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mercoledì 12 giugno 2019
Rapporto Sanità 2019: medici, infermieri e operatori sanitari in calo su tutto il territorio
Articolo da La Città Futura
MILANO. Negli ultimi otto anni il numero dei
dipendenti attivi presso le strutture del Sistema Sanitario Nazionale è
diminuito, passando da oltre 707.000 unità a poco meno di 670.000. Un
evidente calo riscontrato dal Centro Studi Nebo con l’elaborazione dei
dati pubblicati dal Conto Annuale del Personale della Pubblica
Amministrazione presentato dalla Ragioneria Generale dello Stato.
Nel Rapporto Sanità 2019 si
segnala una riduzione del personale sanitario, in media pari al 6,6% in
Italia. Sono state esaminate le Aziende USL, Ospedaliere e Regionali. I
dati sono variabili sulla base territoriale ma nel complesso la
situazione è drammatica.
I tagli maggiori si riscontrano nell’area
Centro-Sud. Tra le regioni del Sud è la Campania a evidenziare un
taglio di oltre 9.300 unità, seguita da Calabria, Sicilia, Puglia con
una diminuzione rispettivamente di 3.800 (-17,1%), 4.300 (-9,5%), 3.600
(-9,3%) unità lavorative. In Molise, poi, il calo supera il 20%.
Passando al Centro Italia, il Lazio fa registrare
una diminuzione di oltre 8.800 unità di personale, pari a una perdita
del 17,4%, collocandosi così al secondo posto a livello nazionale.
Al Nord, infine, le variazioni si assestano tra –
8% e + 8%. Ma mentre il calo riguarda Liguria, Piemonte,
Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia e Veneto, ad andare
nella direzione opposta vi sono solo le regioni a statuto speciale: la
piccola Valle d’Aosta, che segna un incremento del 7,6% e le Province
autonome di Trento e Bolzano con aumenti del 5,7% e del 4,0%.
Il Rapporto Sanità 2019 evidenzia inoltre
interessanti dati per quanto attiene l’età media dei dipendenti del SSN
aumentata, nell’arco di tempo preso in esame, di oltre 3 anni
sfiorando i 51 anni, sebbene ci sia una rilevante variabilità fra le
diverse categorie di personale. Nell’ultimo anno la categoria più
“giovane”, che non supera i 50 anni, è quella degli infermieri e dei
riabilitatori, mentre il restante personale sanitario sfiora i 51 anni.
In definitiva ci troviamo di fronte a una
situazione a dir poco allarmante. Da tempo viene sottolineato come il
risultato più probabile del declino del SSN, con tutti i negativi e
comprensibili rischi per la popolazione, sia il fallimento. Medici di
base e ospedalieri che vanno in pensione senza trovare sostituzioni e
ricambio, personale infermieristico sempre più sfruttato con turni e
mansioni sempre più difficili da sopportare, sono soltanto due esempi
da puntualizzare e ricordare insieme alle altre armi del delitto:
l’aziendalizzazione, la sussidiarietà, la subordinazione alle risorse
disponibili.
Continua la lettura su La Città Futura
Fonte: La Città Futura
Licenza: Copyleft 
Articolo tratto interamente da La Città Futura

Articolo tratto interamente da La Città Futura
È davvero meraviglioso...
"È davvero meraviglioso che io non abbia lasciato perdere tutti i miei ideali perché sembrano assurdi e impossibili da realizzare. Eppure me li tengo stretti perché, malgrado tutto, credo ancora che la gente sia veramente buona di cuore. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ci ucciderà, partecipo al dolore di migliaia di uomini, eppure quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno la pace e la serenità."
Anna Frank
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Photo e video credit Nick Sullivan caricato su Vimeo - licenza: Creative Commons
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