sabato 17 dicembre 2016

È pieno inverno di Oscar Wilde


È pieno inverno

È pieno inverno, sono nudi gli alberi
Tranne là dove si rifugia il gregge
Stringendosi sotto il pino.
Belano le pecore nella neve fangosa
Addossate al recinto. La stalla è chiusa
Ma strisciando i cani tremanti escono fuori,
Scendono al ruscello gelato. Per ritornare
Sconsolati indietro. Avvolti in un sospiro
Sembrano i rumori dei carri, le grida dei pastori.
Le cornacchie stridono in cerchi indifferenti
Intorno al pagliaio gelato. O si acquattano
Sui rami sgocciolanti. Si rompe il ghiaccio
Tra le canne dello stagno dove sbatte le ali il tarabuso
e allungando il collo schiamazza alla luna.
Saltella sui prati una povera lepre,
Piccola macchia scura impaurita
e un gabbiano sperso, come una folata improvvisa
Di neve, si mette a gridare contro il cielo.

Oscar Wilde



2 commenti:

  1. Ottimo questo post e bella la citazione del giorno nel post precedente. Pensare che Oscar Wilde è stato condannato, malgrado le sue numerose opere, a tre anni di lavori forzati per omosessualità. Era vero ma quanti altri lo erano ? Ciao Vincenzo, tanti auguri di buone feste.

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  2. Bella questa poesia anche se non l'avevo mai sentita prima. Mi ricorda molto il presepe.

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