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giovedì 16 luglio 2026

La testimonianza di Vito Matera su Genova 2001


Ricevo e pubblico:

Io c'ero! Si legge a margine dei grandi eventi che fanno la storia... Io c'ero si ascolta oggi con l'angosciante sguardo di chi in quei due dannati giorni ha vissuto Genova e quel G8. Ci si riconosce dagli sguardi, dalle espressioni dei volti, dal respiro che per un attimo manca nell'istante della domanda "C'eri anche tu a Genova?". Si io c'ero... quasi trentenne... con il gruppetto di amici con cui di solito si condividevano riunioni e sogni di cambiare il mondo. Ero nel corteo delle tute bianche, quello "autorizzato"... e già dalla stazione, prima, che dallo stadio, si capiva che aria tirasse... genova, una caserma a cielo aperto... parte il corteo tra cori, suoni, colori tipici... tutto nella massima tranquillità... mentre cominciavano a girare le voci sui black bloc che spaccavano tutto senza l'intervento degli antisommossa... "quelli stanno a guardare... mi puzzano..." sentivo affianco a me queste frasi... il corteo prosegue quasi fino alla meta... quando all'improvviso si blocca... vedo fumo e l'odore acre dei lacrimogeni... improvvisamente il corteo diventa uno tsunami umano che viene contro e ci spinge indietro: "Questi bastardi ci caricanooo... ma perchè???" Quel corteo non aveva fatto assolutamente nulla per provocare quel gruppo di antisommossa assatanati... "ma perchè???" ricordo queste parole ripetute mille volte da tutti... poi improvvisamente anche da dietro caricano... accade l'indescrivibile... ci schiacciamo uno addosso all'altro... non ci sono vie di fuga... il terrore e l'angoscia di non capire cosa stia accadendo precisamente... e non sapere che fare per evitare di restare schiacciati... con i candelotti che piovono a raffica... gli occhi infiammati... si decide di spingere tutti da un lato... per cercare di muoversi indietro e tornare verso qualche traversa. Dopo qualche interminabile minuto la pressione diminuisce e ci fanno passare... da lì il corteo si scioglie in migliaia di gruppetti in giro per le strade di Genova... e attorno alle fontanelle per cercare di alleviare l'effetto dei lacrimogeni. Ci dicono che c'è l'inferno per le strade... nelle piazze di raccolta dove dovevano esserci le assemblee pubbliche. Ci dicono che hanno massacrato la rete Lilliput, i pacifisti... e che ancora una volta la polizia ha atteso che i black bloc si dileguassero per caricare la gente innocente... si... si respirava odio... voglia di vendetta... per quel senso di abuso subito senza alcun motivo... molti dei gruppetti si portarono verso le zone degli scontri... altri, come noi, cercavano di informarsi per bene tra il social forum e presso qualche genovese che ci permetteva di vedere il tg... cercavamo di contattare i nostri amici spariti nel casino... lasciavamo biglietti scritti a penna sui muri... indicando un punto di incontro alle 20.00 sperando che chi non trovavamo potesse leggerli... giriamo un angolo... e rimaniamo pietrificati da una scena orribile... sangue ovunque... ragazzi, donne, anziani... una cinquantina di persone a terra... a bordo strada... poggiati ai muri... feriti... soccorsi da altri manifestanti in attesa di una cazzo di ambulanza... l'unica medicina è l'acqua... straziante sentire più che le grida di dolore, ancora una volta una serie di "Perchè???" ! Proseguiamo e vediamo ancora tanta gente terrorizzata correre verso di noi... e gruppi di poliziotti e carabinieri sparsi a manganellare il primo che capita... compresi quelli già feriti a terra... presi a calci, manganelli... camminano sui corpi della gente che urla aiuto...ognuno cerca un riparo qualsiasi... sotto le auto... sotto i furgoni... sugli alberi... nei secchioni dell'immondizia... io mi ritrovo dietro un furgone bianco e poco più avanti un ragazzino a terra con non so quanti agenti attorno (5/6) che lo massacravano... ed intanto tornavano da quella parte molti dei gruppi delle tute bianche... faccio in tempo ad alzarmi e correre a prendere quel ragazzino cercando di tirarlo via mentre gli agenti arretravano... ma mentre cerco di alzarlo sento solo una botta che mi arriva tra orecchio sinistro e muso... un calcio di uno degli agenti che mi fa perdere 2 denti... non so come... non ricordo davvero cosa mi ha fatto rialzare e prendere quel ragazzo per andare via dietro il gruppo di manifestanti che arrivava... ricordo che dopo una ventina di minuti un signore si avvicina a portarci dell'acqua... ha visto tutto... mi racconta che se avesse avuto una pistola, da pur brava persona avrebbe sparato a quegli agenti senza alcun rimorso... erano bestie inferocite... ci porta a casa sua con la sua auto... una ritmo... e chiama il suo medico per evitare di portarci in ospedale dove ti prendono e ti portano nelle varie caserme.... cura prima antonio, il ragazzino, molisano, aveva sedici anni... e lo portano via verso un ospedale fuori genova in auto... mi lascia dal suo dentista e torneranno a sera inoltrata a prendermil. Ospita me ed un altro ragazzo a casa sua... un appartamento piccolo nella traversa adiacente la scuola diaz, sulla sua sinistra esattamente... vediamo in tv quello che sembrava l'inferno... senza sapere che da lì a pochi minuti, il vero inferno sarebbe stato proprio a due passi da casa... infatti cominciammo a vedere il viavai di camionette... agenti di ogni RAZZA piazzarsi ovunque... e dopo circa una mezz'ora le urla... sempre più forti... sempre più atroci... poi il tg con le immagini di quella porta della scuola che sembrava esplodesse per la massa di agenti che spingevano per entrarvi... e poi le prime immagini dei corpi massacrati... e di nuovo sentivamo tante urla... "Bastardi assassini" era un unisono tra i ragazzi in strada... e poi sirene... e croce rossa ovunque... gente che fuggiva... giornalisti e tv che inseguivano per rubare un dettaglio... un viso... una parola... da quella finestra socchiusa ci affacciavamo sull'inferno... e non avevamo fiato per parlare... lacrime per piangere... io tremavo... per paura... per rabbia... per l'impossibilità di reagire ad un palese abuso... "non possono farloooo... siamo in Italiaaa" urlava il signore che ci ha ospitati... naturalmente la notte passò così tra tg e telefonate... tra familiari lontani e la ricerca di amici spariti... come un bollettino di guerra a contare feriti, dispersi... ed un morto, Carlo, di cui ancora non si sapeva nulla nei dettagli... ed i sopravvissuti che si riunivano nuovamente ma sempre nascosti xkè quella mattina le bestie in divisa rastrellavano ancora manifestanti a caso... giravano per gli ospedali... per gli alberghi che avevano l'obbligo di non cedere stanze... per i punti di accoglienza del social forum... per le stazioni... strade di uscita... porto... e noi ci siam ritrovati in casa nascosti 48 h aspettando che un pizzico di democrazia riesca a ritrovare luce... E noi eravamo completamente estranei a qualsiasi reato... qui fomentava la rabbia verso le divise e le istituzioni rei della più grande violazione dei diritti umani in italia dai tempi del ventennio fascista! Oggi ritroviamo i carnefici e provocatori salvati da sentenze discutibili e coperture istituzionali... e chi ha ceduto alle loro provocazioni e reagito agli abusi subiti, puniti in modo esemplare a 15 anni di carcere... il tutto con lo stesso personaggio che in aula ha palesato astio e rancore nei confronti dei manifestanti: il Procuratore Generale Pietro Gaeta! Ciò non aiutà a ripristinare la stima ed il rispetto per le forze dell'ordine, compresi gli agenti che svolgono il loro lavoro come missione sul territorio tra mille sacrifici e boicottati dalla parte collusa dello Stato, perchè prima da loro dovrebbe venire la voglia di denuncia dei colleghi fanatici e psicopatici che si rendono protagonisti di abusi sui cittadini per sanare la loro nullità sociale e civile. L'omertà degli agenti è peggiore di quella mafiosa... Ciò non aiuta a ripristinare la stima ed il rispetto per le istituzioni, tutte... perchè nessuno che sia pagato da noi cittadini per rappresentarci si è mai mosso concretamente sulla via della giustizia, per colmare la lacuna penale del reato di tortura, assente nel nostro Paese (nonostante l’Italia abbia ratificato la relativa convenzione Onu 25 anni fa), al pari di una seria legge anti-corruzione (nonostante l’Europa ce la chieda dal 2003). Aggiornamento 20/7/2017 Il Regime Italiota fa passare pseudo Legge anti tortura... ma non è applicabile a fatti come Genova. La Legge e la Giustizia in Italia viaggiano sempre più su binari opposti. Nonchè la numerazione identificativa sui caschi e sulle divise di ordinanza degli agenti di servizio nell'antisommossa, quanto serva per evitare che teste calde, fanatici e pazzi da legare si nascondano dentro una divisa e si ritrovino armati a ripetere la macelleria cilena coperti dal senso di impunità perchè non riconoscibili. GENOVA NON PASSA... GENOVA BRUCIA ANCORA DENTRO DI NOI... GENOVA GRIDA ED AVRA' PRIMA O POI GIUSTIZIA CON OGNI MEZZO!

Vito Matera

Attivista per InfoRepressione24

Coordinamento Volontari "Figli del Vesuvio"

Creativo pubblicitario

Cantautore

Autore: Vìto Matera

Licenza: pubblicato e concesso su richiesta dell'autore

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Questo post partecipa all'iniziativa Genova 2001–2026: venticinque anni dopo, promossa da questo blog.



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