sabato 18 aprile 2026

La lotta fratricida che ha distrutto il futuro del Sudan


Articolo da Valigia Blu

A Berlino, nel giorno del terzo anniversario della guerra, António Guterres ha rimesso il Sudan davanti a una realtà che la diplomazia continua a rincorrere senza riuscire a cambiarla. Nel videomessaggio inviato alla Conferenza internazionale umanitaria per il Sudan, il segretario generale delle Nazioni Unite ha definito il conflitto una tragedia che ha devastato un paese “di immense promesse”, ha chiesto un cessate il fuoco immediato, la fine delle interferenze esterne e un percorso politico civile e inclusivo. "Sono profondamente preoccupato dal fatto che armi e combattenti continuino ad affluire in Sudan, consentendo al conflitto di protrarsi e di estendersi in tutto il paese", ha detto Guterres. 

Tre anni dopo l’inizio della guerra, il Sudan entra così nel suo quarto anno senza una via d’uscita e con un costo umano sempre più pesante. In vaste aree del paese lo Stato non protegge, non cura, non garantisce più nemmeno l’accesso regolare a cibo, acqua, servizi essenziali e sicurezza. Fame, persecuzioni e violenza sessuale fanno parte del modo in cui questa guerra viene combattuta.

Lo scontro tra il capo delle Forze armate sudanesi Abdel Fattah al-Burhan e il leader delle Forze di Supporto Rapido Mohamed Hamdan Dagalo, detto Hemedti, è esploso apertamente nell’aprile 2023, dopo mesi di tensioni. I due avevano già guidato insieme il colpo di Stato del 2021 che aveva travolto il governo di transizione nato dopo la rimozione di Omar al-Bashir. Da allora il paese è precipitato in una guerra che non ha prodotto né una vittoria né uno sbocco politico, ma solo una devastazione sempre più profonda .L’esercito controlla gran parte dell’est del Sudan, mentre le RSF mantengono il Darfur e parti del sud-est; nel frattempo la guerra con i droni ha aperto un’ulteriore fase di escalation, con almeno 700 civili uccisi nel solo 2026 secondo le Nazioni Unite.

Il Darfur resta il luogo in cui questa devastazione mostra il suo volto più feroce. A febbraio, la missione indipendente istituita dal Consiglio ONU per i diritti umani ha parlato di “segni distintivi del genocidio” per quanto accaduto a El Fasher, capitale del Darfur Settentrionale, e ha scritto che l’intento genocidario è l’unica conclusione possibile" da trarre dal modello di uccisioni etnicamente mirate, violenza sessuale e distruzione sistematica contro le comunità non arabe, in particolare Zaghawa e Fur. Nell’ottobre 2025, durante la presa della città da parte delle RSF, almeno 6 mila persone sarebbero state uccise in tre giorni.

In questo contesto, donne e ragazze continuano a pagare un prezzo altissimo. 12 milioni di persone sono a rischio di violenza sessuale e di genere, secondo Medici Senza Frontiere. Per l’ONG questi attacchi sono aumentati di oltre il 350 per cento dall’inizio della guerra. Tra gennaio 2024 e novembre 2025, nelle strutture sostenute dall’organizzazione in Darfur, sono state curate almeno 3.396 sopravvissute e sopravvissuti a violenze sessuali; nel 97 per cento dei casi si trattava di donne e ragazze. Già nel 2024 Human Rights Watch aveva documentato il ricorso alla schiavitù sessuale da parte di combattenti delle Forze di Supporto Rapido.

Quasi il 75 per cento della popolazione ha bisogno di aiuti, mentre milioni di persone sopravvivono con un solo pasto al giorno, secondo un rapporto pubblicato nei giorni scorsi da un gruppo di ONG. In Sudan 33,7 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria e 14 milioni sono state costrette a lasciare la propria casa. Il piano umanitario per il 2026 stima che 28,9 milioni di persone si trovino in condizioni di insicurezza alimentare acuta. In alcune aree del Darfur Settentrionale e del Kordofan la carestia è già stata segnalata, mentre le organizzazioni umanitarie raccontano di persone costrette a nutrirsi di foglie o mangimi per animali.

Continua la lettura su Valigia Blu

Fonte: Valigia Blu

Autore: 

Licenza:Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.

Articolo tratto interamente da Valigia Blu


Nessun commento:

Posta un commento

I commenti sono in moderazione e sono pubblicati prima possibile. Si prega di non inserire collegamenti attivi, altrimenti saranno eliminati. L'opinione dei lettori è l'anima dei blog e ringrazio tutti per la partecipazione. Vi ricordo, prima di lasciare qualche commento, di leggere attentamente la privacy policy. Ricordatevi che lasciando un commento nel modulo, il vostro username resterà inserito nella pagina web e sarà cliccabile, inoltre potrà portare al vostro profilo a seconda della impostazione che si è scelta.