Il bosco
L’abbatterono, e laddove i passaggi neri di pece
della foresta notturna avevano nascosto cose eterne,
scaldarono il cielo con torri e pile di marmo
per farne un falò per le loro feste.
Bianco e sorprendente per le terre intorno
sorse quella meravigliosa ricchezza di cupole e torrette;
cristallo e avorio, sublimemente incoronati
con pinnacoli che portavano nevi impenetrabili.
E per le sue sale risuonavano il flauto e il sistro
mentre il vino e la rivolta portavano le loro macchie scarlatte;
mai una voce di antiche meraviglie ha cantato,
né nessun occhio ha richiamato le colline e le pianure.
Così nel corso degli anni, fino alla notte viola
un menestrello ubriaco coi suoi versi svogliati
pronunciò parole vili che non avrebbe mai dovuto dire
risvegliando le ombre di un’antica maledizione.
Possono abbattere le foreste, ma non il crepuscolo che esse proteggono;
e nel punto in cui si trovava quella città orgogliosa,
l’alba tremante non rivelò nessuna pietra,
ma fuggì dall’oscurità di un bosco primordiale.
Howard Phillips Lovecraft
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