
Sono passati quindici anni senza Vittorio Arrigoni, e ancora oggi fa un certo effetto dirlo ad alta voce. Chi lo ha seguito, anche solo da lontano, sa che non era uno di quei nomi che scorrono via. Rimane. Rimane per ciò che ha fatto, per come lo ha fatto, per la voce che ha scelto di usare quando tanti preferivano il silenzio.
Ricordo bene Guerrilla Radio, il suo blog. Lo aprivo quasi ogni giorno, con quella sensazione strana di chi sa che sta leggendo qualcosa di necessario. Non era solo informazione: era presenza, era un modo di stare al mondo. Un filo diretto con una realtà che molti ignoravano, e che lui raccontava senza filtri, con una lucidità che bruciava e allo stesso tempo illuminava.
Quindici anni dopo, quelle parole continuano a muovere qualcosa. Forse perché non erano slogan, non erano pose. Erano vita vissuta, scelta, rischiata.
E allora oggi, più che ricordarlo, viene spontaneo ascoltarlo ancora una volta. E lasciarlo chiudere lui questo pensiero, come faceva sempre:
“Restiamo umani.”
Autore: Spartaco
Il blog lo si può trovare su Waybackmachine
RispondiEliminaInternet, ogni tanto, fa qualcosa di intelligente. Non è solo un perditempo. Ciao
Vero!
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