venerdì 30 settembre 2016

Pensioni: un accordo dalla parte delle banche



Articolo da Il sindacato è un'altra cosa

È diffusissima la consapevolezza di milioni di lavoratori e giovani di vivere nel paese nel quale vige il peggior sistema previdenziale d’Europa.
La pensione dignitosa ormai già da tempo non è più un diritto, eppure non è questo il tema affrontato al tavolo col governo che dopo 4 mesi ha partorito un verbale di incontro. Dopo controriforme che hanno, una dietro l’altra, innalzato l’età pensionistica, si usa la disperazione di lavoratori sempre più anziani e sempre più stanchi per spingerli ad indebitarsi e poter lasciare il posto di lavoro. Quanti poi saranno i lavoratori che cederanno a questo imbroglio sarà tutto da vedere.
Nel verbale di intesa sottoscritto da Cgil Cisl Uil col governo sulle questioni previdenziali si concorda che la strada sia quella di consentire l’anticipazione dell’accesso alla pensione di 3 anni e 7 mesi mediante un mutuo ventennale con tassi di interesse che potrebbero arrivare a decurtare le pensioni anche del 20-25% nel trienno.
E siccome non è scontato che un pensionato riesca a vivere tanto a lungo per poter ripagare tutto il mutuo sarà necessario stipulare un’assicurazione contestuale. Un vero e proprio salasso per chi vorrà utilizzare questa possibilità e affari d’oro per il sistema creditizio nel suo complesso. Non è casuale che la signora Fornero abbia mostrato di apprezzare queste misure di Renzi, Poletti e compagnia. Confindustria, ovviamente, applaude.
Sulle presunte novità positive tanta propaganda e poco o nulla di reale e, soprattutto, di generalizzato. I lavoratori precoci potranno andare in pensione dopo 41 anni di lavoro anche senza aver compiuto 62 anni, però dovranno essere disoccupati e senza ammortizzatori sociali o avere gravi malattie o disabilità. Va ricordato che dal 1 gennaio del 2017 non sarà più possibile utilizzare la legge sulla mobilità, ammortizzatore che in questi anni aveva regolarmente accompagnato le ristrutturazioni e che spesso veniva utilizzata per accompagnare questo tipo di lavoratori alla pensione. Quindi si è trattato semplicemente di riarticolare in peggio quanto già prima c’era.
Sui lavori usuranti ovviamente ci si è dati un nuovo appuntamento per il futuro, ancora una volta non vengono definite le categorie. Neanche queste sono definite, rimaniamo nel campo delle ipotesi. Certo ci diranno che intanto il governo ha assunto l’impegno, ma sono decenni che si succedono governi che prendono impegni.
Davvero poco altro se non il possibile (ma è solo un “obiettivo di consentire la possibilità”) cumulo gratuito dei periodi contributivi e qualche spicciolo di “quattordicesima”, ben al di sotto di quanto preannunciato ad una fascia di pensionati che percepiscono pensioni al di sotto della soglia di povertà. E’ bene ricordare che in Italia ci sono più di 2 milioni di pensionati che percepiscono un assegno inferiore ai 500 euro mensili.
Le risorse previste sono pari a 6 miliardi per i prossimi 3 anni, ma per il 2017 sono solo 1,5 miliardi, esattamente quanto sempre dichiarato dal governo, non un centesimo in più. Un conto, infatti, sono gli impegni presi su un foglio di carta da usare a fini propagandistici alla vigilia del referendum costituzionale da parte del governo, per un futuro per il quale non si sa nemmeno se si resta in carica, altro sono le risorse da destinare subito sulla legge di bilancio per il 2017.
Leggendo il verbale non si può non notare cosa c’è scritto nella premessa del documento “Governo e sindacati concordano sull’obbiettivo di adottare ALCUNE delle misure elencate di seguito, già a partire dalla prossima legge di bilancio.” Dobbiamo indovinare quali saranno quelle che si rimanderanno agli anni successivi?
La cosa più grave di questo documento infine è che con la scusa di ridistribuire più soldi ai pensionati, anticipare la pensione per i più disagiati, si mettono le basi per una nuova accelerazione al processo di distruzione definitiva del sistema pensionistico pubblico e alla privatizzazione delle pensioni.

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Fonte: Il sindacato è un'altra cosa

Autore: Eliana Como

 
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Articolo tratto interamente da Il sindacato è un'altra cosa 



1 commento:

  1. Caro Vincenzo, se posso dire il mio parere!!!
    Cambiano troppo in fretta sempre mettendo tanta confusione hai vecchi pensionati!!! ciao e buona giornata caro amico.
    Tomaso

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