Articolo da Valori
Uno studio di Climate Central quantifica per la prima volta le ore di sonno perse a causa della crisi climatica in 1.338 città del mondo
Dormire male non è solo una seccatura: è un problema di salute pubblica. E la crisi climatica sta peggiorando la situazione ovunque. È la conclusione di una nuova analisi di Climate Central, organizzazione indipendente di scienziati e comunicatori, che per la prima volta ha provato a tradurre il riscaldamento globale in una misura molto concreta: le ore di sonno che ciascuno di noi perde ogni anno.
Il risultato è netto. Tra il 2020 e il 2025 una persona ha perso in media quasi 56 ore di sonno all’anno a causa delle alte temperature notturne. Sei di quelle ore – poco più del 10% – sono attribuibili direttamente alla crisi climatica causata dall’uomo. In termini più intuitivi: quasi sette notti di sonno bruciate ogni anno dal caldo, di cui una intera imputabile ai cambiamenti climatici.
Il dato è raddoppiato in cinquant’anni
Il confronto storico è la parte più significativa dell’analisi. Climate Central ha messo a confronto il periodo 2020-2025 con i primi anni Settanta, applicando alle temperature osservate e a quelle “controfattuali” – cioè quelle che si sarebbero registrate in un mondo senza emissioni di CO2 da combustibili fossili – la relazione tra temperatura notturna e durata del sonno stabilita dalla ricerca scientifica.
La quota di sonno perso attribuibile alla crisi climatica è passata da circa due ore all’anno nel 1970-1975 a circa cinque ore nel 2020-2025. È almeno raddoppiata in 1.335 delle 1.338 città analizzate, e almeno triplicata in 840 di queste. Nel frattempo la perdita complessiva legata al caldo notturno è salita da 46 a circa 50 ore annue nella città media.
Il dettaglio tecnico non è secondario: le temperature minime notturne stanno crescendo più rapidamente di quelle diurne. Nel 2025 diverse città mediorientali hanno registrato minime notturne record che non sono scese sotto i 36 gradi centigradi.
Medio Oriente, Asia meridionale e Africa occidentale i più colpiti
Le perdite più consistenti si concentrano dove le notti erano già roventi. Nelle città di Arabia Saudita, Oman ed Emirati Arabi Uniti si perdono tra 55 e 87 ore di sonno all’anno per il caldo, di cui 12-16 ore attribuibili ai cambiamenti climatici: quasi due notti intere.
Nell’India meridionale e in diversi Paesi del Sud-est asiatico la perdita totale è ancora più alta – tra 78 e 91 ore annue – con 8-9 ore legate al clima. In alcune città dell’Africa occidentale (Niger, Nigeria, Burkina Faso) si superano le 65 ore, di cui 10-11 attribuibili al riscaldamento globale.
Anche le Americhe non sono immuni: nelle 253 città statunitensi analizzate la perdita media è di 36 ore annue, di cui circa quattro (il 13%) dovute ai cambiamenti climatici. Un valore in crescita più rapida della media globale: era poco più di un’ora negli anni Settanta.
Perché una notte insonne è un problema sanitario
Le notti calde impediscono al corpo di raffreddarsi e recuperare dal caldo diurno, aumentando il rischio di ictus, patologie cardiovascolari e mortalità. Ma anche gli effetti indiretti pesano.
«Gli adulti hanno bisogno di 7-9 ore di sonno a notte per una salute ottimale», spiega Courtney Howard, medico d’urgenza e presidente della Global Climate and Health Alliance. Dormire meno di sette ore è associato a un peggioramento della funzione immunitaria, a errori e incidenti più frequenti e, se la condizione si cronicizza, ad aumento di peso, diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari.
Gli effetti non si distribuiscono equamente. Uno studio recente citato nel rapporto rileva che l’impatto delle notti calde è più che doppio per gli over 65 rispetto agli adulti di mezza età, e quasi triplo nei Paesi a reddito medio-basso rispetto a quelli ad alto reddito. Anche le donne risultano più colpite.
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Fonte: Valori
Autore: Valori.it
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Articolo tratto interamente da Valori
Ne so qualcosa: risvegli notturni per via del caldo... Meno male che non avendo una sveglia che suona in questo periodo, recupero la mattina presto o nel pomeriggio, sennò... 😰
RispondiEliminaEssendo già turnista lavorativo, l'insonnia spesso è mia compagna di vita.
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