei la facilità di assuefazione e la disponibilità a chiamare normale quel che non lo è.
    Già, forse tutto parte dalla passività ed allora la strada si fa lunga...

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