martedì 25 aprile 2017

Resistenza: Gabriella degli Esposti


Articolo da Pasionaria.it 

Chi è: Gabriella Degli Esposti, nome di battaglia Balella, coordinatrice partigiana della Quarta Zona, nata a Calcara di Crespellano (Bologna) nel 1912 e morta a San Cesario sul Panaro (Modena) nel 1944.

Cosa ha fatto: Gabriella Degli Esposti nacque in una famiglia contadina emiliana dalle idee socialiste. Casalinga e madre di due bambine, si sposò con Bruno Reverberi, mastro casaro comunista, tra i primi organizzatori del movimento partigiano locale. Col marito ha in comune idee e lotte, tanto da decidere di rendere disponibile la propria casa come base partigiana della Quarta Zona.

Ma Gabriella “Balella” scende anche in campo personalmente con azioni di sabotaggio e impegnandosi soprattutto nell’organizzazione dei primi Gruppi di Difesa della Donna (Gdd), il cui obiettivo è promuovere la Resistenza e offrire assistenza ai combattenti e alle loro famiglie. I Ggd furono un’organizzazione unitaria di donne che condividevano l’obiettivo comune della lotta al nazifascismo ma anche le lotte fondamentali per l’emancipazione femminile, non solo come ausiliarie ma come agenti attive e partecipi alla Resistenza, con ogni mezzo a loro disposizione.

Dal 13 al 29 luglio del 1944, grazie al lavoro d’esortazione dei Ggd, Balella – incinta del terzo figlio – guida un centinaio di donne in piazza, a Castelfranco Emilia, per manifestare contro la guerra e opporsi alla scarsità di alimenti. Viene individuata come responsabile della manifestazione e minacciata di morte.

Qualche mese dopo, il 13 dicembre, un reparto di SS e fascisti attuò un grande rastrellamento nella zona. La prima casa raggiunta è proprio quella di Gabriella Degli Esposti, che, fingendosi una sfollata, depista le SS. Dopo aver avvisato tutti i partigiani della zona del pericolo incombente, Balella affida la figlia più piccola a una sfollata e attende il ritorno dei nazisti, che – scoperto l’inganno – non tardano a giungere.

Gabriella viene strappata alla figlia più grande e interrogata: nega di sapere dove si trova il marito e di conoscere preziose informazioni e, nonostante la gravidanza, viene picchiata a sangue di fronte alla bambina. Portata via, per giorni interi verrà sottoposta a interrogatori serrati e torture atroci insieme ad altri antifascisti. Nessuno parla. Nel pomeriggio del 17 dicembre vengono tutti fucilati sul fiume Panaro e abbandonati nella neve che pian piano si adagia sui loro cadaveri.

Solo giorni dopo si viene a sapere dell’orrendo massacro celato dalla neve: nove uomini e una donna incinta barbaramente uccisi a fucilate. Lei, Gabriella Degli Esposti, orribilmente mutilata. Quel ventre in attesa, squarciato, il volto dissidente senza più gli occhi, i seni tagliati.

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Fonte: Pasionaria.it

Autore: 
Silvia Palmas

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Articolo tratto interamente da Pasionaria.it 



2 commenti:

  1. Ottima idea quella di parlare di donne della Resistenza attraverso questa luminoso ritratto di una donna coraggiosa

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  2. Non ho parole, solo brividi!
    Grazie Vincenzo!

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