mercoledì 6 luglio 2016

Juno è nell’orbita di Giove

Juno Mission to Jupiter (2010 Artist's Concept)

Articolo da Media Inaf

Quasi 3 miliardi di chilometri percorsi in 5 anni di volo, 37 orbite, periodo orbitale di 14 giorni, 20 mesi di missione, pannelli solari lunghi ognuno 9 metri e con ben 18.698 celle solari. Questi sono solo alcuni dei numeri che potremmo elencare descrivendo la missione record Juno (JUpiterNear-polarOrbiter) della NASA. La sonda ha completato le operazioni di inserzione orbitale alle 5:53 ora italiana, dopo aver utilizzato per 35 minuti e 2 secondi il motore principale 645-Newton Leros-1b che ha rallentato il veicolo spaziale di circa 542 metri al secondo in modo che la sonda potesse essere letteralmente catturata dall'orbita del pianeta gigante.

Nicolò D’Amico, presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, ha detto entusiasta: «Un altro grande risultato per l’Italia e per l’INAF, che ha la responsabilità scientifica di JIRAM, strumento made in Italy a bordo della missione Juno, ideato dal gruppo di ricerca guidato dalla nostra planetologa Angioletta Coradini, scomparsa cinque anni fa. Si apre ora un nuovo affascinante capitolo dell’esplorazione di Giove, in cui i nostri ricercatori giocheranno un ruolo da assoluti protagonisti».

«Juno è una missione storica che vede ancora una volta Nasa e Asi insieme alla ricerca di informazioni fondamentali per spiegare le origini del sistema solare – ha commentato Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) – lo studio di Giove è anche una grande sfida scientifica e tecnologica a cui l’Italia partecipa con due strumenti all’avanguardia grazie a Inaf e a industrie come Leonardo Finmeccanica e Thales Alenia Space. Questa missione dimostra come la comunità scientifica italiana giochi un ruolo di primissima importanza, inoltre la partnership storica con la NASA si è dimostrata una cruciale opportunità di crescita sia delle aziende che dei ricercatori italiani. Lavorare fianco a fianco con l’agenzia spaziale numero uno al mondo ha permesso un salto di qualità immenso per il sistema paese, sia per la capacità tecnologica che per il nostro capitale umano».

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Fonte: Media Inaf


Autore: 
Eleonora Ferroni

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Articolo tratto interamente da 
Media Inaf


Photo credit NASA/JPL [Public domain], via Wikimedia Commons


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