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sabato 4 aprile 2026

Ritmi retrò (viaggio nella musica): La donna cannone di Francesco De Gregori



Angolo curato e gestito da Mary B.

Pubblicata nel 1983, La donna cannone è una di quelle canzoni che sembrano esistere da sempre, come se fossero entrate nel nostro immaginario collettivo ancora prima di essere scritte. E invece nasce da qualcosa di molto concreto: un piccolo trafiletto di giornale, una storia di circo e di fuga per amore.

De Gregori legge quell’articolo “la donna cannone molla tutti e se ne va” e qualcosa scatta. Una donna, protagonista di un numero circense, decide di scappare con l’uomo che ama, sfidando le regole ferree del circo che non permettono relazioni tra artisti. Una scelta che manda in crisi l’intero spettacolo, ma che restituisce dignità a chi, fino a quel momento, era stata trattata come un fenomeno da baraccone. 

Il cuore del brano sta proprio qui: nel desiderio di riscatto, nella ricerca di un amore che non giudica, nella voglia di liberarsi da uno sguardo che ferisce. È una canzone che parla di coraggio, di diversità, di quella forza silenziosa che spinge a cambiare vita anche quando tutto sembra remare contro. Non è solo una fuga romantica: è un atto di autodeterminazione.

Nel tempo, attorno al brano sono nate diverse leggende. Una delle più diffuse sosteneva che fosse stato scritto per Mia Martini, ma De Gregori lo ha smentito chiaramente. La verità è molto più semplice e, forse proprio per questo, più potente: tutto parte da un fatto di cronaca, poi trasformato in poesia.

Un’altra curiosità riguarda la musica: la melodia nasce da una sequenza di note al pianoforte che tormentava De Gregori da settimane, quei “grappoli di note a cascata” che lui stesso descriveva così. Una piccola ossessione che ha trovato finalmente la sua forma grazie a quella storia letta per caso.

Negli anni, La donna cannone è stata reinterpretata da moltissimi artisti e nel 2014 De Gregori l’ha riarrangiata per l’album Vivavoce, riportandola al centro dell’attenzione di una nuova generazione di ascoltatori.

A distanza di decenni, resta una delle canzoni più amate della musica italiana: un inno alla libertà, alla fragilità che diventa forza, alla possibilità di “volare via” senza ali e senza rete.

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Immagine generata con intelligenza artificiale


6 commenti:

  1. Un grande della Musica italiana. Auguri è serena Santa Pasqua è Pasquetta.

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  2. Bel brano. Grazie della visita al mio blog. Ricambio auguri per una Pasqua serena fatta di momenti semplici ma veri.

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  3. Capolavoro,il primo disco,quello con la copertina blu l'ho consumato.
    Ciao e buone feste

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