lunedì 18 luglio 2016

In Toscana lavoratori pagati con buoni pasto


Articolo da Fanpage.it

Se i voucher sembravano essere la tipologia contrattuale più precaria mai utilizzata in Italia, è tempo di ricredersi. Un'inchiesta condotta dal quotidiano Il Tirreno ha portato alla luce una nuova inquietante forma di sfruttamento che potrebbe alle migliaia di lavoratori precari che affollano il Belpaese: come riportato dai cronisti del giornale toscano, iniziano a spuntare i casi di "super-precari" pagati con buoni pasto. No, non si sta parlando di stipendi miseri a cui si aggiungono dei buoni pasto a "compensazione" della scarsa retribuzione, chiamiamola così, ma di lavoratori che percepiscono per la loro prestazione lavorativa solo ed esclusivamente buoni pasto e null'altro.

La denuncia, riporta Il Tirreno, porta la firma della Cgil Toscana e risale all'inizio di luglio. Secondo quanto rilevato dal sindacato e dai giornalisti, i casi per ora coinvolgerebbero solo una decina di persone – concentrati soprattutto nella zona di Firenze – e riguarderebbero soprattutto lavoratori del comparto ristorazione, ma all'indomani della pubblicazione delle prime testimonianza, anche Cisl e Uil hanno denunciato l'esistenza di casi simili anche tra gli addetti di mense e lavoratori nel settore delle pulizie. Insomma, sembra che ricorrere ai buoni pasto per pagare le prestazioni lavorative dei precari sia una scelta alla quale puntano più datori di lavoro. Oltre a causare una riduzione della già esigua retribuzione prevista per un certo tipo di lavori, la scelta di pagare queste prestazioni occasionali mediante buoni pasto da 5,29 euro – anziché usufruire del già flessibile strumento del voucher da 10 euro lordi l'ora – provoca anche altri due seri problemi al lavoratore sfruttato: il lavoratore non ha diritto né alla copertura assicurativa Inail in caso di infortunio sul lavoro, né si vede versare i contributi Inps spettanti. Insomma, i lavoratori a buono pasto non solo prendono circa la metà di quanto spetterebbe loro se venissero pagati in altre forme, ma ci rimettono anche dal punto di vista previdenziale e assistenziale.

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Fonte: Fanpage.it

Autore: 
Charlotte Matteini

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Articolo tratto interamente da Fanpage.it 



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