martedì 6 ottobre 2015

Le centrali nucleari svizzere sono tra le più pericolose al mondo

Kkw beznau

Articolo da Greenreport.it

Il “Rapport sur la vulnérabilité de la Suisse” pubblicato da Sortir du nucléaire Suisse e realizzato per l’Ong no-nuke  dall’l’Institut Biosphère, stila una classifica comparativa di 194 centrali nucleari del mondo secondo la loro pericolosità per i Paesi che le ospitano. E per la svizzera le notizie non sono buone.

Lo studio è stato realizzato tra il gennaio e l’agosto 2015 da  Frédéric-Paul Piguet, che insegna geoscienze ed ambienta all’Institut Biosphère, e conferma, ma da titt’altra angolazione, quanto il movimento antinucleare svizzero dice fin dalla sua nascita. Infatti, Piguet  classifica le centrali nucleari secondo la vulnerabilità che sono in grado di creare, nei Paesi dove sorgono, in caso di un grosso incidente.

Secondo lo studio, lo standard internazionale per la lontananza dai grandi centri abitati è rispettato da 156 centrali nucleari su 194 (l’80%). Secondo la classifica, anche Stati poco estesi, come l’Olanda, sono riusciti a tenere lontane le centrali nucleari dalle maggiori città. Invece, le 4 centrali nucleari svizzere  sono tra e prime  al mondo per «messa in pericolo della popolazione», dicono a Sortir du nucléaire Suisse e spiegano che « Basilea  è all’interno di un raggio di 50 km da tre centrali nucleari svizzere. Zurigo da due centrali nucleari e Berna da una centrale nucleare (a 15 km!)».
Tra le 194 centrali analizzate Beznau, nel canton Aargau è la quarta più pericolosa del mondo, preceduta solo da Jihshan e Kuosheng, due centrali di Taiwan, e dalla famigerata centrale nucleare armena di Metsamor, che risale all’epoca sovietica e che è stata realizzata in un’area ad elevato rischio sismico.

Un milione di persone vive nel raggio di 30 km da Beznau, e 817.000 nei dintorni di Leibstadt (sempre nell’ Aargau). Nel mondo, due centrali su tre sorgono a ridosso di territori con meno di 400.000 persone su una superficie identica a quelle svizzere.
Le 70 pagine dell’’étude sur la vulnérabilité de la Suisse en cas d’accident nucléaire majeur sur le territoire national stanno facendo già discutere e David Suchet, portavoce dell’Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) ribatte che «La pericolosità non può essere valutata secondo il criterio di prossimità con la popolazione, ma sono ben altri elementi che contano, come i dispositivi di sicurezza interna delle centrali. Se ci si limita a questo fatto, ciò vorrebbe dire che una centrale in cattivo stato ma isolata rappresenterebbe minori rischi che una struttura nuova o rinnovata. Lo studio mette a confronto Beznau, in cui sono stati investiti oltre due miliardi di franchi, con installazioni in Armenia».

Ma gli antinucleari svizzeri rispondono utilizzando proprio gli argomenti sulla sicurezza elvetica usati da Suchet:  «Questa situazione di eccezionale vulnerabilità è raddoppiata da norme di sicurezza lassiste, al di sotto delle norme alle quali dovrebbero rispondere le nuove centrali nucleari» che in Svizzera non si possono più costruire dopo il 2011, quando il governo federale, in seguito al disastro di Fukushima Daiichi, ha approvato una gradale uscita dal nucleare sulla quale ora la destra e qualche esponente politico vorrebbero tornare indietro.

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Fonte: Greenreport.it


Autore: redazione Greenreport

Licenza: Copyleft

Articolo tratto interamente da Greenreport.it

Photo credit Roland Zumbühl (Picswiss), Arlesheim (Commons:Picswiss project) [GFDL o CC-BY-SA-3.0], attraverso Wikimedia Commons

3 commenti:

  1. Non credo che poche decine di km incidano sulla pericolosità delle centrali.In caso d'incidente grave le conseguenze le sentiremmo anche in Italia. Ricordate il disastro di Černobyl? la città fu completamente contaminata ma anche altre nazioni subirono le conseguenze. Ho conoscenza diretta di persone che subirono la contaminazione con problemi anche in Polonia.
    Buona giornata
    enrico

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  2. Menomale gli italiani non hanno permesso che le costruzioni di queste avvenissero nel nostro territorio. Anche se, noi siamo ad un tiro di schioppo dalla Svizzera.

    Ispy

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  3. Certo che se ci si soffermasse maggiormente sui pericoli in caso di malfunzionamento o di disastro naturale…ci si penserebbe bene prima di costruire cose del genere….eppure c'è ancora gente che la pensa diversamente!!

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