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venerdì 1 maggio 2026

Intervista a un'operaia metalmeccanica

 


Oggi intervisto un'operaia metalmeccanica, che ci spiega i vari problemi che tanti operai affrontano.

Maria, puoi raccontarci com’è una tua giornata tipo in fabbrica? 

Maria: Mi sveglio alle cinque, prendo l’autobus e arrivo in reparto alle sei e mezza. Otto ore di lavoro alla catena, spesso in piedi, con ritmi serrati. Non c’è molto spazio per fermarsi: la produzione deve andare avanti.

Quali sono le difficoltà principali che incontri? 

Maria: La fatica fisica è tanta, ma anche quella mentale. I turni cambiano spesso, e non è facile conciliare lavoro e famiglia. Poi c’è la questione della sicurezza: le macchine sono vecchie e non sempre ci sono controlli adeguati.

In Italia si parla spesso di precarietà. Ti riguarda? 

Maria: Sì, eccome. Molti di noi hanno contratti a tempo determinato o interinali. Viviamo con l’ansia di non sapere se il mese dopo saremo ancora assunti. Questo rende difficile programmare la vita: un mutuo, un progetto, persino una vacanza.

E sul fronte dei salari?

Maria: Lo stipendio è basso rispetto al costo della vita. Con gli aumenti delle bollette e degli affitti, quello che guadagniamo basta appena. 

C’è solidarietà tra colleghi? 

Maria: Sì, in linea di massima. Purtroppo ci sono sempre i lecchini, che con i loro inciuci rovinano tutta la classe operaia italiana.

Cosa vorresti cambiasse? 

Maria: Vorrei più stabilità, salari dignitosi e rispetto. Non chiediamo privilegi, solo di vivere con dignità. E che la politica si ricordasse che dietro le statistiche ci sono persone in carne e ossa.

Grazie Maria, per il tempo che hai dedicato.

Se qualcuno è interessato per un'intervista, basta contattarmi via mail, cliccando sul banner "Contatti".

Immagine generata con intelligenza artificiale

Post originale 18 novembre 2025


giovedì 26 marzo 2026

La crisi dei valori nella società moderna

In un mondo in rapida evoluzione, dove la tecnologia e la globalizzazione hanno cambiato il nostro modo di vivere, lavorare e interagire, stiamo assistendo a un fenomeno preoccupante: la perdita di valori fondamentali e l'inasprimento dei toni nella società. Questo cambiamento ci spinge a riflettere profondamente sulle cause e sulle possibili soluzioni per ristabilire un senso di comunità e rispetto reciproco.

La perdita di valori può essere attribuita a diversi fattori, tra cui l'individualismo crescente, la pressione economica, la disuguaglianza sociale e la mancanza di modelli positivi. L'individualismo, in particolare, ha portato molte persone a focalizzarsi sui propri interessi a scapito del bene comune, minando così il tessuto sociale che unisce le comunità.

L'incattivimento della società si manifesta in vari modi, come l'aumento dell'aggressività nei discorsi pubblici, l'intolleranza verso opinioni diverse e la diffusione di fake news. Questi comportamenti creano divisioni e ostacolano il dialogo costruttivo, essenziale per affrontare le sfide comuni.

Per contrastare questa tendenza, è fondamentale promuovere l'educazione ai valori, incoraggiare l'empatia e la comprensione reciproca, e sostenere iniziative che favoriscano l'inclusione e la solidarietà. È altresì importante riconoscere e celebrare gli esempi di buone pratiche e di persone che si impegnano per un cambiamento positivo.

In conclusione, la società ha bisogno di ritrovare i valori perduti e di superare l'incattivimento che la caratterizza. Solo attraverso un impegno collettivo e individuale possiamo sperare di costruire un futuro più giusto e armonioso per tutti.

L'autore di questo post, si è riservato il diritto di restare in anonimato, quindi non verrà rivelata l'identità e la fonte.

Autore: Anonimo

Licenza: pubblicato e concesso su richiesta dell'autore

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Post originale 28 set 2024


mercoledì 25 febbraio 2026

Riscrivere la storia? Combattiamo il revisionismo fascista

Il revisionismo storico in Italia è un fenomeno complesso e controverso che cerca di riscrivere o negare la storia del regime fascista. Alcuni gruppi e individui sostengono che il fascismo non fosse un regime oppressivo e violento, ma piuttosto una forza positiva per il paese. Questo tipo di revisionismo può essere visto come un tentativo di giustificare o minimizzare i crimini commessi dal regime fascista e di cancellare il contributo dei partigiani e degli antifascisti nella Resistenza.

Questo movimento revisionista ha radici profonde e spesso si manifesta attraverso iniziative politiche, culturali e educative. Ad esempio, ci sono stati tentativi di promuovere una "memoria condivisa" che mette sullo stesso piano fascisti e antifascisti, o che presenta i carnefici come vittime e i perseguitati come aggressori. Questo tipo di revisionismo è spesso sostenuto da gruppi di estrema destra e da alcune organizzazioni fasciste, che cercano di riabilitare il fascismo e di presentarlo come una forza legittima e positiva nella storia italiana.

È fondamentale ricordare i crimini commessi dal regime fascista durante il suo dominio in Italia e nei territori occupati. Tra questi crimini figurano:

Persecuzione degli oppositori politici: Durante il regime fascista, migliaia di oppositori politici furono arrestati, torturati e uccisi. Molti furono inviati al confino o nei campi di concentramento.

Leggi razziali: Nel 1938, il regime fascista promulgò le leggi razziali, che discriminavano pesantemente la popolazione ebraica e altre minoranze, limitando i loro diritti civili e sociali.

Occupazione e repressione in Africa: Durante la campagna coloniale in Africa, le truppe fasciste commisero numerosi crimini di guerra, tra cui massacri, deportazioni e l'uso di armi chimiche.

Guerra in Jugoslavia: Durante l'occupazione della Jugoslavia, le forze fasciste italiane si macchiarono di atrocità contro la popolazione locale, tra cui massacri, saccheggi e deportazioni in campi di concentramento.

Questi crimini rappresentano solo alcuni degli orrori perpetrati dal regime fascista. È fondamentale mantenere viva la memoria storica e opporsi a qualsiasi tentativo di revisionismo che possa minimizzare o giustificare tali atti.

Ricordare e riconoscere i crimini del passato è cruciale per costruire un futuro più giusto e umano. Solo attraverso la consapevolezza e l'azione possiamo sperare di prevenire nuove ingiustizie e promuovere una società che rispetti i diritti umani per tutti.

L'autore di questo post, si è riservato il diritto di restare in anonimato, quindi non verrà rivelata l'identità e la fonte.

Autore: Anonimo

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Post originale 10 febbraio 2025


martedì 10 febbraio 2026

Lojze Bratuž: la voce ribelle della cultura slovena


Lojze Bratuž, nato a Gorizia il 17 febbraio 1902 e morto nella stessa città il 16 febbraio 1937, è stato un compositore, organista e maestro di cappella sloveno. La sua vita è stata caratterizzata da una forte resistenza culturale contro l'italianizzazione forzata della regione in cui viveva.  

Bratuž crebbe in un contesto culturale ricco e complesso. Gorizia, che all'epoca faceva parte dell'Impero Austro-Ungarico, divenne italiana dopo la Prima Guerra Mondiale. Questi cambiamenti politici influenzarono profondamente la sua formazione musicale e la sua identità culturale.  

Lojze Bratuž insegnò canto nel villaggio di San Martino Quisca (Šmartno) nel Collio Goriziano e successivamente al Seminario Minore di Gorizia. Come compositore e organista, si dedicò alla promozione della musica tradizionale slovena attraverso le sue opere.  

La sua attività musicale divenne un simbolo di resistenza contro l'italianizzazione forzata dei territori balcanici da parte del regime fascista italiano. Nonostante le minacce e i divieti ricevuti dalle autorità italiane, continuò a insegnare canti tradizionali sloveni ai suoi allievi.

Nel 1929 fu arrestato con l'accusa di "attività anti-italiane" per aver continuato a promuovere la cultura slovena nonostante i divieti. Tuttavia, anche dopo il rilascio dalla prigione, perseverò nella sua attività sovversiva. Il culmine della violenza contro di lui avvenne nel 1937, quando fu brutalmente pestato da squadristi fascisti che lo costrinsero a bere olio di ricino miscelato ad olio per motori. Queste torture lo portarono alla morte dopo un mese di agonia.  

Pochi giorni prima della sua morte, gli allievi si radunarono sotto la finestra dell'Ospedale Centrale dove era ricoverato per cantare canzoni in lingua slovena come atto finale d'amore verso il loro maestro morente1. La storia di Lojze Bratuž rimane come testimonianza eroica del suo impegno nella difesa delle proprie radici culturali contro ogni forma d'oppressione politica.

Autore: Spartaco

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Post originale 10 febbraio 2025



domenica 30 novembre 2025

Il controllo dell'informazione nell'Italia Fascista


Il controllo dell'informazione in Italia durante il regime fascista rappresenta un capitolo oscuro nella storia della libertà di stampa e espressione. Il fascismo, guidato da Benito Mussolini, si è servito di vari strumenti per manipolare l'informazione e plasmare l'opinione pubblica a proprio favore.

Uno dei primi passi verso il controllo totale dell'informazione fu l'inserimento di giornalisti fedeli al regime all'interno delle redazioni, esercitando pressioni sulle direzioni affinché licenziassero coloro che mantenevano una libertà di giudizio non allineata con le direttive del regime. Questo processo di "fascistizzazione" della stampa culminò con la promulgazione delle "leggi fascistissime" nel 1926, che trasformarono il "Popolo d'Italia" nel giornale ufficiale del regime.

La censura si estese anche alla radio, con la creazione dell'Ente Italiano Audizioni Radiofoniche (EIAR), che aveva lo scopo di diffondere la propaganda fascista attraverso le onde radiofoniche. Inoltre, le cosiddette "veline fasciste" erano comunicati stampa che venivano inviati ai giornali con l'obbligo di pubblicazione. Queste note contenevano indicazioni precise su quali notizie pubblicare e come presentarle, esercitando così un controllo diretto sull'informazione che raggiungeva il pubblico.

Il regime fascista utilizzava la censura come uno strumento per limitare la libertà di espressione, controllando i mass media, la stampa e la radio. La soppressione della libertà di associazione e di religione faceva parte di questa strategia repressiva, che mirava a consolidare il potere del fascismo attraverso il controllo sistematico della comunicazione e della libertà di pensiero.

Questo periodo della storia italiana ci insegna l'importanza della libertà di informazione come pilastro fondamentale di una società democratica e aperta. La storia del controllo dell'informazione fascista in Italia è un monito a non dare mai per scontata la libertà di stampa e a difenderla come un diritto inalienabile di ogni individuo.

L'autore di questo post, si è riservato il diritto di restare in anonimato, quindi non verrà rivelata l'identità e la fonte.

Autore: Anonimo

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Post originale 22 aprile 2024


venerdì 28 novembre 2025

L’emergenza dell’analfabetismo funzionale in Italia


In Italia, il problema dell’analfabetismo funzionale è più grande di quanto si pensi. Secondo i dati dell’OCSE, tra il 28% e il 35% degli adulti fatica a capire e usare informazioni scritte nella vita di tutti i giorni. Non significa che non sappiano leggere e scrivere, ma che incontrano difficoltà quando devono interpretare testi un po’ più complessi o seguire ragionamenti articolati. E questo ha conseguenze concrete: meno autonomia, meno possibilità di partecipare attivamente alla vita sociale e lavorativa.

Questa difficoltà si vede ancora di più sui social, che ormai sono la fonte principale di informazione per tanti. Le fake news e la disinformazione si diffondono a macchia d’olio proprio perché chi ha problemi a valutare criticamente le fonti rischia di cascarci più facilmente. Il risultato? Un mare di confusione e divisioni, dove opinioni personali si mescolano ai fatti e le discussioni degenerano in litigi senza senso.

I social dovrebbero servire per dialogare e confrontarsi, ma spesso finiscono per premiare i contenuti più emotivi e superficiali, quelli che generano reazioni rapide e si diffondono senza che nessuno si preoccupi troppo di verificarli. E così si crea un circolo vizioso: ognuno cerca solo conferme alle proprie idee, si chiude in bolle di informazioni e finisce per rinforzare convinzioni sbagliate.

Questo ha un impatto enorme sulla democrazia. Senza un confronto serio e basato sui fatti, diventa difficile prendere decisioni consapevoli e costruire un dibattito pubblico sano. La conseguenza? Una società sempre più polarizzata e meno aperta al dialogo.

Per cambiare le cose bisogna agire su più fronti. La scuola deve rinnovarsi e aiutare i ragazzi a sviluppare capacità di lettura, comprensione e pensiero critico fin da piccoli. Ma serve anche un cambio di mentalità nell’uso dei social: saper distinguere le informazioni affidabili, ridurre le notifiche inutili e dare più spazio alle relazioni reali invece di quelle virtuali.

Insomma, l’analfabetismo funzionale non riguarda solo l’istruzione: è una questione sociale e culturale che tocca tutti noi e la qualità della nostra democrazia. Con l’esplosione delle fake news e il ruolo dominante dei social, è più urgente che mai trovare soluzioni concrete.

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Autore: Anonimo

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Post originale 10 giugno 2025


venerdì 10 ottobre 2025

La crisi dei valori nella società moderna

In un mondo in rapida evoluzione, dove la tecnologia e la globalizzazione hanno cambiato il nostro modo di vivere, lavorare e interagire, stiamo assistendo a un fenomeno preoccupante: la perdita di valori fondamentali e l'inasprimento dei toni nella società. Questo cambiamento ci spinge a riflettere profondamente sulle cause e sulle possibili soluzioni per ristabilire un senso di comunità e rispetto reciproco.

La perdita di valori può essere attribuita a diversi fattori, tra cui l'individualismo crescente, la pressione economica, la disuguaglianza sociale e la mancanza di modelli positivi. L'individualismo, in particolare, ha portato molte persone a focalizzarsi sui propri interessi a scapito del bene comune, minando così il tessuto sociale che unisce le comunità.

L'incattivimento della società si manifesta in vari modi, come l'aumento dell'aggressività nei discorsi pubblici, l'intolleranza verso opinioni diverse e la diffusione di fake news. Questi comportamenti creano divisioni e ostacolano il dialogo costruttivo, essenziale per affrontare le sfide comuni.

Per contrastare questa tendenza, è fondamentale promuovere l'educazione ai valori, incoraggiare l'empatia e la comprensione reciproca, e sostenere iniziative che favoriscano l'inclusione e la solidarietà. È altresì importante riconoscere e celebrare gli esempi di buone pratiche e di persone che si impegnano per un cambiamento positivo.

In conclusione, la società ha bisogno di ritrovare i valori perduti e di superare l'incattivimento che la caratterizza. Solo attraverso un impegno collettivo e individuale possiamo sperare di costruire un futuro più giusto e armonioso per tutti.

L'autore di questo post, si è riservato il diritto di restare in anonimato, quindi non verrà rivelata l'identità e la fonte.

Autore: Anonimo

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Post originale 28 set 2024


Classismo: un problema sociale che va affrontato

Il classismo è la discriminazione basata sulla classe sociale di appartenenza, ovvero sul livello di reddito, di istruzione, di cultura e di prestigio che una persona o un gruppo ha nella società. Il classismo si manifesta in vari modi, sia espliciti che impliciti, e ha effetti negativi sia sul piano individuale che collettivo.

Un esempio di classismo esplicito è il pregiudizio verso le persone povere, considerate inferiori, ignoranti, pigre o disoneste. Questo pregiudizio si traduce spesso in atti di violenza, umiliazione, esclusione o stigmatizzazione sociale. Le persone povere sono anche discriminate nell'accesso ai servizi pubblici, come la sanità, l'istruzione, la giustizia o il trasporto, e hanno minori opportunità di partecipare alla vita politica e culturale del paese.

Un esempio di classismo implicito è il privilegio di cui godono le persone ricche, considerate superiori, intelligenti, meritevoli o oneste. Questo privilegio si manifesta spesso in forme di favoritismo, nepotismo, corruzione o evasione fiscale. Le persone ricche hanno anche maggiori vantaggi nell'accesso ai servizi pubblici, come la sanità, l'istruzione, la giustizia o il trasporto, e hanno maggiori possibilità di influenzare la vita politica e culturale del paese.

Il classismo nella vita di tutti i giorni si riflette anche nel linguaggio, nei modi di vestire, nei gusti, nelle abitudini e nelle relazioni sociali. Spesso si tende a giudicare le persone in base alla loro apparenza, al loro accento, alla loro provenienza o al loro stile di vita. Si creano così delle barriere invisibili tra le diverse classi sociali, che impediscono il dialogo, la comprensione e la solidarietà.

In Italia, questo fenomeno è molto diffuso, infatti c'è una forte disuguaglianza economica e sociale tra le regioni e tra le aree urbane e rurali. 

Il classismo è un problema grave che va affrontato con urgenza e responsabilità, infatti mina la coesione sociale, la democrazia, lo sviluppo e i diritti umani. Per combattere il classismo è necessario promuovere una cultura dell'uguaglianza, della diversità e dell'inclusione. È necessario anche garantire una distribuzione equa delle risorse e delle opportunità.


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Post originale 29 febbraio 2024


giovedì 24 luglio 2025

Il viaggio di Che Guevara a Gaza


La visita di Che Guevara a Gaza nel 1959 rappresenta un momento significativo nella storia della solidarietà internazionale con il popolo palestinese. Guevara, noto per il suo impegno rivoluzionario e anti-imperialista, arrivò a Gaza il 18 giugno 1959, durante un tour di tre mesi in 14 paesi, su invito di Gamal Abdel Nasser, leader egiziano e figura di spicco del panarabismo.

Durante la sua visita, Guevara indossava le sue caratteristiche uniformi militari scure e fu accolto calorosamente nei campi profughi palestinesi, dove i rifugiati lo salutarono con canti rivoluzionari cubani. Questo evento non solo dimostrò la solidarietà di Guevara con la lotta palestinese, ma segnò anche l'inizio della trasformazione del conflitto sionista in Palestina in una lotta globale contro il colonialismo, ispirando movimenti di liberazione in tutto il mondo.

La presenza di Guevara a Gaza è stata un simbolo potente che ha rafforzato il legame tra le lotte di liberazione in America Latina e quelle nel Medio Oriente. La sua visita ha evidenziato la resistenza palestinese come parte di una lotta più ampia per l'autodeterminazione e la giustizia sociale, unendo diversi movimenti in un fronte comune contro l'oppressione.

Il viaggio di Guevara a Gaza è stato un chiaro messaggio di sostegno e fratellanza, che ha lasciato un'impronta indelebile nella memoria collettiva dei palestinesi e di tutti coloro che si battono per la libertà e l'uguaglianza. La sua figura continua a ispirare le generazioni future nella loro ricerca di un mondo più giusto e equo.

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Autore: Anonimo

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Post originale 30 aprile 2024


mercoledì 9 ottobre 2024

Il viaggio di Che Guevara a Gaza


La visita di Che Guevara a Gaza nel 1959 rappresenta un momento significativo nella storia della solidarietà internazionale con il popolo palestinese. Guevara, noto per il suo impegno rivoluzionario e anti-imperialista, arrivò a Gaza il 18 giugno 1959, durante un tour di tre mesi in 14 paesi, su invito di Gamal Abdel Nasser, leader egiziano e figura di spicco del panarabismo.

Durante la sua visita, Guevara indossava le sue caratteristiche uniformi militari scure e fu accolto calorosamente nei campi profughi palestinesi, dove i rifugiati lo salutarono con canti rivoluzionari cubani. Questo evento non solo dimostrò la solidarietà di Guevara con la lotta palestinese, ma segnò anche l'inizio della trasformazione del conflitto sionista in Palestina in una lotta globale contro il colonialismo, ispirando movimenti di liberazione in tutto il mondo.

La presenza di Guevara a Gaza è stata un simbolo potente che ha rafforzato il legame tra le lotte di liberazione in America Latina e quelle nel Medio Oriente. La sua visita ha evidenziato la resistenza palestinese come parte di una lotta più ampia per l'autodeterminazione e la giustizia sociale, unendo diversi movimenti in un fronte comune contro l'oppressione.

Il viaggio di Guevara a Gaza è stato un chiaro messaggio di sostegno e fratellanza, che ha lasciato un'impronta indelebile nella memoria collettiva dei palestinesi e di tutti coloro che si battono per la libertà e l'uguaglianza. La sua figura continua a ispirare le generazioni future nella loro ricerca di un mondo più giusto e equo.

L'autore di questo post, si è riservato il diritto di restare in anonimato, quindi non verrà rivelata l'identità e la fonte.

Autore: Anonimo

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Post originale 30 aprile 2024


mercoledì 20 novembre 2019

Le licenze Creative Commons


Molte volte girando tra i vari siti, ho notato l'inserimento di una licenza Creative Commons. Troppi inseriscono questo tipo di licenza per moda e non capendo cosa vuol dire rilasciare contenuti in Creative Commons.

Vi lascio alcuni link utili a riguardo:

Introduzione al copyleft

A proposito delle Licenze - Creative Commons

Inoltre v'invito a leggere questo post dove ho trovato il prossimo video.





Crediti:
Creative Commons Kiwi By Creative Commons Aotearoa New Zealand with support from InternetNZ.
Licenze Creative Commons CC BY 3.0
http://creativecommons.org/videos/cre...

Traduzione: Airleas M.Vaglio
Voce Narrante: E.Buzzo
Musica di Adriano Bonforti
"Souvenir de printemps"
CC BY - NC - SA 4.0


Fonte: Patamu

Video credit PatamuCom caricato su YouTube - licenza: Creative Commons

Post originale 8 GENNAIO 2016


sabato 15 settembre 2018

Le licenze Creative Commons


Molte volte girando tra i vari siti, ho notato l'inserimento di una licenza Creative Commons. Troppi inseriscono questo tipo di licenza per moda e non capendo cosa vuol dire rilasciare contenuti in Creative Commons.

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Introduzione al copyleft

A proposito delle Licenze - Creative Commons

Inoltre v'invito a leggere questo post dove ho trovato il prossimo video.





Crediti:
Creative Commons Kiwi By Creative Commons Aotearoa New Zealand with support from InternetNZ.
Licenze Creative Commons CC BY 3.0
http://creativecommons.org/videos/cre...

Traduzione: Airleas M.Vaglio
Voce Narrante: E.Buzzo
Musica di Adriano Bonforti
"Souvenir de printemps"
CC BY - NC - SA 4.0


Fonte: Patamu

Video credit PatamuCom caricato su YouTube - licenza: Creative Commons

Post originale 8 GENNAIO 2016


mercoledì 6 settembre 2017

Le licenze Creative Commons


Molte volte girando tra i vari siti, ho notato l'inserimento di una licenza Creative Commons. Troppi inseriscono questo tipo di licenza per moda e non capendo cosa vuol dire rilasciare contenuti in Creative Commons.

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A proposito delle Licenze - Creative Commons

Inoltre v'invito a leggere questo post dove ho trovato il prossimo video.





Crediti:
Creative Commons Kiwi By Creative Commons Aotearoa New Zealand with support from InternetNZ.
Licenze Creative Commons CC BY 3.0
http://creativecommons.org/videos/cre...

Traduzione: Airleas M.Vaglio
Voce Narrante: E.Buzzo
Musica di Adriano Bonforti
"Souvenir de printemps"
CC BY - NC - SA 4.0


Fonte: Patamu

Video credit PatamuCom caricato su YouTube - licenza: Creative Commons

Post originale 8 GENNAIO 2016


martedì 18 aprile 2017

Siamo uomini o caporali?


"L'umanità io l'ho divisa in due categorie di persone: uomini e caporali. La categoria degli uomini è la maggioranza, quella dei caporali per fortuna è la minoranza. Gli uomini sono quegli esseri costretti a lavorare tutta la vita come bestie, senza vedere mai un raggio di sole, senza la minima soddisfazione, sempre nell'ombra grigia di un'esistenza grama. I caporali sono appunto coloro che sfruttano, che tiranneggiano, che maltrattano, che umiliano. Questi esseri invasati dalla loro bramosia di guadagno li troviamo sempre a galla, sempre al posto di comando, spesso senza avere l'autorità, l'abilità o l'intelligenza, ma con la sola bravura delle loro facce toste, della loro prepotenza, pronti a vessare il povero uomo qualunque."

Totò (Antonio De Curtis)

Tratto dal film Siamo uomini o caporali?

Post originale 16 GIUGNO 2016


venerdì 7 aprile 2017

La pace contro la guerra






"Se i popoli della terra, coralmente, potessero esprimersi, al di sopra di ogni differenza ideologica, politica, di ogni razza, al di sopra di ogni credo, e di ogni differenza di credo religioso, tutti i popoli della terra si pronuncerebbero per la pace contro la guerra."


Sandro Pertini

Tratto da | Messaggio di fine anno agli Italiani del 1979

Post originale pubblicato il 20 aprile 2014

venerdì 17 febbraio 2017

Verrà un giorno...


"Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo... l'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo."

Giordano Bruno

Post originale pubblicato il 19 febbraio 2013


domenica 5 febbraio 2017

Mantieni i tuoi pensieri...

Mantieni i tuoi pensieri positivi
Perché i tuoi pensieri diventano parole
Mantieni le tue parole positive
Perché le tue parole diventano i tuoi comportamenti
Mantieni i tuoi comportamenti positivi
Perché i tuoi comportamenti diventano le tue abitudini
Mantieni le tue abitudini positive
Perché le tue abitudini diventano i tuoi valori
Mantieni i tuoi valori positivi
Perché i tuoi valori diventano il tuo destino.
 
Mahatma Gandhi

Post originale pubblicato il 30 gennaio 2013


venerdì 6 gennaio 2017

La bellezza



"Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore."

Peppino Impastato
Post originale pubblicato il 10 luglio 2013

lunedì 2 gennaio 2017

Quali sono i vantaggi di licenziare in Creative Commons?


Simone Aliprandi ci spiega in pochi secondi quali sono i vantaggi per gli autori che scelgono di licenziare le proprie opere con le Creative Commons.

Un video a cura di CTRL, realizzato nell'ottobre 2015.

 

Video credit Simone Aliprandi caricato su YouTube - licenza: Creative Commons

Post originale 4 APRILE 2016


mercoledì 7 dicembre 2016

Le licenze Creative Commons


Molte volte girando tra i vari siti, ho notato l'inserimento di una licenza Creative Commons. Troppi inseriscono questo tipo di licenza per moda e non capendo cosa vuol dire rilasciare contenuti in Creative Commons.

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A proposito delle Licenze - Creative Commons

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Crediti:
Creative Commons Kiwi By Creative Commons Aotearoa New Zealand with support from InternetNZ.
Licenze Creative Commons CC BY 3.0
http://creativecommons.org/videos/cre...

Traduzione: Airleas M.Vaglio
Voce Narrante: E.Buzzo
Musica di Adriano Bonforti
"Souvenir de printemps"
CC BY - NC - SA 4.0


Fonte: Patamu

Video credit PatamuCom caricato su YouTube - licenza: Creative Commons

Post originale 8 GENNAIO 2016