Tratto dal brano Fiume Sand Creek di Fabrizio De André
venerdì 29 novembre 2024
Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura...
29 novembre 1864 - Massacro di Sand Creek: volontari del Colorado, guidati dal colonnello John Chivington, massacrano almeno 150 Cheyenne e Arapaho inermi a Sand Creek
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Il massacro di Sand Creek (chiamato anche massacro di Chivington o battaglia di Sand Creek) si verificò il 29 novembre 1864, nell'ambito dei più vasti eventi della guerra del Colorado e delle guerre indiane negli Stati Uniti d'America.
Un accampamento di circa 600 nativi americani membri delle tribù Cheyenne meridionali e Arapaho, situato in un'ansa del fiume Big Sandy Creek (oggi nella Contea di Kiowa nella parte orientale dello Stato del Colorado), fu attaccato da 700 soldati della milizia statale comandati dal colonnello John Chivington, a dispetto dei vari trattati di pace firmati dai capi tribù locali con il governo statunitense. Visto lo scarso numero di guerrieri armati e capaci di difendersi presenti nel campo, l'attacco dei soldati si tradusse in un massacro indiscriminato di donne e bambini, con un numero di morti tra i nativi stimato tra 125 e 175 (oltre ad altri 24 morti e 52 feriti tra gli stessi militari attaccanti). Come riferito da molti testimoni oculari, i corpi dei nativi uccisi furono scalpati e in molti casi ripetutamente mutilati da parte dei soldati[1][2][3][4].
Inizialmente dipinti come una "vittoriosa battaglia" contro nativi ribelli, i fatti di Sand Creek furono poi oggetto di varie investigazioni da parte dell'Esercito statunitense e del Congresso, le quali espressero un severo giudizio sull'operato di Chivington e dei suoi uomini; a dispetto di ciò, tuttavia, nessuna misura punitiva fu presa nei confronti di alcuno dei partecipanti al massacro. I fatti di Sand Creek provocarono attacchi di rappresaglia da parte dei nativi contro gli insediamenti dei coloni europei, nonché un esodo di massa delle tribù native dal Colorado orientale.
Episodio controverso della storia del Colorado e delle guerre contro i nativi dell'America del Nord, il massacro di Sand Creek ispirò poi svariate opere della cultura di massa; l'area teatro dei fatti è oggi protetta dal National Park Service come Sand Creek Massacre National Historic Site.
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giovedì 28 novembre 2024
Il discorso tipico dello schiavo
Uno degli aspetti più micidiali dell'attuale cultura, è di far credere che sia l'unica cultura… invece è semplicemente la peggiore.
Beh gli esempi sono nel cuore di ognuno… per esempio il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni alla settimana è la cosa più pezzente che si possa immaginare.
Come si fa a rubare la vita agli esseri umani in cambio del cibo, del letto, della macchinetta…
Mentre fino ad ieri credevo che mi avessero fatto un piacere a darmi un lavoro, da oggi penso:
"Pensa questi bastardi che mi stanno rubando l'unica vita che ho, perché non ne avrò un'altra, c'ho solo questa… e loro mi fanno andare a lavorare 5 volte, 6 giorni alla settimana e mi lasciano un miserabile giorno… per fare cosa? come si fa in un giorno a costruire la vita?!"
Allora, intanto uno non deve mettere i fiorellini alla finestra della cella della quale è prigioniero perché sennò anche se un giorno la porta sarà aperta lui non vorrà uscire…
Deve sempre pensare, con una coscienza perfetta:
"Questi stanno rubandomi la vita, in cambio di due milioni e mezzo al mese, bene che vada, mentre io sono un capolavoro il cui valore è inenarrabile"
Non capisco perché un quadro di Van Gogh debba valere 77 miliardi e un essere umano due milioni e mezzo al mese, bene che vada.
Secondo me, poi, siccome c'è un parametro che, con le nuove tecnologie, i profitti sono aumentati almeno 100 volte… e allora il lavoro doveva diminuire almeno 10 volte! Invece no! L'orario di lavoro è rimasto intatto. Oggi so che che mi stanno rubando il bene più prezioso che mi è stato dato dalla Natura. Pensa alla cosa più bella che la Natura propone, che è quella di, mettiamo, di fare l'amore, no?!
Immagina che tu vivi in un sistema politico, economico e sociale dove le persone sono obbligate, con quello che le sorveglia, a fare l'amore otto ore al giorno… sarebbe una vera tortura… e quindi perché non dovrebbe essere la stessa cosa per il lavoro che non è certamente più gradevole di fare l'amore, no?! Per esempio il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni alla settimana... certo c'ho il mitra alla nuca… lo faccio, perché faccio il discorso: "Meglio leccare il pavimento o morire?"
"Meglio leccare il pavimento" ma quello che è orrendo in questa cultura è che "leccare il pavimento" è diventata addirittura una aspirazione, capisci?
Ma è mostruoso che il tipo debba andare a lavorare 8 ore al giorno e debba essere pure grato a chi gli fa leccare il pavimento, capisci?
Tutto ciò è "oggettivamente" mostruoso, ma laddove la coscienza produce coscienza, tutto ciò è "effettivamente" mostruoso…
"SI VABBE' MA ORMAI È IRREVERSIBILE LA SITUAZIONE"
Sì, tu fai giustamente un discorso in difesa di chi ti opprime, perché è il tipico dello schiavo, no?! Il vero schiavo… il vero schiavo difende il padrone, mica lo combatte. Perché lo schiavo non è tanto quello che ha la catena al piede quanto quello che non è più capace di immaginarsi la libertà.
Ma rispetto a quello che tu mi hai detto adesso: quando Galileo ha enunciato che era la Terra a girare intorno al Sole, ci sarà sicuramente stato qualcuno come te, che gli avrà detto:
"Eh sì! sono 22 secoli che tutti dicono che è il Sole che gira intorno, mò arrivi te a dire questa stronzata… e come farai a spiegarlo, a tutti gli esseri umani?" e lui: "Non è affar mio, signori…"
"Allora guarda, noi intanto ti caliamo in un pozzo e ti facciamo dire che non è vero, così tutto torna nell'ordine delle cose"… hai capito? Perché tutto l'Occidente vive in un'area di beneficio perché sta rubando 8/10 dei beni del resto del mondo. Quindi non è che noi stiamo vivendo in un regime politico capace di darci la televisione, la macchina,… no.
È un sistema politico che sa rubare 8/10 a 3/4 di Mondo e che dà un po' di benessere a 1/4 di Mondo, che siamo noi…
quindi, signori miei, o ci si sveglia… o si fa finta di dormire… o bisogna accorgersi che siete tutti morti…
Tratto da un’intervista di Silvano Agosti rilasciata a Fabio Volo
Il lavoratore
"I padroni non considerano il lavoratore un uomo, lo considerano una macchina, un automa. Ma il lavoratore non è un attrezzo qualsiasi, non si affitta, non si vende. Il lavoratore è un uomo, ha una sua personalità, un suo amor proprio, una sua idea, una sua opinione politica, una sua fede religiosa e vuole che questi suoi diritti vengano rispettati da tutti e in primo luogo dal padrone."
Giuseppe Di Vittorio
Una prigione per la tua mente
Morpheus: Immagino, che in questo momento ti sentirai un po' Alice che ruzzola nella tana del Bianconiglio... mh?
Neo: L'esempio calza.
Morpheus: Lo leggo nei tuoi occhi. Hai lo sguardo di un uomo che accetta quello che vede solo perché aspetta di risvegliarsi. E curiosamente non sei lontano dalla verità. Tu credi nel destino, Neo?
Neo: No.
Morpheus: Perché no?
Neo: Perché non mi piace l'idea di non poter gestire la mia vita.
Morpheus: Capisco perfettamente ciò che intendi. Adesso ti dico perché sei qui. Sei qui perché intuisci qualcosa che non riesci a spiegarti. Senti solo che c'è. È tutta la vita che hai la sensazione che ci sia qualcosa che non quadra, nel mondo. Non sai bene di che si tratta ma l'avverti. È un chiodo fisso nel cervello. Da diventarci matto. È questa sensazione che ti ha portato da me. Tu sai di cosa sto parlando.
Neo: Di Matrix.
Morpheus: Ti interessa sapere di che si tratta? Che cos'è? Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità.
Neo: Quale verità?
Morpheus: Che tu sei uno schiavo, Neo. Come tutti gli altri, sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore. Una prigione per la tua mente. Nessuno di noi è in grado, purtroppo, di descrivere Matrix agli altri. Dovrai scoprire con i tuoi occhi che cos'è.
Tratto dal film Matrix (dialogo tra Neo e Morpheus)
Turchia: appello per il rilascio immediato dei giornalisti detenuti
Articolo da ARTICLE 19
Questo articolo è stato tradotto automaticamente. La traduzione rende il senso dell’articolo, tuttavia consigliamo di leggere il testo originale su ARTICLE 19
ARTICLE 19 si unisce alla Media and Law Studies Association (MLSA) e ad altre organizzazioni per la libertà di stampa e i diritti umani nell'esprimere profonda preoccupazione per la detenzione di sette giornalisti in Turchia il 26 novembre 2024. Chiediamo urgentemente il loro rilascio immediato.
I giornalisti Roza Metina (redattrice curda di Jinnews e presidente dell'Associazione delle donne giornaliste della Mesopotamia), Ahmet Sümbül (giornalista freelance) e Ardin Diren (regista) sono stati detenuti a Diyarbakır; Erdoğan Alayumat (giornalista freelance), Bilge Aksu (giornalista freelance), Tuğçe Yılmaz (Bianet) e Suzan Demir (Gazete Duvar) a Istanbul; Mehmet Uçar (giornalista freelance) in Batman; e Bilal Seçkin (giornalista freelance) ad Ankara durante i raid di prima mattina. Questa operazione ha preso di mira anche numerosi altri individui, tra cui il poeta e editorialista di lunga data Hicri İzgören (editorialista del quotidiano Yeni Yaşam), il coordinatore editoriale Aver Yoldaş, il fumettista Doğan Güzel (fumettista), il traduttore Ömer Barasi e il regista Ardin Diren, oltre a diversi politici e rappresentanti del mondo umano. difensori dei diritti umani.
Il ministro degli Interni turco Ali Yerlikaya ha annunciato gli arresti sui social media, etichettando i detenuti come "sospetti membri di un'organizzazione terroristica", una dichiarazione ampiamente criticata perché ritenuta pregiudizievole. Ai giornalisti detenuti è stato negato l'accesso ai loro avvocati, mentre agli avvocati stessi è stato impedito di ottenere informazioni sulle indagini a causa di un cosiddetto "ordine di riservatezza". Le detenzioni e la mancanza di trasparenza riguardo all'operazione sottolineano le crescenti minacce alla libertà di stampa e alla capacità dei giornalisti di svolgere liberamente il proprio lavoro. La Turchia deve adempiere ai propri obblighi ai sensi della Legge sulla stampa, della sua Costituzione e della Convenzione europea sui diritti dell'uomo (CEDU). Le molestie e le intimidazioni sistematiche nei confronti dei giornalisti devono cessare immediatamente. Invitiamo le autorità a porre fine all'oppressione dei giornalisti e alle detenzioni ingiuste, a garantire la loro sicurezza e a sostenere la libertà di espressione. Inoltre, chiediamo la protezione delle attività giornalistiche ai sensi dell'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Il giornalismo è una pietra angolare di ogni società democratica e deve essere salvaguardato dalle interferenze politiche.Firmatari: Media and Law Studies Association (MLSA)
Unione dei giornalisti della Turchia (TGS)
Associazione dei giornalisti (GC)
ARTICOLO 19
Sindacato dei lavoratori della stampa
Associazione dei giornalisti di Dicle Fırat
Notizie Haber-Sen Sindacato dei lavoratori
Associazione dei giornalisti di Smirne
Casa della libertà
Associazione dei media locali di Diyarbakır
Associazione delle giornaliste della Mesopotamia
Centro europeo per la libertà di stampa e dei media (ECPMF)
Associazione dei giornalisti del sud-est (GCC)
Istituto della stampa internazionale (IPI)
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Fonte: ARTICLE 19
Autore: ARTICLE 19
Articolo tratto interamente da ARTICLE 19










