Articolo da Il Manifesto
Le pressioni determinate dalle sanzioni statunitensi contro il gruppo, definito «terrorista» senza alcuna prova, ha portato alla decisione di sospendere tutti i servizi. L’assenza del sostegno politico in Italia e in Europa ha fatto il resto
La stretta determinata dalle sanzioni emanate dagli Stati Uniti contro Autistici/Inventati è stata troppo forte e la decisione è di quelle ferali. «Il collettivo Autistici/Inventati chiude e sospenderà tutti i servizi a breve termine» fa sapere il gruppo in una nota che più diretta non si può. Più che le difficoltà causate dalle misure economiche, pesa la consapevolezza che il collettivo è oggetto di una guerra ibrida condotta dall’amministrazione Trump fuori da ogni regola. «In questo clima continuare a offrire i nostri servizi è solo un pericolo in più per le nostre utenti, e per tutte le persone che fanno parte delle nostre comunità» spiega il collettivo. «La concreta possibilità di poter essere la causa di conseguenze penali o finanziarie per qualcuno che ci è vicino, o che anche solo interagisce con noi non ci permette altre scelte». Gli utenti riceveranno istruzioni tecniche nei prossimi giorni per recuperare i propri contenuti dalla piattaforma. Di materiale da salvare ce n’è parecchio e va sottolineato. «Sono stati 25 anni bellissimi. Sono stati una “bella storia”».
Dal 26 agosto, data in cui il collettivo è stato incluso senza prove nella lista dei «terroristi globali» da isolare sul piano economico, tutto è precipitato in pochi giorni. I server scollegati e i fondi congelati da Banca Etica hanno certo pesato. Ma gli attacchi informatici da oltreoceano con relative schedature in favore del Pentagono – parte di una strategia più ampia avviata dall’amministrazione Trump sul piano globale – hanno fatto capire che non si trattava di una delle tante battaglie contro la censura che Autistici/Inventati ha combattuto e vinto in venticinque anni. Il mancato sostegno da parte della politica italiana ed europea ha fatto il resto.
La storia del collettivo era iniziata nel 2001 – l’anno spartiacque delle Torri Gemelle e del G8 di Genova. All’epoca le Big Tech muovevano i primi passi e la rete sembrava ancora uno spazio relativamente libero. Da allora, Autistici/Inventati è diventato lo strumento principale per chi voleva utilizzare la rete senza cedere i propri dati ai colossi commerciali o alle agenzie di controllo. La piattaforma ospitava oltre settemila siti animati da utenti, collettivi e associazioni di tutto il mondo, e innumerevoli mailing list e caselle di posta. Più volte i servizi offerti dal gruppo sono stati nel mirino della magistratura. Non sono mancate le operazioni opache ai loro danni, come quando la polizia simulò un blackout elettrico per appropriarsi dei dati salvati sui server. Anche il mondo politico ha spesso drizzato le antenne, soprattutto quando sui blog ospitati si è esercitato il diritto di satira contro il Vaticano, Trenitalia e altri soggetti permalosi che hanno chiesto invano di bloccarne le attività.
In oltre due decenni di vita avventurosa, tuttavia, la «fedina penale» di Autistici/Inventati è rimasta pulita.
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Fonte: Il Manifesto
Autore: Andrea Capocci

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Articolo tratto interamente da Il Manifesto







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