martedì 16 febbraio 2016

Pensioni: il governo a povertà crescente


Articolo da Il Simplicissimus

La legge delega è titolata come  “norme riguardanti la lotta alla povertà”, ma come ogni cosa del renzismo e dell’ambiente in cui sguazza, è una presa in giro che aggiunge la beffa al danno visto che l’intento è quello di impoverire ulteriormente gli anziani, trasformando le pensioni di reversibilità, da un diritto peraltro ottenuto attraverso il pagamento di contributi, in una elemosina di tipo assistenziale e dunque revocabile qualora vi sia un altro cespite di reddito: la casa (considerata come un’entrata monetaria) o la convivenza con un figlio che ha un salario precario o qualsiasi altra condizioni che ricada sotto il taglione del reddito Isee studiato proprio per cancellare qualsiasi sgravio fiscale.

Si tratta per parlar chiaro di una carognata architettata dalle vesciche di governo che al di là delle loro liti con l’Europa messe in piedi per tutelare quelle poche migliaia di ricchi che non vogliono mettere in discussione l’opacità domestica nella quale navigano come squali, ovvero il sistema politica – affari, in realtà sono i primi della classe quando si tratta di derubare i ceti popolari e sottrarre reddito e diritto alle persone in nome delle teorie liberiste e della loro traduzione brussellesca. Ma al di là degli intenti immediati di risparmiare qualche spicciolo per poi sperperarlo in F35 o in prebende per gli amici, dell’ansia di presentarsi come massacratori di diritti e di buon senso dunque come virtuosi agli occhi degli oligarchi titipisti, nonostante vengano inferti ulteriori colpi all'economia del Paese, il provvedimento esprime più che adeguatamente l’intento finale, oggi ancora nascosto sotto la paglia delle chiacchiere e del non detto: quello di trasformare l’intero sistema pensionistico in una questione puramente assistenziale.

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Fonte: Il Simplicissimus

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Articolo tratto interamente da Il Simplicissimus



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