La vita è bella è un film del 1997 diretto e interpretato da Roberto Benigni.
Trama
Italia,1938. Guido Orefice è un uomo ebreo che, trasferitosi dalla campagna toscana, si reca dallo zio ad Arezzo con l'amico Ferruccio che durante il tragitto, dove viene scambiato per il re Vittorio Emanuele III,
incontra una giovane maestra elementare di nome Dora, a cui subito dà
il soprannome di principessa, innamorandosene. Arrivato in città, viene
ospitato da suo zio Eliseo, maître del Grand Hotel, dove Guido si mette a
lavorare come cameriere. Quello stesso giorno, in municipio, avviene un
litigio con Rodolfo, arrogante burocrate fascista, in seguito al quale entrambi si danno il nome di "scemo delle uova", perché Guido appoggia alcune uova nel cappello di Rodolfo che, quando lo indossa, gli si rompono sulla testa.
Un giorno Guido, incontrando nuovamente Dora, scopre che è fidanzata
con Rodolfo. Intanto, all'hotel, il cameriere fa anche amicizia con il
dottor Lessing, un medico tedesco appassionato, come lui, di
indovinelli. Saputo che un ispettore scolastico ospite dell'hotel è
convocato il giorno dopo in una scuola elementare per una lezione antropologica a favore della razza ariana, trova uno stratagemma per sostituirsi a costui, pur di incontrare Dora che insegna nella stessa scuola.
Il vero ispettore arriva quando la lezione ha già ormai ridicolizzato
l'obiettivo iniziale e Guido, fuggito poi da una finestra, ha raggiunto
il suo scopo. Una sera Dora, con i suoi amici, va a teatro, Guido la
segue e, con un altro stratagemma, la porta via a Rodolfo. I due quella
sera parlano a lungo e Guido le confessa infine il proprio amore per
lei. Qualche sera dopo, proprio al Grand Hotel, Rodolfo è in procinto di
festeggiare il fidanzamento ufficiale con Dora, la quale non è mai
stata veramente innamorata di lui, ma costretta al connubio dalla madre:
la donna quindi decide di contraccambiare i sentimenti di Guido e, al
termine della serata, va via con lui, che entra nel ristorante sul cavallo
bianco dello zio Eliseo, incurante che sul dorso dell'animale ignoti
avessero scritto "cavallo ebreo" (è già iniziata infatti la discriminazione razziale).
A Rodolfo non rimane che incappare nell'ennesimo uovo, stavolta un
grande uovo di struzzo etiope coloniale che rovina sulla sua testa.
Guido e Dora si sposano e dal loro amore nasce Giosuè. Sei anni dopo,
nonostante l'invasione nazista, la famiglia è ancora felice: Guido ha
finalmente aperto una libreria ma, proprio il giorno del compleanno di
suo figlio, i due, insieme allo zio Eliseo, vengono catturati dai
nazisti e caricati su un treno insieme ad altri ebrei per la
deportazione in un lager. Dora, giunta a casa con la madre (che non
aveva mai conosciuto Giosuè) e trovati i segni della colluttazione,
arriva in tempo alla stazione per chiedere ai soldati di guardia di
salire anche lei sul treno, pur non essendo ebrea, per seguire il marito
ed il figlio: rivedrà di sfuggita suo marito soltanto in una occasione,
all'arrivo al lager. Lo zio Eliseo, in quanto troppo anziano per
lavorare, viene destinato subito alla camera a gas.
Negli spogliatoi mostra un'ultima volta il suo contegno signorile,
aiutando una donna delle SS a rialzarsi dopo che questa è scivolata,
ricevendo in cambio un'occhiata di odio e rimprovero.
Pur di proteggere Giosuè dagli orrori della realtà, Guido sin
dall'inizio del tragico viaggio in treno, racconta a Giosuè che stanno
partecipando a un gioco a premi, in cui si dovranno affrontare numerose
prove per vincere un carro armato vero. Si spaccia anche come interprete
del comandante tedesco, per "tradurre" le regole del lager, imposte ai
prigionieri, in un emozionante gioco. Col passare dei giorni Giosuè
entra attivamente nel vivo del "gioco", tra le cui "regole" c'era quella
di rimanere nascosti nella camera riservata a suo padre e ad altri
prigionieri, in realtà per evitare che, una volta trovato, fosse
destinato alla camera a gas.
Durante una visita medica prima della camera a gas, Guido incontra
nuovamente Lessing, il medico tedesco del Grand Hotel, che sei anni
prima era rientrato a Berlino proprio per prendere parte alla soluzione finale nei confronti degli ebrei. Lessing, ora membro del Partito Nazista,
lo stesso lo risparmia dalla camera a gas, e gli offre il lavoro di
cameriere ai tavoli di una cena degli ufficiali tedeschi. Guido si
illude che il medico voglia mettere una buona parola per lui e per sua
moglie, e riesce anche a far partecipare suo figlio, per sfamarlo
dignitosamente, confuso tra gli altri figli di ufficiali nel tavolo a
loro riservato. Grande sarà la sua delusione quando, quella stessa sera,
il dottore lo chiamerà a sé soltanto per sottoporgli un assurdo
indovinello a cui non trovava soluzione e per il quale era
disperatissimo, facendo soltanto scoprire che era diventato pazzo per
gli indovinelli. Padre e figlio, passando per il fumo del forno
crematorio per non farsi scorgere, tornano al campo, dopo aver visto
(solo Guido) una montagna di cadaveri ebrei scheletriti.