Fa male scriverlo, e ancora di più realizzarlo: Alex Zanardi non c’è più. Oggi perdiamo molto di più di un pilota o di un campione olimpico; perdiamo quella luce che, quando tutto sembrava buio, ci ricordava che si può sempre ricominciare.
Alex era fatto di una pasta diversa. Lo abbiamo visto sfidare la sorte una, due, dieci volte, sempre con quel sorriso che quasi ti faceva sentire in colpa se ti lamentavi delle tue piccole fatiche quotidiane. La sua non era semplice testardaggine; era un amore viscerale per la vita, una fame di esserci che non si è mai spenta, nemmeno davanti ai traguardi più duri.
"Quando mi sono risvegliato senza gambe ho guardato la metà che era rimasta, non quella che era andata persa."
In questa frase c’è tutto Alex. C'è il rifiuto di farsi chiamare vittima e la capacità quasi magica di trasformare un dramma in un’opportunità. Ci ha insegnato che i limiti sono confini mobili, che la resilienza non è una parola da dizionario ma un muscolo da allenare ogni giorno, con fatica e dignità.
Ci mancheranno la sua voce, la sua ironia emiliana e quella forza di volontà che sembrava infinita. Ma quello che ci ha lasciato è un’eredità che non scade: l’idea che, finché c’è respiro, c’è una gara da correre e una bellezza da scovare.
Buon viaggio, Alex. Grazie per averci mostrato quanto può essere grande un uomo.
L'autore di questo post, si è riservato il diritto di restare in anonimato, quindi non verrà rivelata l'identità e la fonte.
Era una brava persona,un grande,mi spiace tantissimo, ciao Alex
RispondiElimina👍
Elimina