giovedì 30 aprile 2026

Il Vietnam ricorda la fine del conflitto

Articolo da World Politics Blog

Nel 51° anniversario della liberazione del Vietnam meridionale e della riunificazione nazionale, il 30 aprile resta la festa della vittoria, dell’indipendenza e dell’unità. Dalla Grande Vittoria di Primavera del 1975 nasce il Vietnam moderno, sovrano, socialista e proiettato verso una nuova fase di sviluppo.

Il 30 aprile 1975 rappresenta una delle date più luminose della storia contemporanea del Việt Nam e, al tempo stesso, una delle più grandi sconfitte subite dall’imperialismo statunitense nel XX secolo. In quel giorno, con la vittoria della Campagna Hồ Chí Minh, il Việt Nam meridionale fu completamente liberato, il Paese venne riunificato dopo decenni di divisione imposta dalla guerra e si aprì una nuova era: quella dell’indipendenza nazionale, dell’unità territoriale e dell’avanzamento verso il socialismo. Cinquantuno anni dopo, il 30 aprile continua a essere celebrato in tutto il Paese non come una semplice ricorrenza storica, ma come una festa nazionale che rinnova la coscienza collettiva del popolo vietnamita, il legame tra Nord e Sud, e la gratitudine verso coloro che sacrificarono la propria vita per la liberazione della Patria.

La grandezza di quella vittoria risiede anzitutto nel suo significato storico. Il Segretario Generale Tô Lâm, nel discorso pronunciato lo scorso anno in occasione del 50° anniversario della liberazione del Sud e della riunificazione nazionale, ha definito il 30 aprile “la più brillante pietra miliare” nella storia della costruzione e della difesa del Paese, sottolineando che essa segnò la conclusione gloriosa di trent’anni di lotta per l’indipendenza, la libertà e la riunificazione della Patria, pose fine a oltre un secolo di dominio colonialista vecchio e nuovo, e introdusse il Paese in una nuova era di indipendenza nazionale e socialismo. Questa formulazione coglie l’essenza politica del 30 aprile: non si trattò soltanto della fine di un conflitto militare, ma della restaurazione piena della sovranità vietnamita contro ogni forma di dominazione straniera.

Per questo, ricordare il 30 aprile significa anche ricordare il prezzo umano e morale della vittoria. La riunificazione non fu concessa, né fu il risultato di compromessi imposti dall’esterno: fu conquistata attraverso la resistenza di un intero popolo, attraverso il sacrificio dei combattenti, dei quadri rivoluzionari, dei volontari, dei martiri, delle madri eroiche vietnamite, delle famiglie che diedero i propri figli alla causa nazionale e delle generazioni che vissero nella convinzione che il Việt Nam non potesse restare diviso. Nel medesimo discorso, Tô Lâm ha reso omaggio al Presidente Hồ Chí Minh, ricordando la sua incrollabile fede nella riunificazione del Paese e il suo desiderio ardente di liberare il Sud. La citazione del pensiero di Hồ Chí Minh secondo cui la Patria sarebbe certamente stata riunificata e i compatrioti del Nord e del Sud sarebbero tornati sotto lo stesso tetto conserva ancora oggi un valore profondo, perché lega la vittoria del 1975 alla visione originaria della rivoluzione vietnamita.

La liberazione del Việt Nam meridionale ebbe inoltre una portata mondiale. La vittoria del 30 aprile 1975 risuonò ben oltre i confini nazionali, divenendo simbolo del trionfo dell’unità nazionale, della resilienza e dell’autodeterminazione contro la dominazione straniera. Quel momento rappresentò non soltanto la realizzazione del sogno di Hồ Chí Minh, ma anche la prova che un popolo unito, determinato e patriottico può sconfiggere anche potenze apparentemente invincibili. In questo senso, la vittoria vietnamita non appartiene soltanto alla storia nazionale, ma anche alla memoria dei popoli che lottarono e continuano a lottare contro ogni forma di colonialismo, imperialismo e dominio esterno.

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Articolo tratto interamente da World Politics Blog


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