Articolo da Valigia Blu
“I carabinieri devono dire alle donne che denunciano i compagni violenti che si facciano subito la valigia e spariscano. Devono dire la verità. Perché non c’è modo di proteggerle e devono mettere in conto che potrebbero morire. Sono loro che devono cambiare vita o questa è la fine che fanno".
A parlare è Marinella Forner, la madre di Tamara Terrin, uccisa la sera di Ferragosto dal suo ex Dino Keber, a Camponogara, nel veneziano. La donna aveva già denunciato l’ex compagno dopo la fine della loro relazione: il questore di Venezia aveva emesso un ammonimento nei confronti di Keber mentre per Terrin era stata disposta la “vigilanza dinamica”, controlli periodici alla sua abitazione da parte delle forze dell’ordine. Ma tutto questo non è stato sufficiente.
"Io ero convinta che lui prima o poi le avrebbe fatto del male. Non so perché non avesse un braccialetto. Mia figlia prima aveva fatto la querela, convinta anche dai Carabinieri. Ma non serviva a molto. Le avevano detto di non rispondergli, di evitarlo, di non accettare un ultimo appuntamento. Ci avevano detto che stavano monitorando. Ma lei era troppo buona. Abbiamo detto ai militari che lui tornava sempre da lei, loro ci hanno detto di chiamare il 112, che la prima pattuglia disponibile, quella più vicina, sarebbe arrivata”, racconta ancora la madre di Tamara Terrin.
Keber era già stato querelato altre tre volte da tre precedenti compagne, nel 2002, 2010 e 2021. Tutte le querele erano state ritirate – o perché spaventate da una reazione violenta o perché preoccupate dalle minacce che a ognuna rivolgeva, dicendo che si sarebbe tolto la vita – e i procedimenti archiviati, tuttavia questi precedenti sono stati citati nell’ammonimento emesso dalla questura di Venezia.
"So che le mie parole non cambieranno nulla, mi auguro che le leggi cambino in fretta, soprattutto che si faccia prevenzione come ad esempio educazione affettiva nelle scuole — ha detto al Corriere una delle ex compagne ad aver denunciato Keber —. Ma chi può sapere come si vive dopo? Con che coraggio puoi rimetterti in gioco sentimentalmente? Nessuno sa le conseguenze che ci portiamo dentro e nessuno può capire se non l’ha vissuto, e soprattutto se non prova il terrore che possa accadere anche alle proprie figlie".
Quello di Tamara Ferrin è solo uno dei sei femminicidi da Ferragosto a oggi. In soli tre giorni sei donne sono state uccise da chi consideravano, o avevano considerato, un compagno di vita: Maria D'Alessandro, 75 anni, Sant'Angelo a Cupolo, uccisa dal marito il 15 agosto; Ornella Forastefano, 46 anni, lasciata sanguinante davanti al pronto soccorso di Trebisacce tra il 15 e il 16 agosto (il compagno in fuga verso l’Albania è stato fermato a Bari); Michela Rubiu, 47 anni, morta il 17 agosto dopo un mese di agonia in ospedale a Cagliari, colpita alla testa con un proiettile dal marito; Joanna Szyszkowska, 50 anni, Colleferro, e Carmela Bifano, 72 anni, uccise il 18 agosto.
In tutti i casi, segnali non colti, denunce ignorate, braccialetti che non suonano. Joanna Szyszkowska, preoccupata per il comportamento del marito, lo aveva accompagnato da uno psichiatra a causa degli scatti di violenza e aveva anche allertato la Asl.
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Fonte: Valigia Blu
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Articolo tratto interamente da Valigia Blu
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