giovedì 9 giugno 2016

I veri dati sulla disoccupazione reale


Articolo da Megachip.info
di Giuseppe Masala

Bisogna inquadrare bene la situazione reale dell'occupazione (e della disoccupazione) in Italia. Per fare questo mi avvarrò della Serva, che - come tutti sanno - sa fare bene i suoi conti: in maniera semplice e facilmente comprensibile.

Innanzitutto si tenga conto i seguenti fatti:

- In Italia viene considerato occupato chiunque nell'ultima settimana abbia lavorato per almeno un ora.

- In Italia il tasso ufficiale di disoccupazione è pari all'11,3% circa. Tra gli occupati, ripeto, ci sono anche coloro che hanno lavorato una sola ora nella settimana in cui sono stati rilevati i dati. Altresì sono considerati occupati anche coloro che lavorano part-time (rectius: persone che guadagnano 500 euro al mese e che giocoforza non riescono a sbarcare il lunario se non grazie alla rete del cosiddetto welfare informale-familiare). Sono considerati occupati anche tutti coloro che svolgono cosiddetti stages non retribuiti (se va bene gli danno un rimborso spese). Situazione umiliante che riguarda anche ultracinquantenni che hanno perso il proprio lavoro e che non sono riusciti a trovare nulla di meglio che uno stage.

Ora:

- Grazie alla liberazione dei voucher negli ultimi anni abbiamo assistito alla esplosione di questa forma di lavoro fino ad arrivare nel 2015 a 130 milioni di voucher "venduti". Ciò significa - secondo l'infallibile Serva - che in Italia ci sono almeno (e la serva si tiene bassa) 2 milioni di persone che lavorano a 10 euro all'ora senza garanzie di alcun tipo anche per una sola ora a settimana. Sfido chiunque a provare come si viva con 10 euro guadagnati in una settimana. Però per l'ineffabile ISTAT queste persone sono "occupate e felici".

- Poi ci sono 2,6 milioni di persone che lavorano con contratti cosiddetti part-time (fonte: sole24ore). La Serva ribadisce: andando bene prendono 500 euro al mese e quel mese per loro è troppo lungo.


- Poi c'è il fenomeno delle "false" partite IVA. Ovvero contratti da fame (sempre le solite 500/600 euro) dove devi pagarti anche l'IVA e i contributi previdenziali e INAIL. Quante sono le false partite IVA e quanti sono i veri professionisti? Allora, la Serva dice che al 2013 c'erano 670 mila partite IVA, di cui 569mila (cioè l'84% circa) in regime di mono-committenza. È facile approssimare le mono-committenze a lavoratori dipendenti sottopagati e ultra-sfruttati. È facile altresì intuire che in questi ultimi due anni le cose siano ulteriormente peggiorate.

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Fonte: Megachip.info 

Autore: 
Giuseppe Masala
Licenza: Copyleft 


Articolo tratto interamente da Megachip.info


2 commenti:

  1. Ottima disamina.Io per non stare dalla parte dei "Gufi" tento con l'ottimismo al futuro,magari con un altro governo,ma quale?
    Accetto suggerimenti e consigli.
    Ciao,fulvio

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  2. Caro Vincenzo, siamo ridotti all'osso!!! tante promesse e niente risultati.
    Non resta che sperare, che al più presto possibile si vadano alle urne per un nuovo governo!!! Ma pure lui si troverà una gatta da pelare e molto difficile. Ciao e buona serata caro amico.
    Tomaso

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