sabato 24 ottobre 2026

HANA e la band giapponese che dà voce al nuovo femminismo



Articolo da Global Voices

La band femminile giapponese HANA è stata recentemente inserita da Forbes nella prestigiosa lista “30 Under 30” del Giappone  [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione], che mette in risalto giovani che influenzano il futuro.

Sebbene questo riconoscimento celebri la crescente influenza della band HANA nell'industria musicale, la sua storia riflette anche un più ampio cambiamento sociale e culturale  che si sta verificando in Giappone, soprattutto sul modo in cui le donne comprendono e sposano la causa del femminismo. 

Il problema radicato della diseguaglianza di genere in Giappone

La società giapponese è patriarcale, segnata da un radicato problema di disparità di genere, la quale trova le sue radici nel feudalesimo. Secondo quanto riporta l'indice del  Global Gender Gap 2025, [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] il Giappone si trova alla 118esima posizione dei 148 paesi. I settori in cui vi è maggiore disparità tra uomini e donne sono quello delle opportunità professionali, lo stipendio e la rappresentazione politica, e soprattutto, i giapponesi hanno ostinatamente aderito alle norme convenzionali di genere che vedono le donne destreggiarsi tra  il lavoro domestico non retribuito e allo stesso tempo svolgere dei lavori precari, mentre sugli uomini grava il peso di mantenere una famiglia. 

Molte generazioni di donne giapponesi nel dopoguerra, hanno cercato di sfidare il codice di genere attraverso il Movimento del suffragio femminile [en], e in seguito, attraverso delle riforme istituzionali, legali e politiche, inclusa l'introduzione nel 1999 della Legge sulla Parità di Genere e l'istituzione nel 2001 dell’Ufficio della Parità di Genere [en].

Tuttavia, dall'inizio del 2000, allo scopo di far progredire l'uguaglianza di genere nel governo e nelle pubbliche istituzioni, il movimento femminista ha involontariamente provocato una reazione negativa, mentre i social media stavano cominciando a diffondersi. Online, utenti misogini e conservatori spesso etichettavano le donne [jp, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] che facevano sentire la propria voce in difesa delle pari opportunità e contro il tradizionale ruolo che la società attribuisce loro,  con l'appellativo dispregiativo “ziette femministe” (フェミニストおばさん), insinuando che fossero delle “perdenti” nelle relazioni eterosessuali.

Allo stesso tempo, le giovani donne sono riluttanti nel supportare la causa femminista [en], da una parte perché la interpretano come un'autovittimizzazione che mostra le donne come oppresse, e dall'altra, perché s'identificano in diverse immagini di donne che includono anche immagini sexy, spesso ritenute dalla vecchia  generazione di femministe come una forma di “oggettificazione delle donne”.

Per le giovani donne giapponesi, le immagini di donne nel programma televisivo “No No Girls” che ha in seguito portato al successo la band femminile HANA, hanno non soltanto messo in discussione il ruolo di genere  tradizionale, ma sono state anche percepite come  più emancipatorie rispetto a quelle delle donne stereotipicamente asessuali  e professionali, promosse dalla generazione precedente. 

No No Girls e HANA: Mettere sfidare gli stereotipi di genere

Infatti, Chanmina [it], un artista giappo-coreano, produttore del programma, ha spiegato così la scelta del nome “No”:

Non essere falsa: Sii  te stessa, esprimiti, mostra la tua vita e la verità.

Non essere pigra: Lavora sodo più di tutti, prendi consapevolezza e possesso del tuo valore.

Non odiare: Non ti arrendere; credi nel tuo valore e nella tua voce.

Il programma televisivo reclutava ragazze che erano state rifiutate dall'industria dell'intrattenimento, dalla società o da se stesse. Il  suo messaggio fondamentale consisteva nel fatto che, le donne potessero essere potenti non soddisfacendo le aspettative esterne ma affermando la loro individualità e resilienza, così come spiega Chanmina:

Non ci importa della tua altezza, del tuo peso, o della tua età. Mostraci soltanto la tua voce e la tua vita.

La sigla del programma televisivo, “NG,” comunica un messaggio simile, facendosi beffa del costante giudizio sul corpo delle donne e, incoraggiando queste ultime nel coltivare l'amore per se stesse.

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Autore: scritto da Jo Carter - tradotto da Sara Scibetta

Licenza: Creative Commons License
Articolo tratto interamente da Global Voices 

Photo credit BuzzFeed Japan, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons


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