lunedì 5 dicembre 2016

Referendum: sconfitto il governo di Jobs Act e Buona Scuola


Articolo da DinamoPress
Superata da poco la mezzanotte, Matteo Renzi fa la sua conferenza stampa. Quello che ha appena preso, con la vittoria schiacciante del 'No' al referendum costituzionale, è uno schiaffone senza precedenti. Matteo Renzi, quello del Partito Democratico dei “giovani”, del cambiamento, della “rottamazione dei vecchi del Pd”: ebbene, i giovani della nuova classe dirigente italica, quelli del Jobs Act che piace alle banche e ai mercati, della Buona Scuola che trasforma la formazione pubblica in un'azienda, sono stati delegittimati proprio dalla parte più giovane del paese.
Presentiamo qualche dato: secondo i numeri forniti dal sito del Ministero dell'Interno, il 'No' ha stravinto con il 59,11% (per un totale di 19 milioni 419mila e 507 voti), mentre il sì ha raggiunto il 40,89% (per un totale di 13 milioni 432mila e 208 voti). L'affluenza è stata altissima: tra la popolazione residente in Italia e il voto estero, si è raggiunto complessivamente il 65,47% degli aventi diritto. A bocciare la riforma costituzionale voluta dal premier Matteo Renzi e Maria Elena Boschi sono stati soprattutto i giovani: tra i 18 e i 34 anni il 'No' ha avuto una percentuale del 68%, tra i 35 e i 54 anni il 63%, mentre oltre i 54 anni hanno votato per il no solo il 49% degli aventi diritto (dati Rai). Il “ribaltone” sarebbe avvenuto in serata: la mattina, infatti, a votare erano andati i più anziani e le prime proiezioni davano il 'Sì' in vantaggio. Il risultato è cambiato nettamente la sera, quando sono andati a votare i più giovani, e hanno fatto crescere la percentuale del 'No' in maniera esponenziale. Il 'Sì' ha avuto percentuali di voto più alte nel Nord Italia (circa il 45%) mentre al Sud e nelle isole ha nettamente vinto il 'No', con il 67% delle preferenze. A Milano ha vinto il 'Sì' con il 51,13% di voti, così come a Firenze (56,29%), città natale del premier Matteo Renzi dove lo stesso è stato sindaco per anni. A Roma ha vinto il 'No' con il 59,42%, a Napoli sempre il 'No' con il 68,28%. Il 'No' ha vinto in tutte le regioni, tranne in Toscana, in Trentino Alto Adige e in Emilia Romagna. Nessuna influenza sul voto, sempre secondo i dati forniti dalla RAI, hanno avuto il titolo di studio e il sesso.


Una vittoria schiacciante quella del 'No', nonostante nell'ultimo periodo il Governo avesse incassato i rinnovi contrattuali (dal pubblico impiego ai meccanici) e molto insistito sui dati favorevoli sulla crescita tendenziale (1% per il 2016), sulla diminuzione della disoccupazione giovanile grazie al Jobs Act, sull'aumento dei contratti a tempo indeterminato. Nonostante la poderosa (e costosissima) macchina comunicativa messa in campo dal “ganzo fiorentino” e dal suo Partito Democratico, non è sfuggita a nessuno – con l'esplosione della “bolla occupazionale” alimentata dal combinato disposto di contratto a tutele crescenti (senza articolo 18) e de-contribuzione – la durezza della realtà. Realtà che parla dell'aumento vertiginoso dell'uso dei voucher, strumento cardine della sotto-occupazione (non oltre i 580 euro al mese) e della de-contrattualizzazione del lavoro; che parla di tasse da strozzinaggio per le partite Iva, giovani e meno giovani. Realtà che parla di lavoro gratuito nelle grandi corporation (McDonald's, Zara, ecc.), attraverso il dispositivo dell'alternanza Scuola-Lavoro, o del fallimento clamoroso di Garanzia Giovani. 

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Fonte: DinamoPress


Autore: 
redazione DinamoPress


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Articolo tratto interamente da DinamoPress


2 commenti:

  1. Può essere che i giovani, essendo i meno garantiti, e magari meno teledipendenti degli anziani, abbiano visto lungo, bocciando non solo la controriforma costituzionale, ma tutta una politica fatta fin qui, falsamente dalla parte dei ggggiovani.

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  2. Sono sulla stessa tua lunghezza d'onda. Come non esserlo?!Certe realtà le vivo sulla pelle dei miei figli, indirettamente anche sulla mia, sebbene insegnante non precaria. Aggiungo e sono OT in questo momento: sono un po' meravigliata, soprattutto nei social, di molti dell'opinione contraria. Sarcasmi e sfottò verso il fronte del NO, potevano risparmiarseli, a vantaggio di una più composta figura.
    A tal proposito ricordo l'articolo 3 della costituzione:
    Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.A presto!

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