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giovedì 5 settembre 2013
Incipit del giorno
Assai spesso, nella mia vita, ho provato la strana impressione che il mio essere si sdoppiasse, che altri esseri vivessero o avessero vissuto in lui, in altri tempi o in altri luoghi.
Tratto da | Il vagabondo delle stelle di Jack London (fonte: Wikiquote)
mercoledì 14 agosto 2013
Incipit del giorno
Cominciamo con la visione di me il colletto tirato su e legato con un fazzoletto per tenerlo stretto e a posto, mentre sto camminamdo faticosamente tra i desolati, scuri magazzini del sempre amabile porto di San Pedro, le raffinerie di petrolio che odorano nella umida e nebbiosa notte di Natale del 1951 proprio come gomma bruciata e i misteri ravvicinati della Sea Hag Pacific dove, mentre cammino, si può vedere prorio alla mia sinistra la superficie oleosa delle acque della vecchia baia che avanzano fino ad abbracciare i pilastri schiumosi che si ergono sopra le piatte, immobili acque dove ci sono le luci che ululano nella marea che sale oltre alle luci di navi e poppe di imbarcazioni che si muovono avvicinandosi e allontanandosi da questa ultima striscia di terra americana.
Tratto da | Viaggiatore solitario di Jack Kerouac (fonte: Wikiquote)
giovedì 18 luglio 2013
Incipit del giorno
Una folla d'uomini barbuti, dagli abiti scuri e dai grigi cappelloni a punta, e di donne in cappuccio o a testa nuda, stava raccolta davanti a un edificio di legno, la cui porta di quercia massiccia era guarnita con bulloni di ferro.
I fondatori d'una colonia, qualunque Utopia di virtù e felicità umana possano aver divisato in origine, hanno sempre riconosciuto tra le prime necessità pratiche quella di destinare una parte del suolo vergine a cimitero, ed un'altra a prigione. Secondo tal norma, possiamo ritenere con fondamento che i progenitori di Boston avessero costruito a tempo opportuno la prima prigione nelle vicinanze di Cornhill, press'a poco quando tracciarono il primo luogo di sepoltura sul terreno di Isaac Johnson e intorno alla sua fossa, che in seguito divenne il centro di tutti gli avelli raccolti nel vecchio camposanto di King's Chapel.
Tratto da | La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne (fonte: Wikiquote)
martedì 2 luglio 2013
Incipit del giorno
Un edificio grigio e pesante di soli trentaquattro piani. Sopra l'entrata principale le parole: "Centro di incubazione e di condizionamento di Londra Centrale" e in uno stemma il motto dello Stato Mondiale: "Comunità, Identità, Stabilità".
L'enorme stanza al pianterreno era volta verso il nord. Fredda, nonostante l'estate che sfolgorava al di là dei vetri, nonostante il caldo tropicale della stanza stessa; una luce fredda e sottile entrava dalle finestre, cercando avidamente qualche manichino drappeggiato, qualche pallida forma di mummia accademica, ma trovando solamente il vetro, le nichelature e lo squallido splendore di porcellana di un laboratorio.
Tratto da | Il mondo nuovo di Aldous Huxley (fonte: Wikiquote)
venerdì 14 giugno 2013
Incipit del giorno
Era una fresca limpida giornata d'aprile e gli orologi segnavano l'una.
Winston Smith, col mento sprofondato nel bavero del cappotto per non
esporlo al rigore del vento, scivolò lento fra i battenti di vetro
dell'ingresso agli Appartamenti della Vittoria, ma non tanto lesto da
impedire che una folata di polvere e sabbia entrasse con lui.
L'ingresso rimandava odore di cavoli bolliti e di vecchi tappeti sfilacciati. Nel fondo, un cartellone a colori, troppo grande per essere affisso all'interno, era stato inchiodato al muro. Rappresentava una faccia enorme, più larga d'un metro: la faccia d'un uomo di circa quarantacinque anni, con grossi baffi neri e lineamenti rudi ma non sgradevoli. Winston 'avviò per le scale. Era inutile tentare l'ascensore. Anche nei giorni buoni funzionava di rado, e nelle ore diurne la corrente elettrica era interrotta. Faceva parte del progetto economico preparazione della Settimana dell'Odio. L'appartamento era al settimo piano, e Winston, che aveva i suoi trentanove anni e un'ulcera varicosa sulla caviglia destra, saliva lentamente, fermandosi ogni tanto per riposare.
Tratto da | 1984 di George Orwell (fonte: Wikiquote)
L'ingresso rimandava odore di cavoli bolliti e di vecchi tappeti sfilacciati. Nel fondo, un cartellone a colori, troppo grande per essere affisso all'interno, era stato inchiodato al muro. Rappresentava una faccia enorme, più larga d'un metro: la faccia d'un uomo di circa quarantacinque anni, con grossi baffi neri e lineamenti rudi ma non sgradevoli. Winston 'avviò per le scale. Era inutile tentare l'ascensore. Anche nei giorni buoni funzionava di rado, e nelle ore diurne la corrente elettrica era interrotta. Faceva parte del progetto economico preparazione della Settimana dell'Odio. L'appartamento era al settimo piano, e Winston, che aveva i suoi trentanove anni e un'ulcera varicosa sulla caviglia destra, saliva lentamente, fermandosi ogni tanto per riposare.
Tratto da | 1984 di George Orwell (fonte: Wikiquote)
martedì 14 maggio 2013
Incipit del giorno
Ci sono alcuni avvenimenti che siamo soliti chiamare «mentali». Fra questi possiamo considerare tipici il credere e il desiderare. L'esatta definizione della parola «mentale» emergerà, spero, man mano che si andrà avanti con le lezioni; per il momento, io intenderò con essa tutti quegli avvenimenti che verrebbero chiamati mentali nel linguaggio comune. In queste lezioni desidero analizzare il più a fondo possibile quel che veramente succede quando, per esempio, crediamo o desideriamo.
Tratto da | L'analisi della mente di Bertrand Russell (fonte: Wikiquote)
domenica 14 aprile 2013
Incipit del giorno
Strada di campagna, con albero.
È sera.
Estragone, seduto per terra, sta cercando di togliersi una scarpa. Vi si accanisce con ambo le mani, sbuffando. Si ferma stremato, riprende fiato, ricomincia daccapo.
Entra Vladimiro.
Estragone. (dandosi per vinto). Niente da fare.
Vladimiro (avvicinandosi a passettini rigidi e gambe divaricate.) Comincio a crederlo anch'io.
Tratto da | Aspettando Godot di Samuel Beckett (fonte: Wikiquote)
domenica 7 aprile 2013
Incipit del giorno
Sul finire dell'estate di quell'anno eravamo in una casa in un villaggio che di là del fiume e della pianura guardava le montagne. Nel letto del fiume c'erano sassi e ciottoli, asciutti e bianchi sotto il sole, e l'acqua era limpida e guizzante e azzurra nei canali. Davanti alla casa passavano truppe e scendevano lungo la strada e la polvere che sollevavano copriva le foglie degli alberi. Anche i tronchi degli alberi erano polverosi e le foglie caddero presto quell'anno e si vedevano le truppe marciare lungo la strada e la polvere che si sollevava e le foglie che, mosse dal vento, cadevano e i soldati che marciavano e poi la strada nuda e bianca se non per le foglie.
Tratto da | Addio alle armi di Ernest Hemingway (fonte: Wikiquote)
venerdì 15 marzo 2013
Incipit del giorno
Che qualcuna delle ultime poesie sia convincente, non toglie importanza al fatto che le compongo con sempre maggiore indifferenza e riluttanza. Nemmeno importa molto che la gioia inventiva mi riesca qualche volta oltremodo acuta. Le due cose, messe insieme, si spiegano con l'acquisita disinvoltura metrica, che toglie il gusto di scavare da un materiale informe, e insieme interessi miei di vita pratica che aggiungono un'esaltazione passionale alla meditazione su certune poesie.
(6 ottobre 1935)
Tratto da | Il mestiere di vivere di Cesare Pavese (fonte: Wikiquote)
sabato 9 marzo 2013
Incipit del giorno
Era una notte meravigliosa, una notte come forse ce ne possono essere soltanto quando siamo giovani, amabile lettore. Il cielo era così pieno di stelle, così luminoso che, gettandovi uno sguardo, senza volerlo si era costretti a domandare a se stessi: è mai possibile che sotto un cielo simile possa vivere ogni sorta di gente collerica e capricciosa? Anche questa è una domanda da giovani, amabile lettore, molto da giovani, ma voglia il Signore mandarvela il più sovente possibile nell'anima! ... Parlando d'ogni sorta di signori capricciosi e collerici, non ho potuto fare a meno di rammentare anche la mia saggia condotta in tutta quella giornata.
Tratto da | Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij (fonte: Wikiquote)
lunedì 25 febbraio 2013
Incipit del giorno
Il passante che in quella grigia mattina del marzo 1897 avesse attraversato a proprio rischio e pericolo place Maubert, o la Maub, come la chiamavano i malviventi (già centro di vita universitaria nel Medioevo, quando accoglieva la folla degli studenti che frequentavano la Facoltà delle Arti nel Vicus Stramineus o rue du Fouarre, e più tardi luogo dell'esecuzione capitale di apostoli del libero pensiero come Étienne Dolet), si sarebbe trovato in uno dei pochi luoghi di Parigi risparmiato dagli sventramenti del barone Haussmann, tra un groviglio di vicoli maleodoranti, tagliati in due settori dal corso della Bièvre, che laggiù ancora fuoriusciva da quelle viscere della metropoli dove da tempo era stata confinata, per gettarsi febbricitante, rantolante e verminosa nella vicinissima Senna. Da place Maubert, ormai sfregiata dal boulevard Saint-Germain, si dipartiva ancora una ragnatela di straducole come rue Maître-Albert, rue Saint-Séverin, rue Galande, rue de la Bûcherie, rue Saint-Julien-le-Pauvre, sino a rue de la Huchette, disseminate di sordidi hotel tenuti in genere da alvergnati, albergatori dalla leggendaria cupidigia, che domandavano un franco per la prima notte e quaranta centesimi per le seguenti (più venti soldi se si voleva anche un lenzuolo).
Tratto da | Il cimitero di Praga di Umberto Eco (fonte: Wikiquote)
martedì 5 febbraio 2013
Incipit del giorno
Fintanto che godono buona salute e hanno di che nutrirsi sufficientemente, gli animali sono felici. Gli esseri umani dovrebbero esserlo, parrebbe, ma nel mondo odierno non lo sono, per lo meno nella grande maggioranza dei casi. Se siete infelice, probabilmente siete preparato ad ammettere di non rappresentare per questo una eccezione. Se siete felice, chiedetevi quanti dei vostri amici lo sono. E quando avete passato in rassegna gli amici, imparate l'arte di leggere sui visi della gente; cercate di penetrare nello stato d'animo di coloro che incontrate durante il giorno.
Tratto da | La conquista della felicità di Bertrand Russell (fonte: Wikiquote)
lunedì 28 gennaio 2013
Incipit del giorno
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
Tratto da | Se questo è un uomo di Primo Levi (fonte: Wikiquote)
lunedì 14 gennaio 2013
Incipit del giorno
Tratto da | La sentinella di Arthur Charles Clarke (fonte: Wikiquote)
mercoledì 9 gennaio 2013
Incipit del giorno
«Il mondo è una mia rappresentazione»: ecco una verità valida per ogni essere vivente e pensante, benché l'uomo soltanto possa averne coscienza astratta e riflessa. E quando l'uomo abbia di fatto tale coscienza, lo spirito filosofico è entrato in lui. Allora, egli sa con certezza di non conoscere né il sole né la terra, ma soltanto un occhio che vede un sole, e una mano che sente il contatto d'una terra; egli sa che il mondo circostante non esiste se non come rappresentazione, cioè sempre e soltanto in relazione con un altro essere, con il percipiente, con lui medesimo.
Tratto da | Il mondo come volontà e rappresentazione di Arthur Schopenhauer (fonte: Wikiquote)
domenica 23 dicembre 2012
Incipit del giorno
Così diceva, nel luglio 1805, Anna Pavlona Schérer, damigella d'onore e persona molto vicina all'Imperatrice Maria Feodorovna, andando incontro a un personaggio molto grave, oppresso di titoli, il principe Vassili, giunto per primo al suo ricevimento.
Tratto da | Guerra e pace di Lev Tolstoj (fonte: Wikiquote)
lunedì 26 novembre 2012
Incipit del giorno
Epicuro a Pitocle salute. Cleone mi portò la tua lettera nella ti mostravi molto affettuoso nei nostri confronti e ben degno della sollecitudine che abbiamo per te, e sinceramente ti sforzavi di ricordare quei ragionamenti che conducono a vita felice. Mi chiedevi poi di mandarti un trattatello, breve e riassuntivo, sui fenomeni celesti, per poterlo tener meglio a memoria. Gli altri miei scritti, infatti, sono difficili a ricordarsi, sebbene, come dici, tu li abbia continuamente alle mani. Noi ben volentieri abbiamo approvato questa tua richiesta, e l'abbiamo accolta con buone speranze. Per cui, dopo aver composto tutte le altre opere, vogliamo portare a termine anche questa trattazione che tu stimi potrà riuscire utile anche a molti altri, e soprattutto a coloro che da poco hanno gustato della verace scienza della natura, e a coloro che sono impediti dalle faticose occupazioni della vita quotidiana. Accogli dunque di buon grado questo mio scritto, e tenendotelo bene a memoria richiamalo spesso alla mente, insieme alle altre cose della piccola epitome che abbiamo mandato a Erodoto.
Tratto da | Lettera a Pitocle di Epicuro (fonte: Wikiquote)
giovedì 8 novembre 2012
Incipit del giorno
Diario di Jonathan Harker
3 maggio, Bistrita. Ho lasciato Monaco il 1 maggio, alle 8.35 di sera, raggiungendo Vienna il giorno dopo, di prima mattina. Saremmo dovuti arrivare alle 6.46, ma il treno aveva un'ora di ritardo. Budapest mi sembra un luogo meraviglioso, almeno da quanto ho potuto vedere dal treno, e per quel poco che ho passeggiato per le strade. Non mi sono avventurato troppo lontano dalla stazione, poiché eravamo arrivati in ritardo e quindi il treno sarebbe ripartito appena possibile. Ne ho ricevuto l'impressione che ormai stessimo lasciando l'Occidente per entrare in Oriente. Il più occidentale tra gli splendidi porti sul Danubio, che qui è di nobile ampiezza e profondità, ci ha riportati alle tradizioni della dominazione turca.
Tratto da | Dracula di Bram Stoker (fonte: Wikiquote)
domenica 28 ottobre 2012
Incipit del giorno
Tratto da | Cell di Stephen King (fonte: Wikiquote)
mercoledì 10 ottobre 2012
Incipit del giorno
Voi non potete sapere niente di me, senza che avete letto un libro chiamato Le avventure di Tom Sawyer, ma non importa molto. Quel libro è stato fatto dal signor Mark Twain, che di solito ha detto la verità, o quasi. Qualche volta ha esagerato un poco, ma in genere ha detto il vero. È già qualcosa. Io non ho mai conosciuto nessuno che, in vita sua, non ha mai contato storie, se non è zia Polly, o la vedova, o forse Mary. Zia Polly è la zia Polly di Tom e di Mary; e della vedova Douglas se ne parla in quel libro, che è quasi vero. Con qualche ricamo, s'intende.
Tratto da | Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain (fonte: Wikiquote)
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