domenica 6 novembre 2016

C’è un legame tra la Luna e i terremoti violenti?


Articolo da OggiScienza

SCOPERTE – Luna e terremoti: il nesso è stato suggerito da tempo ma non era mai stato dimostrato. Uno studio svolto da un gruppo di ricercatori giapponesi ora cambia le carte in tavola: ssecondo i risultati pubblicati sulla rivista Nature Geoscience i terremoti violenti sono più probabili durante i giorni di Luna piena e di Luna nuova, le due giornate durante il mese in cui la tensione delle maree è più forte.

Gli effetti della forza di marea combinata esercitata dalla Luna e dal Sole sono visibili tutti i giorni con il ciclico innalzarsi e abbassarsi delle acque lungo le coste. Il principale responsabile del fenomeno è proprio il nostro satellite, perché sebbene abbia una massa trascurabile rispetto al Sole è allo stesso tempo molto più vicino. La forza di marea non viene causata dal campo gravitazionale stesso di un oggetto, ma da una sua variazione più o meno rapida nello spazio, cosa più evidente quanto si è vicini alla sorgente del campo. Il suo effetto è quello di stirare i corpi celesti lungo la direzione dell’attrazione gravitazionale e in alcuni casi può portare addirittura a fenomeni di disintegrazione. Ad esempio quando un satellite si avvicina troppo a un pianeta, o quando una stella si avvicina troppo a un buco nero. Gli effetti mareali di Sole e Luna sulla Terra si combinano a seconda della loro posizione rispetto al nostro pianeta: quando sono allineati – cioè durante la Luna piena e la Luna nuova – si sommano, mentre quando sono in opposizione, cioè durante la mezza Luna, si sottraggono. Questo è il motivo per cui le maree seguono il ciclo lunare.

Che cosa succede sulla superficie terrestre? La forza di gravità terrestre è ben maggiore di quella di marea lunare e solare, quindi il nostro pianeta non corre rischi di rotture. Tuttavia non riesce a impedire che crosta terrestre e oceani si sollevino leggermente, con il risultato che sulla Terra si formano due piccoli rigonfiamenti mareali, uno verso la Luna e l’altro nel verso opposto, la cui grandezza è ciclica e segue le fasi del mese lunare. Se però la crosta terrestre si solleva al massimo fino a 30 cm, l’effetto sugli oceani è maggiore e diventa molto evidente quando il rigonfiamento mareale impatta sulle coste portando a un innalzamento delle acque di diversi metri.

Che legame può avere questo fenomeno con i terremoti? Questi sono causati dall’accumularsi di tensioni lungo una faglia, cioè una linea di frattura della crosta terrestre. Finché l’attrito lungo la linea di frattura è maggiore della tensione che tende a far scorrere i lati di una faglia, questa rimane inattiva e si ha una lenta deformazione delle rocce. Quando però la tensione supera l’attrito, la faglia comincia improvvisamente a scorrere liberando l’energia che ha accumulato nel corso dei decenni e dei secoli e le vibrazioni che ne derivano si manifestano come terremoto. Una volta chiarite queste dinamiche, per gli scienziati è stato semplice ipotizzare che gli effetti mareali potessero contribuire a far aumentare le tensioni nella crosta terrestre, facendo raggiungere il punto di rottura delle faglie presenti. Tuttavia, per quanto plausibili, questi effetti non erano mai emersi in modo chiaro.

Gli studi finora si erano limitati a dimostrare un legame tra l’impatto delle alte maree oceaniche sulle coste e piccoli tremori lungo alcune faglie, come quella di Sant’Andrea in California. Per verificare l’esistenza di un legame più profondo, i sismologi guidati da Satoshi Ide hanno analizzato tre registri di terremoti che coprono California, Giappone e l’intero pianeta. Per combinarli con gli effetti delle maree sono stati analizzati i 15 giorni che precedono ogni terremoto, considerando l’intensità della tensione mareale. È così emerso che i terremoti più violenti -come quello in Cile del 2010 o quello in Giappone del 2011- sono avvenuti proprio nei giorni di massima tensione mareale, cioè durante i giorni di Luna piena e di Luna nuova. In particolare, per oltre 10 000 terremoti di magnitudine superiore a 5,5, quelli avvenuti durante i giorni di Luna piena e di Luna nuova hanno raggiunto più facilmente le magnitudini maggiori. Fino a 8 e oltre.

Continua la lettura su OggiScienza


Fonte: OggiScienza


Autore: 
Vincenzo Senzatela

Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 2.5 Italia.


Articolo tratto interamente da
 OggiScienza




3 commenti:

  1. Molto ma molto interessante, questo articolo, caro Vincenzo.
    Ciao e buona settimana caro amico.
    Tomaso

    RispondiElimina
  2. Buonasera Cavaliere,
    quest'articolo, davvero esaustivo, ci toglie diverse curiosità ... ma nell'insieme, subentrano tanti altri dubbi. Che c'entri la luna o no, ogni volta è terrore ... io sono Abruzzese, e con questo credo di aver detto tutto ... dal terremoto dell'Aquila ad oggi, ogni scossa è un momento in cui la terra trema ma il cuore si ferma. Altro non aggiungo.

    P.S. Volevo dirti che per motivi personali ho cancellato il mio account di Facebook, nulla di personale ... solo i miei problemi. A presto.

    RispondiElimina
  3. Studio interessante anche questo, non se ne sa mai abbastanza sui terremoti.

    RispondiElimina

I commenti sono in moderazione e sono pubblicati prima possibile. Si prega di non inserire collegamenti attivi, altrimenti saranno eliminati. L'opinione dei lettori è l'anima dei blog e ringrazio tutti per la partecipazione.