mercoledì 12 agosto 2026

Come il riscaldamento globale ci sta rubando il sonno



Articolo da Valori

Uno studio di Climate Central quantifica per la prima volta le ore di sonno perse a causa della crisi climatica in 1.338 città del mondo

Dormire male non è solo una seccatura: è un problema di salute pubblica. E la crisi climatica sta peggiorando la situazione ovunque. È la conclusione di una nuova analisi di Climate Central, organizzazione indipendente di scienziati e comunicatori, che per la prima volta ha provato a tradurre il riscaldamento globale in una misura molto concreta: le ore di sonno che ciascuno di noi perde ogni anno.

Il risultato è netto. Tra il 2020 e il 2025 una persona ha perso in media quasi 56 ore di sonno all’anno a causa delle alte temperature notturne. Sei di quelle ore – poco più del 10% – sono attribuibili direttamente alla crisi climatica causata dall’uomo. In termini più intuitivi: quasi sette notti di sonno bruciate ogni anno dal caldo, di cui una intera imputabile ai cambiamenti climatici.

Il dato è raddoppiato in cinquant’anni

Il confronto storico è la parte più significativa dell’analisi. Climate Central ha messo a confronto il periodo 2020-2025 con i primi anni Settanta, applicando alle temperature osservate e a quelle “controfattuali” – cioè quelle che si sarebbero registrate in un mondo senza emissioni di CO2 da combustibili fossili – la relazione tra temperatura notturna e durata del sonno stabilita dalla ricerca scientifica.

La quota di sonno perso attribuibile alla crisi climatica è passata da circa due ore all’anno nel 1970-1975 a circa cinque ore nel 2020-2025. È almeno raddoppiata in 1.335 delle 1.338 città analizzate, e almeno triplicata in 840 di queste. Nel frattempo la perdita complessiva legata al caldo notturno è salita da 46 a circa 50 ore annue nella città media.

Il dettaglio tecnico non è secondario: le temperature minime notturne stanno crescendo più rapidamente di quelle diurne. Nel 2025 diverse città mediorientali hanno registrato minime notturne record che non sono scese sotto i 36 gradi centigradi.

Medio Oriente, Asia meridionale e Africa occidentale i più colpiti

Le perdite più consistenti si concentrano dove le notti erano già roventi. Nelle città di Arabia Saudita, Oman ed Emirati Arabi Uniti si perdono tra 55 e 87 ore di sonno all’anno per il caldo, di cui 12-16 ore attribuibili ai cambiamenti climatici: quasi due notti intere.

Nell’India meridionale e in diversi Paesi del Sud-est asiatico la perdita totale è ancora più alta – tra 78 e 91 ore annue – con 8-9 ore legate al clima. In alcune città dell’Africa occidentale (Niger, Nigeria, Burkina Faso) si superano le 65 ore, di cui 10-11 attribuibili al riscaldamento globale.

Anche le Americhe non sono immuni: nelle 253 città statunitensi analizzate la perdita media è di 36 ore annue, di cui circa quattro (il 13%) dovute ai cambiamenti climatici. Un valore in crescita più rapida della media globale: era poco più di un’ora negli anni Settanta.

Perché una notte insonne è un problema sanitario

Le notti calde impediscono al corpo di raffreddarsi e recuperare dal caldo diurno, aumentando il rischio di ictus, patologie cardiovascolari e mortalità. Ma anche gli effetti indiretti pesano.

«Gli adulti hanno bisogno di 7-9 ore di sonno a notte per una salute ottimale», spiega Courtney Howard, medico d’urgenza e presidente della Global Climate and Health Alliance. Dormire meno di sette ore è associato a un peggioramento della funzione immunitaria, a errori e incidenti più frequenti e, se la condizione si cronicizza, ad aumento di peso, diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari.

Gli effetti non si distribuiscono equamente. Uno studio recente citato nel rapporto rileva che l’impatto delle notti calde è più che doppio per gli over 65 rispetto agli adulti di mezza età, e quasi triplo nei Paesi a reddito medio-basso rispetto a quelli ad alto reddito. Anche le donne risultano più colpite.

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Fonte: Valori

Autore: 
Valori.it

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Articolo tratto interamente da
Valori


2 commenti:

  1. Ne so qualcosa: risvegli notturni per via del caldo... Meno male che non avendo una sveglia che suona in questo periodo, recupero la mattina presto o nel pomeriggio, sennò... 😰

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    1. Essendo già turnista lavorativo, l'insonnia spesso è mia compagna di vita.

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